{N}1,{/}13: Le case ebraiche terminavano a terrazza con parapetto; spesso la terrazza era ridotta a grande sala coperta, detta sala superiore, camera alta, cenacolo, che non era altro che il piano superiore della casa. Ivi gli Ebrei si radunavano per la preghiera e per i conviti. Data la presenza dell'articolo nel testo greco, si tratta certamente di un luogo ben conosciuto, e potrebbe addirittura essere il luogo dell'ultima cena.

{N}1,{/}15: {S}Pietro{/} comincia a esercitare il primato (cfr. Gv 21,15-17 e nota), prendendo la parola per una deliberazione comune.

{N}2,{/}1: La {S}Pentecoste{/} era la seconda solennit\u00e0 ebraica; la parola significa {S}cinquantesimo{/} giorno, perch\u00e9 si celebrava cinquanta giorni dopo la Pasqua, per ringraziare Dio del raccolto del grano. In esso si celebrava il dono della legge sul Sinai (cfr. Es 19).

{N}5,{/}3: Mentire agli apostoli era mentire allo Spirito Santo che per essi parlava e operava; Anania mentiva fingendo di dare tutto, riservandosi invece, ipocritamente, parte della vendita. Il rimprovero mostra che la rinunzia ai beni non era obbligatoria, ma spontaneo atto di carit\u00e0.

{N}6,{/}3: {S}Cercate{/}: gli apostoli vogliono anzitutto che i fedeli stessi facciano la scelta, e ne indicano le condizioni; essi, poi, comunicheranno incarico e autorit\u00e0 (v. 6).

{N}6,{/}6: E' la prima volta che viene notata {S}l'imposizione delle mani{/} come rito d'ordinazione. Con l'imposizione delle mani e con la preghiera, gli apostoli conferiscono l'autorit\u00e0 e la grazia del ministero agli eletti della comunit\u00e0.

{N}8,{/}3: {S}Saulo{/}, il futuro san Paolo, zelante fariseo, s'era messo a disposizione del sinedrio, da cui ebbe l'autorizzazione d'incarcerare i cristiani.

{N}8,{/}32: Is 53,7-8 paragona il Servo di Jhwh a un agnello condotto al macello, muto davanti a chi lo priva della vita. Questo atteggiamento tenne anche Ges\u00f9 nel momento della sua condanna a morte per la redenzione dell'umanit\u00e0.

{N}8,{/}37: Il v. manca nel testo greco: probabilmente \u00e8 un'aggiunta contenente un'antica formula di fede battesimale. Si trova, invece, nel testo latino che dice cos\u00ec: <<Filippo rispose: "Se credi di tutto cuore, si pu\u00f2". L'eunuco disse: "Io credo che Ges\u00f9 Cristo \u00e8 Figlio di Dio">>.

{N}9,{/}2: {S}Damasco{/}: antichissima citt\u00e0, gi\u00e0 famosa ai tempi di Abramo (Gn 14,15), a circa 200 km da Gerusalemme, aveva una numerosa colonia ebraica con quartiere a parte, leggi e magistrati propri. Quindi il sommo sacerdote di Gerusalemme esercitava a Damasco la sua autorit\u00e0 sia in materia civile che religiosa. Ecco perch\u00e9 Saulo va a Damasco con autorit\u00e0 contro i Giudei convertiti. Le altre narrazioni della conversione di Paolo sono nei cc. 22 e 26.

{N}9,{/}5: Ges\u00f9 prende come fatto a s\u00e9 ci\u00f2 che \u00e8 fatto ai suoi fedeli. E' il primo barlume di rivelazione ricevuto da Paolo sul corpo mistico di Cristo.

{N}10,{/}34: {S}Dio non fa differenza di persone{/}: Pietro comprende e fa notare che Dio chiama nella chiesa Ebrei e pagani, senza fare distinzioni.

{N}10,{/}45: I Giudei pensavano che i pagani potessero entrare nella chiesa solo attraverso la legge mosaica, cio\u00e8 facendosi prima <<ebrei>>; restarono perci\u00f2 meravigliati nel vedere che i doni dello Spirito Santo erano dati anche a loro.

{N}11,{/}2: Non gli apostoli rimproverano Pietro, ma i  {S}fedeli circoncisi{/} (cfr. nota a 10,45).

{N}15,{/}1: Alcuni Giudei divenuti cristiani andarono ad Antiochia a rivendicare i pretesi diritti del giudaismo sul paganesimo. Questi <<giudaizzanti>>, affermando necessaria per la salvezza l'osservanza della legge mosaica, annullavano praticamente la redenzione operata da Cristo e riducevano la chiesa a una setta giudaica, minacciandone la stessa esistenza. Queste dottrine erronee furono occasione del concilio di Gerusalemme (circa l'anno 49-50), in cui la chiesa si stacc\u00f2 decisamente dalla sinagoga, dichiarando che per la salvezza eterna \u00e8 necessaria e sufficiente la redenzione operata da Cristo. L'errore, per\u00f2, non fin\u00ec l\u00ec, e Paolo ebbe a soffrire durante tutto il suo apostolato a causa dei giudaizzanti.

{N}16{/},10: Questo brusco passaggio dalla terza alla prima persona indica che da questo momento Luca, autore degli Atti, diventa compagno di Paolo. Luca forse si \u00e8 fermato a Filippi, dato che in 16,18 ritorna il racconto in terza persona e riprende alla prima in 20,5 quando Paolo ripassa a Filippi.

{N}18,{/}3: Le {S}tende{/} erano fatte di peli di capra o di cammello da cui risultava un tessuto ruvido detto {S}cilicio{/}, perch\u00e9 veniva dalla Cilicia. Paolo conosceva bene il mestiere, perch\u00e9 era comune a Tarso di Cilicia, dov'egli era nato e dove certamente l'impar\u00f2 fin da piccolo, secondo l'uso farisaico d'insegnare sempre ai figli un mestiere manuale per potersi comunque guadagnare da vivere.

{N}18,{/}18: Paolo, forse per mostrare ai Giudei che rispettava le usanze ebraiche, aveva fatto il voto temporaneo di nazireato, per cui doveva astenersi dal vino, non tagliarsi i capelli finch\u00e9 non avesse offerto il sacrificio a Gerusalemme. {S}Cencre{/}: porto di Corinto sul Mare Egeo.

{N}18,{/}22: Da Cesarea fece una visita sino a Gerusalemme, poi torn\u00f2 ad Antiochia, da dove era partito.

{N}21,{/}21: Questa era una calunnia, perch\u00e9 Paolo, sebbene sapesse che la salvezza non si ottiene per la legge mosaica, ma per la grazia di Cristo, pure non aveva mai obbligato i Giudei ad abbandonare la loro legge. Pare che neppure Giacomo credesse alle calunnie che circolavano contro la predicazione di Paolo, e la sua proposta mirava solamente a facilitare un'intesa e forse una riconciliazione.

{N}21,{/}23: Si tratta del {S}voto{/} di nazireato (Nm 6,1-21). Il nazireo, dopo essersi astenuto dal vino e dalle contaminazioni, con i capelli lunghi andava al tempio ad offrire sacrifici. Se era povero cercava dei ricchi che gli facessero da padrini, pagando le spese. Paolo, esortato a far da padrino a tali nazirei, per mostrare il suo rispetto alla legge mosaica accetta il consiglio.

{N}22,{/}6: La narrazione fatta al c. 9 \u00e8 in generale pi\u00f9 completa, ma qui Paolo fa notare alcuni particolari l\u00e0 non accennati e che servono a convincere gli uditori. Dice che il fatto avvenne verso mezzogiorno; riporta pi\u00f9 parole d'Anania (vv. 14-16) e aggiunge l'apparizione di Cristo (v. 18). Le piccole differenze dei due racconti servono a chiarire il fatto.

{N}23,{/}6: Paolo, non potendo difendersi per gli animi eccitati, con abile mossa porta la discordia tra gli avversari, dichiarando d'essere accusato per ci\u00f2 che credono i farisei: la {S}risurrezione{/}.

{N}24,{/}6: Parte del v. 6, tutto il v. 7 e la prima parte del v. 8 della Volgata sono omessi, perch\u00e9 si ritengono un'aggiunta. Eccoli dal latino: <<Volevamo giudicarlo secondo la nostra legge, ma sopraggiunse il tribuno Lisia e ce lo strapp\u00f2 di mano con la violenza, ordinando ai suoi accusatori di presentarsi a te>>.

{N}24,{/}10: Avutone l'ordine, Paolo si giustifica dalle accuse di essere turbolento (vv. 11-15), fondatore di una nuova setta (vv. 14-16), profanatore del tempio (vv. 17-19).

{N}25,{/}10: Paolo, come cittadino romano, aveva diritto d'appellarsi a Cesare, che allora (anno 60) era Nerone. Per non essere ucciso a tradimento fa uso del suo diritto, sottraendosi ai tribunali locali, e va a Roma per esservi giudicato dal tribunale dell'imperatore.

{N}26,{/}11: Con questi particolari Paolo dimostra ad Agrippa d'essersi arreso ai miracoli e all'evidenza della verit\u00e0, nel diventare, da persecutore, apostolo.

{N}26,{/}12: Per il racconto della conversione vedi Atti 9,3-19; 22,5-16. Delle tre narrazioni la prima \u00e8 la pi\u00f9 completa, ma le altre due allegano dei particolari che servono allo scopo che Paolo voleva raggiungere nel raccontarli. Egli adatta la narrazione all'uditorio del momento.

{N}28,{/}16: I prigionieri non rei di cose gravi avevano la cosiddetta custodia libera, cio\u00e8 erano legati con una catena al braccio sinistro d'un soldato di guardia e vivevano in casa propria o d'amici.

{N}28,{/}27: Il passo qui citato \u00e8 di Is 6,9s: esso viene pi\u00f9 volte richiamato nel NT, a prova della durezza degli Ebrei ad ammettere la verit\u00e0 rivelata da Ges\u00f9 (cfr. Mt 13,14 par.; Rm 11,8).

{N}28,{/}28: La conclusione dell'esortazione, desunta dalla citazione isaiana, chiude bene i discorsi di Paolo riportati dagli Atti, miranti a dimostrare la sua missione di annunziatore della buona novella ai pagani. Con queste parole conclusive Paolo scopre anche il piano di salvezza di Dio, quello che altrove chiama il <<mistero di Dio>>, cio\u00e8 la sua volont\u00e0 salvifica universale,  non ristretta al popolo giudaico.

{N}28,{/}29: Il v. 29 della Volgata manca nel greco. Dice: <<Detto questo, i Giudei si allontanarono da lui, discutendo animatamente tra loro>>.

{N}28,{/}31: Paolo approfitta sino all'ultimo della possibilit\u00e0 di predicare {S}il regno{/} di Dio, assicurando che esso si \u00e8 realizzato con la venuta, la predicazione e la passione, morte e risurrezione di Ges\u00f9. Non occorre pi\u00f9 aspettare altra manifestazione salvifica sopra la terra, ma soltanto accettare la salvezza portata da Ges\u00f9 Cristo. Durante questa prima prigionia san Paolo scrisse probabilmente le lettere agli Efesini, ai Filippesi, ai Colossesi, a Filemone. Passati due anni, fu liberato e intraprese altri viaggi apostolici, forse nella Spagna, certo a Creta, in Oriente, nella Macedonia e nell'Epiro. Incarcerato di nuovo (seconda prigionia romana), mor\u00ec martire, secondo la tradizione, il 29 giugno del 67.

