{N}1,{/}1: {S}Servo di Ges\u00f9 Cristo{/}, cio\u00e8 schiavo suo e interamente dedito al suo servizio. {S}Chiamato{/}: qui si riferisce specificamente alla chiamata all'apostolato; nei vv. 6.7 e altrove (8,28; 1Cor 1,24), indica la vocazione alla fede.

{N}1,{/}4: {S}Costituito Figlio di Dio... mediante la risurrezione{/}: ha ricevuto, anche come uomo, il potere di santificare, proprio del Figlio di Dio.

{N}1,{/}14: {S}Barbari{/}, secondo il linguaggio comune nel mondo greco-romano, erano tutti quelli che non appartenevano alla cultura greca, e quindi anche gli Ebrei.

{N}1,{/}17: {S}Da fede a fede{/}: l'interpretazione di questa frase pregnante pare la seguente: <<Tutta l'azione della giustificazione \u00e8 come immersa nella fede, avviene nell'ambito della fede in senso esclusivo>> (U. Vanni).

{N}2,{/}1: {S}Tu che giudichi{/}: indica il giudeo. Paolo sottolinea la maggiore colpevolezza dei Giudei, avendo essi la legge naturale e quella mosaica, data da Dio.

{N}2,{/}12: {S}Senza la legge{/} mosaica: sono i pagani; {S}con la legge{/}: sono gli Ebrei. Il giudizio di Dio non si far\u00e0 sulla conoscenza, ma sulle opere, fatte secondo coscienza, basata sulla conoscenza della legge che deve guidare la vita: legge positiva per gli Ebrei, legge naturale per i pagani.

{N}2,{/}26: La circoncisione era stata data ad Abramo e ai suoi discendenti come un segno di appartenenza al popolo eletto. Non \u00e8 per\u00f2 un segno esterno che basta a costituire membro del popolo di Dio, bens\u00ec \u00e8 l'osservanza della sua volont\u00e0.

{N}3,{/}2: {S}Le promesse divine{/}: il complesso della Scrittura, contenente la storia della salvezza: dalla promessa della Genesi a quelle dei profeti.

{N}3,{/}31: {S}Diamo una base alla legge{/}: la legge, anche se praticata, di per s\u00e9 non poteva giustificare l'uomo, perch\u00e9 la giustificazione viene da Dio; ma se la legge era praticata nell'ordine in cui era stata data, cio\u00e8 come obbedienza al Dio della promessa, allora aveva valore, perch\u00e9 Dio, pur non dando la giustificazione in forza delle opere fatte secondo la legge, la dava per la fede con cui essa veniva praticata, in virt\u00f9 di Colui che era l'oggetto della promessa.

{N}4,{/}1: {S}Abramo{/}: per dimostrare che anche l'AT insegn\u00f2 che l'uomo viene giustificato per mezzo della fede e non dalle opere, Paolo fa vedere che Abramo non ottenne la giustificazione come premio delle sue opere, ma come dono gratuito per la fede mostrata alla parola di Dio che prometteva. Il ragionamento paolino \u00e8 assai stringato e alla moda rabbinica. Pi\u00f9 facile a comprendersi cos\u00ec com'\u00e8 che in lunghe esposizioni.

{N}5,{/}1: Paolo considera l'uomo nella sua condizione attuale, di giustificato per l'opera redentrice di Ges\u00f9. Il primo frutto della giustificazione \u00e8 la pace con Dio.

{N}5,{/}12: {S}Tutti peccarono{/}: qui \u00e8 chiaramente enunziato il dogma del peccato originale. Per\u00f2 qui Paolo non parla solo del peccato originale, ma anche dei peccati personali in cui cadono tutti gli uomini. {S}Il peccato{/}, di cui si fa menzione qui, \u00e8 da intendersi come una potenza malefica personificata entrata nel mondo con il peccato di Adamo, che allontana l'uomo da Dio, lo oppone a lui e produce {S}la morte{/}, che non \u00e8 solo quella corporale, ma anche quella spirituale e specialmente quella eterna.

{N}7,{/}1: Ognuno \u00e8 soggetto alla legge soltanto finch\u00e9 vive; ora i Giudei col battesimo morivano alla legge di Mos\u00e8, quindi non vi erano pi\u00f9 soggetti.

{N}7,{/}5: Il cristiano, animato dallo Spirito, si trova liberato, in Cristo, non solo dalla legge mosaica in quanto mosaica, ma anche dalla legge in quanto tale: non \u00e8 pi\u00f9 lo schiavo, ma il figlio che vive con libert\u00e0 nell'amore di Dio Padre.

{N}7,{/}7: {S}Non desiderare{/}: l'espressione indicava, per gli Ebrei, il fondamentale dei peccati e il loro complesso, tanto che i pagani erano chiamati <<coloro che desideravano>>.

{N}7,{/}9: {S}Io...{/}: questo pu\u00f2 intendersi di Adamo prima che ricevesse il precetto nel paradiso terrestre. Egli era felice allora, ma poi, venuto il precetto, il demonio prese occasione per suscitare in lui il desiderio e spingerlo alla trasgressione. Ma pu\u00f2 intendersi anche dell'uomo senza la grazia, in bal\u00eca di se stesso e del peccato, e dell'uomo liberato da Ges\u00f9 Cristo (v. 25).

{N}8,{/}2: {S}Legge dello Spirito della vita{/}: per la mentalit\u00e0 ebraica la legge, in quanto espressione della volont\u00e0 divina, era il mezzo di ogni giustificazione, cosicch\u00e9 gli Ebrei non potevano concepire una liberazione dal peccato senza una legge da osservare. E questa legge, data da Ges\u00f9, \u00e8 la legge della carit\u00e0.

{N}8,{/}3: Il Figlio di Dio \u00e8 venuto e si \u00e8 rivestito della nostra carne. Per\u00f2 egli non pu\u00f2 aver peccato e quindi la sua non {S}\u00e8 carne del peccato{/}; tuttavia, unendosi a noi, contrae un rapporto, un'affinit\u00e0 con quella carne. Quindi potr\u00e0, morendo in sacrificio per i peccati nostri, liberarci da essi, in quanto Dio distrugger\u00e0 il nostro male morale condannandolo {S}nella carne{/} di Cristo.

{N}8,{/}19: {S}La creazione{/}, avendo ricevuto l'uomo come suo re, rimase umiliata per la condanna di Adamo, che colp\u00ec anche tutta la natura. Fu {S}sottoposta alla caducit\u00e0{/}, cio\u00e8 alla forza di distruzione, alla legge di morte e a continui mutamenti. Ora attende ansiosa {S}la manifestazione dei figli di Dio{/}, il che avverr\u00e0 alla fine del mondo.

{N}8,{/}22: L'{S}adozione a figli{/}, il {S}riscatto del nostro corpo{/}, cio\u00e8 la glorificazione dell'anima e del corpo che soddisfer\u00e0 i sospiri di tutta la creazione, ora esiste solo nella {S}speranza{/} ed \u00e8 attesa nella pazienza.

{N}9,{/}3: {S}Essere separato{/}: Paolo sa che questo \u00e8 irrealizzabile, poich\u00e9 Dio non pu\u00f2 accettare il sacrificio della salvezza personale. L'espressione, assai forte, sta a indicare il grandissimo amore che egli ha per i suoi connazionali.

{N}9,{/}13: Paolo vuol dire agli Israeliti che le promesse, come da Esa\u00f9 passarono a Giacobbe, cos\u00ec da loro sono passate ai gentili, cio\u00e8 ai pagani divenuti cristiani. {S}Odiai{/}: espressione per dire semplicemente: ho amato meno, ho preferito l'uno all'altro.

{N}9,{/}19: L'obiezione pare sorgere spontanea, ma contiene pi\u00f9 insolenza che angustia. Paolo avverte la difficolt\u00e0 di una risposta diretta e perci\u00f2, mentre implicitamente afferma che l'uomo \u00e8 libero e responsabile, e quindi riprensibile da parte di Dio, d\u00e0 pure l'unica risposta diretta che si possa dare: richiama all'ordine, situando il problema nella posizione giusta: quella della trascendenza divina, cui non possiamo arrivare.

{N}10,{/}4: Cristo \u00e8 il punto cui tende tutto l'AT. E' lui che offre la salvezza a chi lo accoglie con fede. Perci\u00f2 l'uomo, se vuole salvarsi, deve dargli il suo assenso sincero, vivendo poi secondo il suo insegnamento.

{N}10,{/}21: {S}Tutto il giorno{/}: cio\u00e8 specialmente da quando il Signore trasse gli Ebrei dall'Egitto fino a Cristo, essi si sono dimostrati increduli, testardi e ribelli fino a crocifiggere l'inviato di Dio (Is 65,2).

{N}11,{/}3:Dio non venne meno alle sue promesse: se il popolo eletto nel suo complesso non volle accettare la salvezza, egli si riserv\u00f2 un <<resto>> di cui parlarono ripetutamente gli antichi profeti.

{N}11,{/}25: Una parte eletta d'Israele \u00e8 salva e quando sar\u00e0 compiuto il numero dei gentili, {S}tutto Israele sar\u00e0 salvato{/}. E' una rivelazione speciale che Paolo ha ricevuto e ora manifesta.

{N}11,{/}32: L'espressione \u00e8 forte (cfr. Gal 3,22). Dio vuole che tutti gli uomini sperimentino la loro incapacit\u00e0 a liberarsi dal peccato e dalle sue conseguenze, per intervenire poi lui con la sua misericordia. Allora l'uomo comprender\u00e0 da chi gli viene la salvezza e loder\u00e0 e ringrazier\u00e0 Dio. {S}Ha rinchiuso{/}: ha lasciato che diventassero schiavi del peccato.

{N}12,{/}1: {S}Come vostro culto spirituale{/}: cio\u00e8 un culto quale esige la nostra natura di esseri ragionevoli, che tutto hanno ricevuto dal Creatore, e quindi gli devono un culto che abbracci tutto l'uomo: l'interno, l'esterno e tutta la sua vita.

{N}12,{/}20: Il tuo nemico dovr\u00e0 diventar rosso come {S}carbone acceso{/} per la vergogna e, vinto dalla tua carit\u00e0, sar\u00e0 indotto a pentimento per i mali che ti ha fatto. Tale \u00e8 il senso della frase semitica.

{N}13,{/}1: Paolo basa su Dio l'obbligo di obbedire all'autorit\u00e0 civile, senza tuttavia voler risolvere tutte le questioni che riguardano i rapporti fra autorit\u00e0 e sudditi. Sottostare a un uomo pu\u00f2 apparire cosa assurda, perch\u00e9 in quanto uomini siamo tutti uguali; invece \u00e8 altissima nobilt\u00e0 e grande sicurezza obbedire a Dio, che manifesta i suoi voleri anche per mezzo della legittima autorit\u00e0.

{N}14,{/}1: I forti nella fede sono coloro che hanno una fede matura, che distingue con sicurezza ci\u00f2 che le \u00e8 conforme e ci\u00f2 che non lo \u00e8; i deboli, forse convertiti da poco, non hanno tale sicurezza e possono facilmente scandalizzarsi. Paolo invita a non giudicarsi n\u00e9 disprezzarsi a vicenda, perch\u00e9 solo Cristo (vv. 6-8) ha il diritto di giudicare tutti.

{N}14,{/}14: La coscienza \u00e8 la regola pratica e decisiva dei nostri atti: se comanda o proibisce, bisogna sempre seguirla, altrimenti si commette peccato; se invece permette o consiglia, si pu\u00f2 seguire, ma non si \u00e8 obbligati.

