{N}1,{/}1: {S}Visione{/}: indica il messaggio ricevuto da Dio, in modi vari e diversi, da comunicare al popolo. Potrebbe anche avere il senso collettivo degli oracoli ricevuti dal profeta circa Giuda e Gerusalemme.

{N}1,{/}8: {S}Figlia di Sion{/}: nome poetico di Gerusalemme.

{N}1,{/}10: {S}Magistrati di Sodoma... popolo di Gomorra{/}: amaro sarcasmo nel denotare i pr\u00ecncipi e il popolo di Gerusalemme. Sodoma e Gomorra erano le citt\u00e0 distrutte dal fuoco (Gn 19,23-29)

{N}1,{/}21: L'unione di Dio con il suo popolo \u00e8 paragonata, come in altri luoghi della Scrittura, a uno sposalizio, e quindi l'idolatria \u00e8 detta infedelt\u00e0, prostituzione, adulterio.

{N}2,{/}2: {S}Nei tempi futuri{/}: l'espressione indica generalmente i tempi messianici. {S}Il monte della casa del Signore{/} \u00e8 il monte Sion.

{N}2,{/}12: {S}Il giorno del Signore{/} \u00e8 il giorno del giudizio.

{N}2,{/}13: {S}I cedri del Libano... le querce di Basan{/}, simboli di maestosa grandezza, stanno qui a indicare i superbi, contro i quali si scaglia l'invettiva profetica.

{N}2,{/}22: {S}L'uomo... solo un soffio{/}: Isaia, il profeta della fede, vuole l'assoluta confidenza e il totale abbandono in Dio, e perci\u00f2 mette in evidenza la fragilit\u00e0 dell'uomo, che pu\u00f2 venire meno da un momento all'altro, per indurre a non confidare in lui.

{N}4,{/}1: Questo primo v. \u00e8 la conclusione della profezia precedente, e dipinge la miseria e la desolazione del paese col dire che non soltanto gli uomini non troveranno un capo (3,6-7), ma le donne non troveranno un marito alle pi\u00f9 dure condizioni, e in molte ({S}sette{/} sta per numero indeterminato) si raccomanderanno a un uomo perch\u00e9 tolga loro il disonore di essere senza figli.

{N}5,{/}1: Il {S}diletto{/} \u00e8 Dio. Questo bellissimo paragone compendia la storia d'Israele, rappresentato nella vigna coltivata da Dio (Mt 21,33; Mc 21,1; Lc 20,9). Ognuno pu\u00f2 vedere nella {S}vigna{/} la terra promessa, isolata dai deserti e dal mare, col suo tempio nel centro ({S}torre{/}), ove Dio voleva un culto sincero e non ebbe che peccati.

{N}5,{/}19: Sfidano Dio a punire, interpretando il ritardo della punizione, voluto da Dio per dar tempo al pentimento, come un segno di debolezza.

{N}6,{/}2: {S}Serafini{/}: \u00e8 l'unica volta che sono nominati nella Bibbia. La loro descrizione manifesta la maest\u00e0 divina: essi si coprono la faccia, perch\u00e9 indegni di fissare gli occhi su Dio; si coprono i piedi affinch\u00e9 nulla di nudo appaia.

{N}6,{/}9: {S}Va' e di'...{/}: \u00e8 la voce di Dio che manda Isaia a compiere una missione di salvezza, \u00e8 la <<vocazione>> del profeta.

{N}6,{/}10: Viene profetizzato l'accecamento della nazione, molto colpevole dopo tanta luce di profezie. Di tale accecamento non \u00e8 causa diretta Dio o il profeta, come a prima vista sembrerebbe dire l'alta poesia che passa dalla causa prima all'effetto, trascurando le cause intermedie o seconde. Certo, per\u00f2, che la presenza dei profeti fa crescere la responsabilit\u00e0 di chi non d\u00e0 loro ascolto (cfr. Mt 13,12-15).

{N}6,{/}11: La distruzione sar\u00e0 completa con l'invasione, prima, degli Assiri e, poi, con la deportazione ad opera dei Babilonesi. Tuttavia Dio non viene meno alle sue promesse e lascia un {S}ceppo{/} da cui cresceranno virgulti di un popolo nuovo, santo e fedele a Dio. Il profeta comincia gi\u00e0 ad accennare al fatto che pochi saranno fedeli, ma Dio si riserver\u00e0 un <<resto>>.

{N}7,{/}14: {S}La giovane donna{/} (<<la vergine>>, secondo le traduzioni greca e latina): oggetto immediato dell'oracolo \u00e8 la nascita dell'erede al trono, come segno della fedelt\u00e0 di Dio alla dinastia davidica (cfr. 2Sam 7); il vangelo (Mt 1,23; Lc 1,31) e tutta la tradizione cattolica hanno letto in questo oracolo l'annuncio della Vergine madre, Maria, e dell'{S}Emmanuele{/} (<<Dio-con-noi>>), cio\u00e8 di Ges\u00f9 Cristo, il Verbo di Dio fatto uomo.

{N}7,{/}15: {S}Panna e miele{/}: erano l'ordinario nutrimento in tempo di devastazioni; ci\u00f2 vuol dire che il fanciullo crescer\u00e0 tra le invasioni.

{N}8,{/}1: Il nome che il profeta \u00e8 invitato a dare al figlio significa: <<Veloce-alla-preda-svelto-al-saccheggio>>. E' nome profetico e indica la prossimit\u00e0 della rovina della Siria e della Samaria.

{N}8,{/}9: Questi vv. formano come una professione di fede del profeta: nonostante tutta la sua potenza, il nemico non potr\u00e0 prevalere, perch\u00e9 Israele ha Dio dalla sua parte. Evidente allusione all'Emmanuele di 7,14.

{N}8,{/}16: {S}Testimonianza... rivelazione{/}: \u00e8 la predizione del profeta, detta testimonianza e legge come la parola di Dio. Le scritture da tenersi segrete erano allora avviluppate in involucri e sigillate. Isaia, scoraggiato per il poco frutto del suo ministero, pare volersi ritirare dalla vita pubblica, trattenendo i suoi consigli e avvertimenti nella cerchia dei suoi discepoli, in attesa di tempi migliori.

{N}9,{/}1: Matteo (4,16) mostra l'adempimento di questa profezia in Ges\u00f9 che annunzia la buona novella.

{N}10,{/}6: La {S}nazione empia{/} \u00e8 Giuda che adora Dio e insieme permette e compie ogni ingiustizia (10,1-5).

{N}10,{/}13: {S}Ho agito{/}: \u00e8 l'orgoglioso re di Assur che parla, senza rendersi conto che \u00e8 solo uno strumento di Dio, come la scure per chi l'adopera.

{N}10,{/}17: {S}La luce d'Israele{/} \u00e8 Dio, che interverr\u00e0 a punire chi fu strumento di castigo nelle sue mani.

{N}11,{/}1: Isaia, tratteggiando la figura del futuro Messia salvatore, lo dice figlio di Davide, pieno di Spirito Santo, re di pace e di giustizia. {S}Iesse{/} \u00e8 il padre di Davide: cfr. Rm 15,12.

{N}11,{/}6: Quadro idilliaco della felicit\u00e0 messianica.

{N}11,{/}11: Israele e Giuda, dispersi dal Nilo all'Eufrate, saranno riuniti come popolo eletto.

{N}13,{/}14: Parla di Babilonia, personificandola nel suo esercito che si disperder\u00e0 davanti a Ciro, cos\u00ec che ogni soldato fuggir\u00e0 al suo paese. Erano per lo pi\u00f9 soldati mercenari venuti da ogni paese, come truppe ausiliarie.

{N}14,{/}12: {S}Astro del mattino{/}: \u00e8 Venere, stella del mattino; {S}figlio dell'aurora{/}: qui designa il re di Babilonia.

{N}15,{/}3: La veste di sacco, il pianto pubblico, come le barbe e le teste rasate, sono segni di pubblico lutto.

{N}15,{/}7: La devastazione, per opera degli Assiri, ha reso la regione di Moab un deserto.

{N}16,{/}1: Il passo allude al tributo in agnelli pagato da Moab al re d'Israele (2Re 3,9-27). Sembra che il profeta esorti a pagare il tributo in agnelli al re di Giuda per farselo amico e averne cos\u00ec aiuto e protezione nella terribile prova che stava per arrivare.

{N}16,{/}3: Parole rivolte al re di Giuda affinch\u00e9 prenda rapidamente una decisione a favore di Moab. {S}La tua ombra{/}: rinfrescante come le tenebre della {S}notte{/}, a ristoro dei fuggiaschi.

{N}17,{/}4: Indica la miseria a cui sar\u00e0 ridotto Israele saccheggiato dagli Assiri, che lo ridurranno a spigolare nel fertile paese di cui \u00e8 figura la {S}valle di R\u00e8faim{/}, a sud-ovest di Gerusalemme, fertilissima.

{N}18,{/}1: {S}Al di l\u00e0 dei fiumi dell'Etiopia{/}: i termini e le figure usate in questo vaticinio ci portano a pensare all'Egitto, allora sotto la dinastia cuscita o etiopica, che sosteneva gli staterelli di Siria e Palestina contro l'Assiria e aveva inviato messaggeri per formare una coalizione contro l'Assiria. Il profeta invita costoro a ritornare in patria dicendo che Dio s'incaricher\u00e0 di distruggere l'Assiria quando sar\u00e0 giunto il tempo, senza bisogno di alleanze.

{N}21,{/}1: {S}Deserto del mare{/}: regione del mare \u00e8 chiamata anche nelle iscrizioni assire la zona tra Babilonia e il Golfo Persico, forse per le inondazioni e per il mare vicino. La caduta di Babilonia, di cui parla questo vaticinio, dev'essere quella avvenuta con la conquista da parte di Ciro, nel 539 a.C., aiutato da Medi ed Elamiti.

{N}21,{/}11: {S}La sentinella{/} \u00e8 il profeta, cui si domanda quando cesser\u00e0 la {S}notte{/} di sventura (cfr. 8,22; 9,1). Egli risponde che dopo una sventura ne verr\u00e0 un'altra, e invita a domandare nuovamente, per poter essere pi\u00f9 preciso.

{N}22,{/}1: {S}Valle della Visione{/}: \u00e8 Gerusalemme. Invece di preoccuparsi delle minacce divine, la citt\u00e0 si dava alla vita gaudente, allontanando cos\u00ec da s\u00e9 la possibilit\u00e0 del perdono (v. 2).

{N}23,{/}1: {S}Tiro{/} al tempo di Isaia era la citt\u00e0 pi\u00f9 importante della Fenicia per industrie, ricchezze, commerci e colonie, e i politicanti di Gerusalemme volevano appoggiarsi ad essa contro l'Assiria. Il profeta, per distoglierli, annunzia la distruzione della citt\u00e0.

{N}23,{/}10: {S}Figlia di Tarsis{/} sarebbe Tiro, invitata a coltivare la terra invece di darsi al commercio, ora che gli invasori hanno distrutto completamente il porto.

{N}24,{/}10: {S}La citt\u00e0 del caos{/}: \u00e8 la citt\u00e0 dei nemici di Dio, dove non pu\u00f2 regnare che il disordine.

{N}24,{/}12: E' scomparsa ogni allegria perch\u00e9 non solo la citt\u00e0, ma anche la campagna \u00e8 distrutta e non produce pi\u00f9. La desolazione \u00e8 grande come quella di un olivo spogliato dei suoi frutti o di una vigna dopo la vendemmia.

{N}26,{/}16: Riconoscimento che la rinascita della nazione \u00e8 solo opera di Dio. Gli uomini hanno sofferto molto, ma non sono riusciti a ridare vita alla nazione desolata. Invece Dio l'ha accresciuta e aumentata, e far\u00e0 risuscitare i morti.

{N}27,{/}2: {S}La vigna deliziosa{/} \u00e8 Israele, di cui Dio stesso si prende cura; {S}rovi e pruni{/} sono i suoi nemici, i quali saranno distrutti, a meno che si convertano a Dio e facciano la pace con lui.

{N}27,{/}12: Speranza per l'avvenire: Dio richiamer\u00e0 il popolo suo dalla terra d'esilio. Diventa sempre pi\u00f9 esplicita la promessa del ritorno in patria del popolo esiliato.

{N}28,{/}16: {S}Pietra{/}: \u00e8 la divina protezione, promessa alla dinastia davidica (7,3-16; 9,1-6). In queste parole gli apostoli (1Pt 2,6-8; Rm 9,33) hanno ravvisato il Messia, pietra angolare, fondamento della chiesa nuovo popolo di Dio.

{N}28,{/}20: Il proverbio popolare che indicava l'impotenza dei mezzi a disposizione \u00e8 usato per dimostrare l'impotenza dei mezzi umani contro i castighi di Dio.

{N}29,{/}1: {S}Ari\u00e8l{/} \u00e8 il nome simbolico di Gerusalemme: significa <<leone di Dio>>.

{N}29,{/}15: Il profeta sembra accennare ai piani di alleanza con l'Egitto che i capi d'Israele vogliono tenere segreti, come se Dio non fosse capace di salvare il suo popolo. Eppure essi non sono che povera creta nelle mani dell'Onnipotente (cfr. 30,2.

{N}31,{/}1: La cavalleria egiziana era l'unica che potesse contrastare quella assira; per questo Giuda la cercava come aiuto. Ma il profeta dice che Gerusalemme potr\u00e0 trovare protezione soltanto in Dio.

{N}31,{/}9: Dio ha sul Sion il {S}fuoco{/} e la {S}fornace{/}: l'altare degli olocausti e il tempio.

{N}34,{/}14: {S}Lilit{/}: genio demoniaco femminile assiro-babilonese, che, secondo l'opinione popolare, di notte girovagava tra le rovine.

{N}34,{/}16: {S}Libro del Signore{/}: \u00e8 la profezia d'Isaia: il profeta scrive la profezia e sfida i posteri a paragonare gli avvenimenti con le sue parole, e assicura che avverranno con ordine tutte, perch\u00e9 la profezia \u00e8 da Dio stesso, il quale non pu\u00f2 ingannare.

{N}40,{/}1: Comincia la seconda parte d'Isaia: in essa (cc. 40-55) il profeta annunzia la liberazione d'Israele dall'esilio di Babilonia e il regno messianico. Questo capitolo \u00e8 come un'introduzione a tutta la seconda parte del libro d'Isaia; incontriamo qui le idee principali sviluppate poi nei capitoli seguenti.

{N}40,{/}18: L'autore mette in stridente contrasto l'inutilit\u00e0 degl'idoli e l'onnipotenza di Dio: quelli sono opera dell'uomo, Dio invece \u00e8 creatore e dominatore dell'universo. Rimprovera anche velatamente gli uomini che dalla creazione non hanno conosciuto il creatore.

{N}41,{/}6: Spaventati dalla potenza di Ciro, i popoli s'incoraggiano a vicenda. Probabilmente qui si accenna a patti di mutua assistenza e aiuto firmati tra Babilonia, Egitto e Creso di Lidia contro Ciro.

{N}42,{/}1: In questo {S}servo{/}, di difficile identificazione, la tradizione cristiana vedr\u00e0 il Messia, Ges\u00f9 di Nazaret (Mt 12,20). Il brano forma il primo dei cosiddetti carmi del Servo di Jhwh; gli altri si trovano in 49,1-6; 50,4-9; 52,13 - 53,12.

{N}45,{/}14: Parole rivolte a Israele. Le opere di Dio a favore del suo popolo lo faranno riconoscere come vero Dio anche da popoli lontani, i quali abbandoneranno i loro d\u00e8i e andranno ad adorare il vero Dio a Gerusalemme.

{N}48,{/}1: Commovente parola rivolta da Dio al suo popolo per manifestargli i motivi della propria condotta. Quanto Dio fece e predisse, fu per il bene del popolo, di cui conosceva la dura cervice e la tendenza all'idolatria, e per l'onore del proprio nome e della parola data che non annienta Israele, pur colpevole di tante infedelt\u00e0.

{N}49,{/}1: Secondo san Paolo (At 13,47; 2Cor 6,2), qui parla il Messia.

{N}49,{/}3: {S}Israele{/}: \u00e8 una precisazione probabilmente aggiunta dalla tradizione ebraica, incompatibile con il contenuto dei vv. 5-6.

{N}49,{/}7: Il contrasto \u00e8 stridente: il Servo sar\u00e0 disprezzato e oltraggiato, ma alla fine glorificato.

{N}50,{/}1: Dio, avendo condannato Sion all'esilio, non le ha dato il libello del ripudio, non ha venduto i suoi figli: se furono puniti, fu per i loro peccati. Per\u00f2, se Dio non diede il libello di ripudio, significa che dopo il castigo \u00e8 disposto a riaccettare il suo popolo pentito e prossimo al ritorno.

{N}50,{/}4: Il Servo parla di s\u00e9 e della sua missione.

{N}50,{/}5: {S}Dio mi apr\u00ec l'orecchio{/}: per udire la parola divina e accoglierla. Il Servo, infatti, per quanto la missione impostagli da Dio sia dura e difficile, non si rifiuta.

{N}52,{/}7: E' il messaggero della liberazione dalla schiavit\u00f9 di Babilonia. San Paolo applic\u00f2 questo brano ai predicatori del vangelo (Rm 10,15). {S}Il tuo Dio regna{/}: acclamazione per l'intronizzazione del re (cfr. 2Sam 15,10; 2Re 9,13): vuol dire che Dio regner\u00e0 nuovamente sopra il suo popolo.

{N}52,{/}13: Si accenna subito al trionfo che il Servo raggiunger\u00e0  passando attraverso l'umiliazione.

{N}53,{/}1: La figura che il profeta descrive era cos\u00ec diversa dalle aspettative messianiche del popolo d'Israele, che il profeta si domanda in antecedenza chi creder\u00e0 alle sue parole.

{N}54,{/}1: Il quadro tracciato qui dal profeta \u00e8 pieno di esultanza: al lutto, alla tristezza, all'abbandono succede la letizia, il gaudio, la soddisfazione per i molti figli, frutto del rinnovato amore di Dio e specialmente della sua fedelt\u00e0 alle promesse.

{N}55,{/}1: A quanti non credono al ritorno Dio stesso volge questo caldo invito, assicurando che solo in patria potranno godere della pienezza delle promesse fatte a {S}Davide{/}, figura del Messia.

{N}55,{/}11: {S}La parola{/} di Dio qui significa il suo disegno di salvezza, che egli compir\u00e0 nonostante le infedelt\u00e0 e le opposizioni del popolo e dei suoi nemici.

{N}56,{/}1: Comincia la terza parte del libro di Isaia, che \u00e8 ambientata nel clima religioso, spirituale, culturale e politico del primo periodo dopo il ritorno dall'esilio. La comunit\u00e0 ebraica affronta i problemi della riorganizzazione della vita religiosa come impegno sia comunitario che personale. Risalta in primo piano la funzione di Gerusalemme come {S}citt\u00e0{/} del popolo di Dio e come {S}luogo{/} da cui parte l'annuncio della salvezza.

{N}58,{/}1: Il popolo eletto era obbligato dalla legge a un solo digiuno, nel Giorno dell'espiazione (Lv 23,27); ma, incline all'esteriorit\u00e0, aggiunse digiuni volontari, che si moltiplicarono durante l'esilio (Zc 7,5). Qui viene detto che digiunare non ha alcun valore presso Dio se poi si opera iniquamente.

{N}59,{/}1: Il motivo per cui la salvezza di Dio ritarda bisogna cercarlo nel peccato d'Israele. Dio \u00e8 onnipotente e pu\u00f2 salvare, ma ha condizionato la salvezza alla condotta del popolo.

{N}59,{/}5: Le opere dei malvagi risultano a loro danno.

{N}60,{/}1: Descrizione della nuova Gerusalemme, che appare in tutto il suo splendore, come una luce che brilla anche per le altre nazioni. Da tutte le parti del mondo si rivolgeranno ad essa: non solo ritorneranno gli Israeliti dispersi tra i popoli, ma anche le nazioni andranno ad acclamarla, a portare i loro doni, ad adorare il suo Dio.

{N}61,{/}1: Parla il profeta che presenta, a nome di Dio, la propria missione di misericordia e di bont\u00e0 verso gli esiliati, di cui annunzia prossima la liberazione. Ges\u00f9 lesse questo vaticinio nella sinagoga di Nazaret e lo applic\u00f2 a s\u00e9 e alla sua missione (Lc 4,16-22).

{N}62,{/}5: Ritorna l'immagine tanto cara ai profeti per indicare l'amore di Dio per il suo popolo. Egli sar\u00e0 lo sposo, il popolo sar\u00e0 la sposa.

{N}63,{/}1: Il profeta vede in spirito il Signore che torna dall'Idumea trionfante, con le vesti ancora intrise di sangue. L'animatissimo dialogo tra il profeta e il trionfatore fa sapere che Dio da solo ha vinto tutti i nemici del suo popolo.

{N}65,{/}1: Dio risponde alla domanda del profeta: non fu lui a non preoccuparsi della nazione eletta e del proprio santuario, ma fu il popolo che non lo volle ascoltare.

{N}65,{/}5: {S}Altrimenti ti santificherai{/}: i partecipanti ai riti idolatrici si ritenevano intoccabili perch\u00e9 posseduti da una speciale energia sacra, che poteva essere pericolosa per chi, profano, ne fosse venuto in contatto.

{N}65,{/}22: {S}I giorni dell'albero{/}: cio\u00e8 lunga vita.

{N}65,{/}25: Compendio della descrizione gi\u00e0 fatta in 11,6-9: ritorno alla pace paradisiaca, quando non vi era inimicizia alcuna sulla terra.

