{N}1,{/}3: Qui \u00e8 compendiata tutta la dottrina della lettera: il cristiano \u00e8 chiamato a vivere della vita di Dio, comunicata da Cristo (cfr. Gv 17,21).

{N}1,{/}6:Dio \u00e8 in noi come principio di vita, e poich\u00e9 egli \u00e8 luce, giustizia, amore, colui che gli \u00e8 unito deve vivere e comunicare luce, giustizia e amore, osservando i comandamenti di Dio, specialmente la carit\u00e0 fraterna.

{N}2,{/}13: {S}Il maligno{/} \u00e8 il demonio, l'eterno tentatore. Ma ora \u00e8 venuto Ges\u00f9, che lo ha vinto e ha comunicato a noi la grazia di vincerlo. Se Ges\u00f9 dimora in noi, ci comunica la sua luce, con cui possiamo conoscere le insidie del demonio; ci partecipa la sua forza, con cui lo possiamo superare.

{N}3,{/}6: {S}Chiunque dimora{/} in Dio mediante l'amore, {S}non pecca{/}, perch\u00e9 chi ama non offende l'amato. Giovanni non considera qui i peccati di fragilit\u00e0.

{N}3,{/}9: La grazia santificante \u00e8 detta {S}seme{/}, perch\u00e9 da essa sbocciano la fede, la speranza e la carit\u00e0, e il suo frutto eterno \u00e8 la gloria del cielo.

{N}5,{/}16: Il {S}peccato che conduce alla morte{/}, in questo caso, \u00e8 l'apostasia. Giovanni non proibisce di pregare per gli apostati, ma fa capire che tali preghiere saranno difficilmente esaudite a causa dell'indurimento del cuore: ci vorrebbe un intervento straordinario di Dio, e Giovanni non lo garantisce.

