{N}1,{/}1: {S}Sapienza{/}: come in Pro, questa parola riguarda la sapienza creata, comunicata da Dio agli uomini e poeticamente personificata.

{N}1,{/}12: {S}Temere il Signore{/}: significa dipendere rispettosamente da Dio con il timore di offenderlo e con la preoccupazione di glorificarlo.

{N}10,{/}10: La vita umana pende da un filo sottile: un leggero malore, che lascia tranquillo il medico, pu\u00f2 portare alla tomba.

{N}12,{/}4: Sembrano massime contrarie a quelle del vangelo, dove \u00e8 comandato di fare il bene anche ai nemici. Prima di tutto bisogna notare che siamo ancora nell'AT, in secondo luogo che qui non si tratta d'elemosina fatta ai bisognosi, ma di benefici, e questi, certo, \u00e8 meglio farli alla gente onesta che ai malvagi.

{N}13,{/}24: In questo v. si vuol dire che ricchezza e povert\u00e0 sono di per s\u00e9 indifferenti, e che la loro bont\u00e0 o malizia sono determinate da altri elementi: se un lavoro coscienzioso e assiduo procura benessere, questo \u00e8 buono; se una vita disordinata e viziosa getta nella povert\u00e0, questa \u00e8 cattiva.

{N}14,{/}11: L'ignoranza di una retribuzione ultraterrena fa considerare il tempo e i beni presenti come la sola felicit\u00e0: di qui l'invito a goderne prima di morire, non potendo sperare felicit\u00e0 dopo la morte.

{N}15,{/}14: Dio ha fatto l'uomo libero; il peccato originale ha indebolito la sua volont\u00e0 (come la indebolisce ogni peccato), l'ha inclinata al male, ma l'uomo resta libero e responsabile.

{N}17,{/}7: La luce di Dio ci d\u00e0 occhi per contemplare il creato. Il suo timore \u00e8 la legge naturale: <<L'uomo ha in realt\u00e0 una legge scritta da Dio dentro al suo cuore; obbedire \u00e8 la dignit\u00e0 stessa dell'uomo, e secondo questa egli sar\u00e0 giudicato>> (GS 16).

{N}17,{/}23: L'uomo che \u00e8 morto non pu\u00f2 lodare Dio con merito, che cessa appunto con la morte. Il v., per\u00f2, risente della mentalit\u00e0 ebraica, ancora all'oscuro della retribuzione eterna.

{N}19,{/}11: Lo {S}stolto{/} non pu\u00f2 conservare i segreti: soffre i dolori del parto, gli strazi d'una freccia, finch\u00e9 non ha detto tutto.

{N}24,{/}1: La {S}sapienza{/} fa il suo elogio (come in Pro 8) davanti al {S}popolo{/} eletto che ha qui molti nomi: {S}assemblea dell'Altissimo{/}, {S}eredit\u00e0{/} e {S}porzione del Signore{/}. Il c. 24 \u00e8 il pi\u00f9 importante del libro, sublime per il contenuto sapienziale e per la bellezza letteraria. Con Pro 8 e Sap 6,1 - 9,18 costituisce, nell'AT, il culmine della prefigurazione del dogma trinitario rivelato nel NT. Qui si tratta della sapienza attributo divino e delle sue manifestazioni nella creazione e nella condotta verso Israele. La personificazione \u00e8 per\u00f2 cos\u00ec chiara, che il passo alla considerazione di essa come Persona distinta e sussistente sar\u00e0 brevissimo.

{N}24,{/}10: La sapienza \u00e8 qui considerata in stretta connessione con la storia della salvezza: si presenta nell'esercizio del ministero sacerdotale nella tenda. In altre parole, la sapienza \u00e8 identificata con la {S}gloria di Dio{/}, quella forza che si manifesta nella creazione e nell'opera salvifica.

{N}26,{/}5:  Il dono di una moglie buona (cfr. vv. 13-18) risulta ancor pi\u00f9 dal contrasto contenuto in questi vv. con la donna perfida, raffigurata in tre aspetti: donna gelosa, donna ubriaca, donna sensuale.

{N}27,{/}1: Si sa quanto sia facile lasciarsi trasportare dall'amore del denaro; quando uno ne \u00e8 preso, non vede pi\u00f9 che se stesso e i propri interessi, e arriva a calpestare anche i diritti altrui, commettendo ingiustizie a danno del prossimo.

{N}27,{/}2: Il {S}palo{/} che si pianta tra le pietre del muro vi resta cos\u00ec fermo che \u00e8 difficile svellerlo: cos\u00ec, chi compra e vende difficilmente sfugge al pericolo di peccare.

{N}33,{/}25: Presso gli Israeliti la schiavit\u00f9 era ammessa. Le parole un po' dure sono da considerarsi nell'ambiente di allora. Ad ogni modo il maltrattamento era riservato al servo cattivo. Con il buono le cose erano diverse, vv. 31-32.

{N}34,{/}3: I {S}sogni{/} non hanno altra consistenza che quella di un'ombra, di una proiezione fantastica dello stato del sognante.

{N}34,{/}6: Dio ha parlato nei sogni (Gn 37,5; Dn 2,1; 4,2; Mt 1,20), ma fa sempre capire che il sogno \u00e8 mandato dal cielo. In tal caso, pi\u00f9 rettamente, si potrebbe parlare di visioni notturne.

{N}35,{/}1: I sacrifici pi\u00f9 graditi a Dio sono le opere buone. La Bibbia \u00e8 piena di questa affermazione: Sal 50; Pro 15,8; Qo 4,17; i profeti insistono su questo ad ogni pagina: Os 6,6; 14,3; Am 5,11-27; 8,4-10; ecc.

{N}36,{/}1: Per comprendere questa bellissima preghiera bisogna considerare che un gran numero di Ebrei era disperso in quasi tutto il mondo, specialmente in Mesopotamia e in Egitto. Il pericolo che l'opera di Dio, cio\u00e8 l'elezione del popolo d'Israele, venisse addirittura cancellata dal mondo era particolarmente grave. Ecco il perch\u00e9 di questa preghiera, che sollecita Dio a rinnovare gli antichi prodigi.

{N}36,{/}14: La prima delle opere di Dio era l'elezione d'Israele, con tutto il contorno di promesse fatte fin dagli antichissimi tempi.

{N}36,{/}25:  In contrasto con la felicit\u00e0 di un uomo sposato con una donna virtuosa, l'autore presenta quello rimasto solo, senza una famiglia, senza chi si occupi di lui,  nella necessit\u00e0 di affidarsi o raccomandarsi ad altri, senza sicurezza. Velato invito al matrimonio, dopo essersi scelta una buona sposa.

{N}42,{/}15: Comincia qui il grande inno a Dio, lodato nelle opere della natura e nella storia d'Israele. Tale inno occupa tutti i restanti capitoli del libro, fino alla fine.

{N}47,{/}24: L'esilio assiro fu conseguenza dei peccati di Geroboamo (2Re 17,1-23), imitato da tutti i re d'Israele, che impedirono al popolo d'andare a Gerusalemme.

{N}48,{/}9: L'autore raccoglie la notizia di 2Re 2,11: fine misteriosa e straordinaria, degna della vita di un profeta che si consum\u00f2 nella fiamma dello zelo per la gloria di Dio.

{N}48,{/}10: Applica ad Elia la profezia di Malachia (4,5-6), che nel NT \u00e8 applicata a Giovanni Battista, presentato dall'angelo come colui che avrebbe vissuto nello spirito e con la forza di Elia (Lc 1,17). Ges\u00f9 disse che Giovanni era l'Elia aspettato (Mt 11,10).

{N}49,{/}11: {S}Zorobabele{/} e {S}Giosu\u00e8{/}, figlio di {S}Iozedek{/}, furono i capi dei reduci dall'esilio. Sono paragonati a un anello col {S}sigillo{/}, che era allora tra le cose pi\u00f9 care e preziose di una persona (Esd 3,2).

{N}50,{/}1: {S}Simone, figlio di Onia{/}: si tratta di Simone II, sommo sacerdote, famoso per la sua piet\u00e0 e per avere impedito a Tolomeo IV Filopatore, re d'Egitto, di entrare nel santuario. Simone fu pontefice dal 219 al 199 a.C.

