{N}1,{/}1: I Giudei in Egitto erano numerosi, fin dal tempo della distruzione di Gerusalemme ad opera di Nabucod\u00f2nosor (586 a.C.). Avevano eretto un tempio nell'isola di Elefantina, distrutto nel 411 a.C., e verso l'anno 170 a.C. il figlio del sommo sacerdote Onia III si era rifugiato a Leontopoli, costruendovi un tempio.

{N}1,{/}9: La festa {S}delle Capanne{/}, ordinata dalla legge, si celebrava in ottobre; questa di Casleu, nono mese (novembre-dicembre), era la festa della Dedicazione del tempio riconquistato e purificato da Giuda Maccabeo (1Mac 4,59).

{N}2,{/}18: Qui finisce la lettera dei Giudei ad Aristobulo, lettera senza data, ma che probabilmente \u00e8 del 163-162 a.C., ai tempi di Giuda Maccabeo. E' da notare il linguaggio messianico di cui fa uso.

{N}2,{/}20: {S}Antioco{/} IV {S}Epifane{/} o <<illustre>>. {S}Eupatore{/}: Antioco V. 2Mac, se si eccettua l'episodio di Eliodoro e le lettere riportate all'inizio del libro, comprende fatti avvenuti sotto Antioco IV e Antioco V, nello spazio di circa 16 anni (175-160).

{N}5,{/}2: E' difficile spiegare la natura di queste apparizioni e gli esegeti non sono del medesimo parere. Si pu\u00f2 dire in generale che corrispondono al gusto popolare del tempo.

{N}5,{/}17: Tutte queste calamit\u00e0 sono attribuite dall'autore ai peccati del popolo eletto.

{N}6,{/}18: Il primo martire memorabile della persecuzione \u00e8 questo venerabile Eleazaro, vecchio d'et\u00e0 ma d'una fortezza d'animo degna d'ogni elogio. Il suo martirio \u00e8 descritto con molti particolari.

{N}6,{/}26: {S}Vivendo o morendo{/}: primo accenno alla retribuzione dopo la morte, che sar\u00e0 sviluppata nel capitolo seguente.

{N}7,{/}1: Altro esempio di amore e attaccamento alle leggi patrie \u00e8 quello di sette fratelli e della loro madre, narrato dettagliatamente, per dimostrare che anche i giovani erano disposti a sacrificare la vita per la nazione e per mantenersi fedeli ai precetti divini. {S}Sette fratelli{/}: sono detti Maccabei, non perch\u00e9 della famiglia di Giuda Maccabeo, ma perch\u00e9 martirizzati al tempo dei Maccabei.

{N}7,{/}9: Chiara affermazione della fede nella risurrezione finale dei giusti.

{N}9,{/}28: {S}Fin\u00ec la sua vita...{/} nella primavera del 163 a.C. Questa \u00e8 la narrazione dell'autore sacro, mentre in 1,10-17 riportava una lettera di altri. Antioco IV mor\u00ec entro i confini dei suoi stati, ma fuori del suo palazzo e della sua citt\u00e0. Secondo Strabone, mor\u00ec in un luogo di montagna, rifugio di ladroni.

{N}10,{/}3: {S}Vi ristabilirono... le lampade{/}: \u00e8 questa l'origine della festa delle luci (gr. {S}Enka\u00ednia{/}, lat. Enca\u00e8nia), di cui parla Gv 10,22: dal punto di vista religioso \u00e8 l'avvenimento pi\u00f9 importante e decisivo.

{N}11,{/}16: Le quattro lettere che seguono indicano la crescente considerazione per gli Ebrei. Essi, dopo la morte di Antioco IV, loro gran nemico, ebbero sempre maggior successo, prima militare, con Giuda, e poi specialmente politico, con Gionata e Simone, sino a raggiungere una relativa indipendenza politica e la piena libert\u00e0 religiosa.

{N}12,{/}20: La sproporzione dei soldati dei due eserciti \u00e8 nello spirito dell'autore di 2Mac, preoccupato di far risaltare l'intervento divino nelle gesta dei suoi eroi. La cifra dell'esercito di Timoteo non pu\u00f2 essere presa alla lettera: \u00e8 data per far risaltare la moltitudine dell'esercito nemico.

{N}12,{/}44: E' ammessa la risurrezione dei morti e il purgatorio. Il sacrificio espiatorio per i caduti suppone nell'altra vita una fase di purificazione, abbreviata dai sacrifici e dalle preghiere dei vivi.

{N}14,{/}37: L'episodio appartiene al genere letterario del martirologio. Il suicidio del vegliardo, che in altra occasione sarebbe apparso come un crimine, viene equiparato all'eroico gesto di un martire e diventa un supremo appello alla giustizia divina. Vale la frase di s. Agostino: <<Tutto ci\u00f2 che \u00e8 grande non \u00e8 necessariamente buono>>.

{N}15,{/}37: L'autore termina qui la sua storia: gli basta aver dato ragione di due feste, della Dedicazione e di Nicanore, che costituiscono due ricordi gloriosi nella storia della riscossa giudaica.

