{N}1,{/}1: {S}Trentesimo anno{/}: probabilmente da intendersi come et\u00e0 del profeta.

{N}1,{/}5: {S}Quattro esseri{/} (cherubini del trono di Dio), come gli animali simbolici degli Assiri e dei Babilonesi, detti {S}karibu{/}, avevano faccia d'uomo, corpo met\u00e0 di leone e met\u00e0 di bue, ali di aquila, sotto le quali apparivano braccia umane. La visione, prima indistinta, avvicinandosi al profeta si fa pi\u00f9 chiara, come appare al v. 10.

{N}1,{/}26: Sopra il cocchio animato \u00e8 assiso Dio. La descrizione \u00e8 grandiosa, ma anche molto oscura. Il significato della visione \u00e8 che Dio non \u00e8 legato a un luogo, per es. al tempio di Gerusalemme, ma pu\u00f2 andare ovunque, anche a Babilonia, come di fatto andr\u00e0 (Ez 11,22-25): e con Dio \u00e8 la salvezza.

{N}2,{/}1: {S}Figlio dell'uomo{/}: strana designazione che si ripeter\u00e0 per una novantina di volte. Pare voglia rimarcare la piccolezza e meschinit\u00e0 dell'uomo in confronto con la grandezza e onnipotenza di Dio.

{N}3,{/}3: Isaia era stato purificato da un serafino che stava accanto all'altare di Dio (Is 6,7); Geremia fu purificato da Dio stesso prima ancora della sua nascita (Ger 1,5); Ezechiele narra la sua vocazione in modo ancor pi\u00f9 drammatico, per indicare che quanto dir\u00e0 sar\u00e0 veramente parola di Dio.

{N}4,{/}8: Le {S}funi{/} paiono indicare la volont\u00e0 di Dio per cui il profeta rimarr\u00e0 immobile finch\u00e9 si compir\u00e0 la sua decisione (cfr. 3,25).

{N}5,{/}1: Radersi capelli e barba era umiliante per gli orientali. I {S}peli{/} figurano i figli d'Israele: di essi un terzo perir\u00e0 dentro Gerusalemme assediata, un terzo perir\u00e0 intorno alla citt\u00e0 dopo la sua caduta, un terzo sar\u00e0 disperso tra le nazioni in mezzo a mille pericoli, raffigurati dalla spada sguainata. Di quest'ultimo terzo soltanto pochi torneranno in Palestina, ove dovranno subire altre prove (cfr. Is 1,9; 4,3; 6,13).

{N}6,{/}8: Ogni tanto una parola di speranza. Ma gli scampati saranno davvero pochi: su questo resto, ritornato a lui, Dio fonder\u00e0 il suo nuovo regno (Is 10,20-22; 11,14-16; Ger 24,1-7).

{N}7,{/}13: Nell'anno del giubileo chi aveva venduto riaveva {S}la merce venduta{/} (Lv 25,13); ma Israele sar\u00e0 cacciato in esilio, e tutta la terra apparterr\u00e0 al nemico, e chi vende come chi compra sar\u00e0 senza possessi.

{N}8,{/}3: {S}Uno spirito mi sorresse...{/}: \u00e8 dunque una visione e non una realt\u00e0 ci\u00f2 che \u00e8 descritto nei cc. 8-11. {S}Simulacro della gelosia{/}: probabilmente una statua della dea Astarte, posta l\u00e0 da Manasse un secolo prima (2Re 21,7), tolta durante la riforma di Giosia (2Re 23,6), forse ricollocata sotto il re Sedecia (2Cr 33,7.15).

{N}8,{/}4: La visione cui accenna \u00e8 quella che ebbe il profeta all'inizio della sua missione (3,22-23). La Gloria di Dio, con la sua presenza, era pegno di salvezza e di santit\u00e0; ma ora Dio stesso si lamenta che lo vogliono allontanare dal suo santuario (v. 6) per cui la rovina del popolo sar\u00e0 inevitabile.

{N}9,{/}3: {S}La Gloria{/} del Signore, cio\u00e8 la sua presenza protettrice, apparsa sul cocchio animato (c. 1) riposava sopra il {S}cherubino{/} dell'arca nel santo dei santi: ora viene sulla soglia del santuario preparandosi a lasciare il tempio.

{N}11,{/}3: Gerusalemme \u00e8 paragonata a una {S}caldaia{/}, e come il rame della caldaia difende {S}le carni{/} dal fuoco, cos\u00ec le robuste mura di Gerusalemme avrebbero difeso gli abitanti da ogni male (cfr. Ger 29,5).

{N}11,{/}15: {S}Gli abitanti di Gerusalemme{/} consideravano gli esuli come abbandonati da Dio, separati per sempre dal popolo eletto; invece il vero Israele, da cui doveva rinascere la nazione, era proprio quello in esilio (cfr. Ger 24).

{N}11,{/}23: {S}La Gloria del Signore{/} abbandona Gerusalemme, lasciandola indifesa. Ci\u00f2 significa che ormai i suoi nemici potranno farne ci\u00f2 che vorranno.

{N}12,{/}3: Vuol figurare la fuga del re Sedecia attraverso una breccia nelle mura (cfr. 2Re 25,4-7).

{N}13,{/}10: Con le loro predizioni bugiarde, i falsi profeti illudono il popolo che, invece di riconoscere i propri peccati e convertirsi, pensa a stabilirsi meglio, forse confidando in aiuti stranieri.

{N}14,{/}12: Contro le vane speranze degli esiliati, secondo cui Gerusalemme sarebbe stata salvata per la presenza dei giusti che si trovavano in essa, il Signore fa sapere che i giusti, che eventualmente vi fossero, otterrebbero la salvezza unicamente per s\u00e9, ma per nessun altro, neppure per le persone pi\u00f9 care.

{N}16,{/}3:Con questa bellissima descrizione Dio vuol far notare quanto grande fu il suo amore per la nazione, eletta senza propri meriti, ma solo per l'amore di predilezione che Dio ebbe per lei. Le origini possono essere dette {S}dal paese dei Cananei{/}, in quanto i patriarchi avevano vissuto in Canaan e l\u00ec avevano prosperato; {S}Abramo{/}, bench\u00e9 di Ur, era originario d'una delle trib\u00f9 aramee installatesi sulle rive dell'Eufrate; Israele come nazione aveva iniziato a formarsi in Egitto, dove per\u00f2 nessuno se ne preoccupava. E Dio l'aveva salvata, fatta sua, arricchita e fatta regina...

{N}16,{/}53: Come sempre, anche qui il pensiero della punizione richiama quello della promessa di Dio e quindi prospetta la futura restaurazione d'Israele.

{N}18,{/}1: Nel Decalogo (Es 20,5) Dio parla della responsabilit\u00e0 collettiva di tutto il popolo: ci\u00f2 perch\u00e9 Israele era considerato come un tutto, consacrato a Dio, e quindi i peccati contro la legge, che lo vincolava a Dio e costituiva l'espressione dell'alleanza, attiravano la punizione sopra la nazione intera. Ora la nazione come tale sta scomparendo e la responsabilit\u00e0 personale si fa pi\u00f9 palese. Il principio qui ampiamente esposto era gi\u00e0 stato espresso da Ez 14,12-20, ma prima ancora era apparso in Ger 31,29-30. Il {S}resto{/}, di cui gi\u00e0 tante volte si \u00e8 parlato e che sar\u00e0 il nucleo costitutivo del nuovo popolo di Dio, sar\u00e0 appunto formato da coloro che {S}personalmente{/} si sono mantenuti fedeli a Dio, al suo culto e alla sua legge.

{N}19,{/}2: {S}Tua madre{/}: \u00e8 Gerusalemme, che personifica il regno di Giuda; {S}leoni{/}: sono i re delle nazioni; {S}leoncelli{/}: i figli di Giosia.

{N}19,{/}3: {S}Ha sollevato uno dei suoi piccoli{/}: \u00e8 Ioacaz, che fu condotto prigioniero in Egitto (2Re 23,30).

{N}19,{/}5: {S}Un altro piccolo{/}: \u00e8 Ioiach\u00ecn, re per pochi mesi, che venne condotto prigioniero a Babilonia (2Re 24,8; 25,27).

{N}22,{/}9: {S}Pasti sacri sui monti{/}: si tratta di banchetti in onore degli idoli.

{N}24,{/}3: {S}Metti su la caldaia{/}: \u00e8 una parabola, non un fatto avvenuto. Dio cerc\u00f2 in un primo tempo di purificare Gerusalemme, ma senza esito; perci\u00f2 ora la distruzione sar\u00e0 completa.

{N}25,{/}1: Gli oracoli contro le nazioni pagane (cc. 25-32) risalgono a tempi diversi, ma qui seguono quelli contro Gerusalemme per far vedere l'azione della giustizia di Dio nel popolo eletto e nei pagani. Per\u00f2 mentre le profezie sul castigo di Israele terminano sempre con una speranza di riabilitazione, per le altre nazioni la rovina sar\u00e0 completa.

{N}26,{/}6: {S}Le tue figlie{/}, cio\u00e8 le citt\u00e0 dipendenti dalla capitale, che era costruita in parte sopra un'isola; esse perci\u00f2 sono dette {S}in campagna{/}, cio\u00e8 in terraferma.

{N}28,{/}3: {S}Daniele{/}: si tratta di un leggendario sapiente orientale, non del giovane sapiente ebreo deportato da Gerusalemme a Babilonia (cfr. Dn 1,8).

{N}28,{/}10: {S}Morirai come gli incirconcisi{/}: morte violenta e umiliante.

{N}33,{/}1: Dopo le profezie di rovina contro Gerusalemme e contro le nazioni pagane, comincia la seconda parte delle profezie d'Ezechiele. Caduta Gerusalemme, Ezechiele diventa il profeta della restaurazione d'Israele e del regno messianico; per questo riceve una nuova missione: sentinella d'Israele, consolatore dei fratelli. Inflitto il castigo, era necessario scoprire, dietro ad esso, l'orizzonte della salvezza. Se Dio aveva abbandonato il tempio e la citt\u00e0 santa, egli stava con gli esiliati: il Dio-con-noi non li aveva abbandonati. Ed Ezechiele si appresta a dimostrare che Dio \u00e8 il {S}buon pastore{/} che forma il suo gregge (c. 34).

{N}33,{/}25: Dopo la distruzione di Gerusalemme ci fu la grande deportazione della nazione; rimasero in Palestina soltanto i contadini e la povera gente. Vi rimasero pure bande di nazionalisti, i quali si credevano gli eredi dei patriarchi: in essi, forse, riponevano le loro speranze gli esiliati. Ezechiele toglie ogni illusione; infatti vi fu una nuova deportazione nel 582 (Ger 52,24-30), e i rimanenti si rifugiarono in Egitto.

{N}34,{/}2: {S}Pastori d'Israele{/}: sono i depositari dell'autorit\u00e0 civile e religiosa: re, magistrati, sacerdoti, profeti, scribi, i quali usavano del loro potere non per il bene del popolo, ma per soddisfare la propria ambizione e i propri interessi.

{N}34,{/}23: Questo {S}pastore{/} \u00e8 il Messia.

{N}36,{/}22: E' importante l'affermazione fatta qui: la restaurazione del popolo eletto non sar\u00e0 frutto di penitenze od opere buone fatte dagli Israeliti, ma solo della misericordia, grandezza e santit\u00e0 di Dio.

{N}37,{/}7: La risurrezione delle ossa aride \u00e8 simbolo della risurrezione del popolo d'Israele come nazione e, in modo speciale, figura della generale risurrezione dei morti nell'ultimo giorno, prima del giudizio universale (cfr. 1Cor 15; Mt 25,31-46).

{N}37,{/}24: {S}Davide{/} \u00e8 chiamato qui e altrove il Messia, essendo egli discendente di Davide.

{N}38,{/}2: {S}Magog{/}, di cui {S}Gog{/} \u00e8 re, era una regione settentrionale indeterminata, cos\u00ec chiamata dal nome di uno dei setti figli di Iafet (Gn 10,2). Ma questo, come i nomi che compaiono in tutto il capitolo, sembrano nomi simbolici. Bisogna probabilmente vedere nella descrizione dei cc. 38-39 avvenimenti escatologici, cio\u00e8 la distruzione definitiva dei nemici del popolo di Dio.

{N}40,{/}2: L'ultima parte del libro di Ezechiele traccia un quadro ideale del futuro regno messianico, rappresentato sotto i simboli di tempio, culto e terra idealizzati. La {S}citt\u00e0{/} sul monte \u00e8 Gerusalemme. La descrizione \u00e8 fatta con espressioni apocalittiche, per\u00f2 con reminiscenze del vecchio tempio e della vecchia citt\u00e0 che il profeta aveva conosciuto.

{N}40,{/}3: {S}Un individuo{/}: \u00e8 l'angelo di Dio sotto forma umana. Egli ha in mano gli strumenti per misurare: la {S}cordicella di lino{/} per le misure grandi e la {S}canna{/} per le piccole.

{N}43,{/}2: {S}La Gloria del Signore{/}: cfr. Ez cc. 1; 8; 9; Es 40,34; 1Re 8,10. Dio, che aveva abbandonato il tempio (cc. 8-11), vi ritorna prendendone definitivo possesso.

{N}45,{/}1: La divisione qui descritta \u00e8 solo ideale, e non corrispose mai alla realt\u00e0.

{N}45,{/}2: Lo spazio riservato al santuario \u00e8 nel centro della porzione riservata ai sacerdoti. Nello spazio riservato a Dio c'\u00e8 il tempio e le case dei sacerdoti, che non saranno pi\u00f9 dispersi nelle varie citt\u00e0, come prima era disposto dalla legge (Nm 35,1-8).

{N}47,{/}1: Queste {S}acque{/}, simbolo di benedizione, scaturiscono {S}sotto la soglia del tempio{/}, {S}dal lato destro{/}, e defluiscono {S}verso oriente{/}, cio\u00e8 verso la zona arida del deserto di Giuda e del Mar Morto, portandovi la vita. Significano la grazia e la vita che Dio dona la mondo (cfr. Gn 2,10; Is 11,6; Ger 31,12; Gv 4,13; 7,38; Ap 22,11).

