{N}1,{/}4: Le sette chiese, nominate al v. 11, sono nell'Asia, provincia romana, che aveva Efeso per capitale. I sette Spiriti, rammentati gi\u00e0 in Tb 12,15, sono raffigurati nelle sette lampade di 4,5 e ricevono le sette trombe in 8,2.

{N}2,{/}1: {S}L'angelo{/} \u00e8 il vescovo rappresentante la chiesa e responsabile del suo buon andamento.

{N}2,{/}17: {S}La manna nascosta{/} \u00e8 il cibo dell'eterna felicit\u00e0. {S}Un sassolino bianco{/}: era una pietruzza data al vincitore nei giochi, e serviva ad assolvere nei tribunali, mentre il sassolino nero diceva condanna: quindi vuol dire che Ges\u00f9 dar\u00e0 il segno della vittoria e sentenza favorevole a chi vince, cio\u00e8 il biglietto d'entrata al banchetto celeste.

{N}2,{/}24: {S}<<Profondit\u00e0>> di Satana{/}: Gezabele (v. 20) e i suoi pretendevano di manifestare segreti particolari e di emancipare dalla morale. Chiamavano il complesso del loro insegnamento profondit\u00e0 di Dio, o misteri di Dio. Giovanni li bolla dicendo che il loro insegnamento e la loro condotta non erano secondo Dio, ma suggeriti da Satana.

{N}3,{/}8: {S}Porta aperta{/}: indica occasione e facilit\u00e0 per diffondere il vangelo. La chiesa di Filadelfia, che non fu mai molto importante, per la sua fedelt\u00e0 ebbe il privilegio di propagare la parola di Cristo verso l'altipiano frigio, di cui era come la porta.

{N}4,{/}1: Dopo la parte pastorale inizia qui la parte profetica dell'Apocalisse con la visione preparatoria (cc. 4-5); la voce di Cristo, che gi\u00e0 aveva parlato a Giovanni, lo chiama in estasi a contemplarla. In questa visione Dio trasmette all'Agnello il potere di eseguire i suoi decreti contro i persecutori di tutti i tempi del suo popolo: \u00e8 il gran giorno della collera di Dio che si attua parzialmente lungo la storia e definitivamente alla fine dei tempi.

{N}4,{/}3: La descrizione di Dio \u00e8 tutta luce: nessun antropomorfismo. Dante s'ispirer\u00e0 a queste espressioni quando vorr\u00e0 descrivere la ss.ma Trinit\u00e0, che canter\u00e0 come una sorgente di pura luce.

{N}5,{/}6: L'{S}Agnello{/} \u00e8 Ges\u00f9: le corna significano l'onnipotenza, gli occhi indicano l'onniscienza, gli Spiriti sono gli esecutori dei suoi ordini. Egli porta ancora i segni del suo supplizio, {S}come immolato{/}, ma \u00e8 {S}ritto{/}, vivente dopo la risurrezione.

{N}8,{/}11: {S}Assenzio{/}, per indicare l'estrema amarezza del castigo divino. La pianta d'assenzio era celebre nell'antichit\u00e0 per il suo sapore, considerato il pi\u00f9 amaro di quanti si conoscessero. Essa era pure considerata velenosa: nella mentalit\u00e0 antica l'amarezza coincideva con il veleno, ecco perch\u00e9 {S}molti uomini morirono{/}.

{N}9,{/}1: {S}Un astro{/}: un angelo infedele. {S}L'abisso{/} indica il luogo in cui sono detenuti gli angeli ribelli.

{N}10,{/}7: {S}Il mistero di Dio{/}: riguardante la glorificazione della chiesa, dopo la distruzione dei suoi nemici.

{N}10,{/}9: {S}Inghi\u00f2ttilo{/} (cfr. Ger 15,16; Ez 3,13): indica che il profeta deve conservare e meditare le rivelazioni, dolci o amare, secondo che dicono premio ai buoni o castigo agli empi. Il libretto risult\u00f2 {S}dolce{/}, perch\u00e9 conteneva profezie riguardanti i trionfi della chiesa; {S}amaro{/}, perch\u00e9 ne prediceva pure le persecuzioni e le sofferenze.

{N}11,{/}8: {S}La grande citt\u00e0{/} era Roma, chiamata {S}Sodoma{/} per l'immoralit\u00e0 ed {S}Egitto{/} perch\u00e9 persecutrice del popolo di Dio. Le parole: {S}dove il loro Signore fu crocifisso{/}, che inclinerebbero a indicare Gerusalemme, possono essere considerate un'aggiunta al testo.

{N}12,{/}1: Questa {S}donna{/} indica l'immacolata madre di Cristo e degli uomini e la chiesa, madre dei credenti. Perci\u00f2 molti tratti di questa descrizione sono applicati a Maria e alla chiesa di Cristo. Il {S}sole{/} che la riveste \u00e8 Cristo. Le {S}stelle{/} per la Vergine sono le virt\u00f9, per la chiesa sono gli apostoli; {S}la luna sotto i piedi{/} indica che Maria e la chiesa stanno sopra ogni cosa mutabile. La chiesa, sposa di Cristo, genera alla grazia e alla gloria fra molte persecuzioni milioni di figli per il regno di Dio; Maria gener\u00f2 il capo e coopera a generare le membra: la chiesa genera le membra mediante i sacramenti, con l'aiuto di Maria, proclamata da Paolo VI <<madre della Chiesa>>.

{N}12,{/}5: Il {S}figlio maschio{/} \u00e8 Ges\u00f9, considerato sia nella sua persona fisica sia come capo del nuovo popolo di Dio. {S}Rapito verso Dio{/}: asceso al cielo, completa la redenzione e segna la fine del regno del demonio.

{N}13,{/}11: La prima {S}bestia{/} (v. 1: la potenza politica) esce dal mare, che significa caos, agitazione e sollevamento di popoli; la seconda esce dalla terra, cio\u00e8 dalla calma, si camuffer\u00e0 da agnello e user\u00e0 la seduzione; ma sar\u00e0 a servizio dell'anticristo e del dragone. E' probabile che si tratti della falsa scienza, di chi l'insegna e dell'organizzazione da essa richiesta per imporsi al mondo. Si pu\u00f2 anche trattare di tutto il progresso umano, che pu\u00f2 indurre a dimenticare Dio.

{N}14,{/}3: Questi {S}centoquarantaquattromila riscattati{/} rappresentano il nuovo Israele di Dio strutturato, come l'antico Israele, sul numero 12, il numero degli apostoli (cfr. 21,14). Secondo la frequente immagine biblica, sono detti vergini perch\u00e9 conservarono pura la loro fede e non si lasciarono andare all'idolatria. Qui tutto il contesto parla di idolatria e di fedelt\u00e0 al vero Dio. 

{N}15,{/}1: Nell'ultimo dei sette segni vi sono i {S}sette flagelli{/}. Il settimo sigillo, la settima tromba, come il settimo segno, non servono che di transizione.

{N}16,{/}1: Le {S}sette coppe{/}, divise in due gruppi di tre e di quattro per accentuare il simbolismo (4 numero del mondo, 3 numero di Dio), simboleggiano gli ultimi mali del mondo, che assomigliano alle piaghe d'Egitto. Con esse si raggiunge la realizzazione piena e finale dei castighi di Dio.

{N}17,{/}3: Questa {S}donna{/} non \u00e8 propriamente n\u00e9 Roma n\u00e9 Babilonia, ma il simbolo di ogni societ\u00e0 anticristiana. Forse anche qui, come nel vangelo (rovina di Gerusalemme e fine del mondo), ci sono due profezie: quella che riguarda Roma e l'Impero romano e quella che riguarda la fine del mondo. Ma Roma con i suoi imperatori e con la sua rovina, causata dai barbari, con la sua corruzione, diventa il simbolo e il preannuncio di quanto accadr\u00e0 al mondo intero, quando verr\u00e0 la fine.

{N}20,{/}1: Giovanni riprende la storia anteriore del {S}dragone{/}, interrotta al c. 12. Il potere di Satana \u00e8 limitato da forza superiore per {S}mille anni{/} (cifra tonda che indica il tempo che deve correre da Ges\u00f9 Cristo agli ultimi tempi), poi sar\u00e0 sciolto per poco tempo e di nuovo rinchiuso eternamente.

{N}20,{/}6: Tra le due venute di Cristo, i santi, che non adorarono la bestia, avranno {S}la prima risurrezione{/} con la gloria dell'anima in cielo, mentre i dannati avranno la morte temporale ed eterna. Dopo i detti mille anni, avverr\u00e0 la seconda risurrezione, che per i santi sar\u00e0 gloria del corpo e dell'anima, per i dannati vera morte del corpo e dell'anima nelle eterne sofferenze dell'inferno.

{N}20,{/}8: {S}Gog{/} e {S}Magog{/} (Ez 38-39) rappresentano tutte le nazioni empie, collegate contro la chiesa, che daranno battaglia finale nella simbolica localit\u00e0 detta Armaghed\u00f2n (16,16).

{N}21,{/}1: La perversione dell'uomo nel peccato umili\u00f2 la natura visibile, l'assoggett\u00f2 alla maledizione (Gn 3,17); la glorificazione dell'uomo la rinnover\u00e0 e la far\u00e0 partecipe dell'incorruttibilit\u00e0 degli eletti.

{N}21,{/}18: Siccome \u00e8 impossibile descrivere con espressioni umane la bellezza della citt\u00e0 celeste, Giovanni usa i nomi delle pietre pi\u00f9 preziose conosciute ai suoi tempi per dare una pallida idea di bellezze completamente sconosciute all'uomo. I nomi delle pietre preziose qui nominate corrispondono pi\u00f9 o meno a quelle conosciute da noi.

{N}21,{/}22: Nella nuova Gerusalemme non vi sar\u00e0 un tempio n\u00e9 vi sar\u00e0 bisogno di luci, perch\u00e9 Dio stesso e l'{S}Agnello{/} saranno {S}tempio{/} e {S}luce{/}. Nel significato simbolico, queste espressioni vogliono indicare che gli eletti godranno sempre della presenza beatificante di Dio, che si mostrer\u00e0 loro cos\u00ec com'\u00e8 e li render\u00e0 felici della propria felicit\u00e0 senza bisogno di mediazioni.

{N}22,{/}1: Per questi due vv. cfr. Ez 47,1-12, che ha quasi la medesima descrizione. Il {S}fiume d'acqua viva{/} \u00e8 simbolo della vita eterna, data da Dio ai suoi eletti nel grado di felicit\u00e0 perfetta. Gli {S}alberi di vita{/} che fruttificano dodici volte all'anno e dei cui frutti tutti possono cibarsi, significano il dono dell'immortalit\u00e0 conservata appunto dai frutti che sempre si rinnovano.

{N}22,{/}3: {S}Nulla di maledetto{/}: nel paradiso terrestre tutto fu maledetto a causa del primo peccato; all'entrata nella terra promessa gl'Israeliti votarono alla distruzione gli abitanti e le loro citt\u00e0 a motivo dei loro peccati; nella Gerusalemme celeste, invece, tutto sar\u00e0 puro e santo, felice e beato.

{N}22,{/}11: Se nonostante i castighi e i premi uno vuol continuare nel male, continui pure, Dio lo lascer\u00e0 fare, ma il castigo sar\u00e0 inesorabile e tremendo. Il piano di Dio non si arrester\u00e0 davanti alla condotta dell'uomo, qualunque essa sia. Questo v. vuole correggere la possibile interpretazione delle parole precedenti, dalle quali potrebbe dedursi che la venuta di Cristo \u00e8 ormai imminente, e quindi ridursi a un'attesa inerte e forse viziosa. No, dice l'angelo a Giovanni, c'\u00e8 ancora tempo, e il cattivo che non vuole convertirsi ha ancora spazio per nuovi peccati, e il giusto pu\u00f2 ancora aumentare la corona dei suoi meriti, che accresceranno pure la sua gloria nella celeste Gerusalemme.

{N}22,{/}12: {S}Vengo presto{/}: da intendersi in due modi: nel senso della venuta di Ges\u00f9 Cristo per il giudizio individuale dopo la morte di ciascuno, e nel senso della venuta finale, della quale pu\u00f2 dirsi che sar\u00e0 presto, poich\u00e9 di fronte all'eternit\u00e0 gli anni contano poco. Chi parla qui \u00e8 Ges\u00f9 Cristo, il quale afferma che avr\u00e0 con s\u00e9 la {S}mercede{/} per {S}ciascuno{/}, poich\u00e9 alla fine ognuno sar\u00e0 ricompensato secondo le sue opere.

