{N}1,{/}3: Una tenda con l'arca era a Gerusalemme, eretta da Davide. Salomone, per conciliarsi le altre trib\u00f9, va prima a Gabaon e poi a Gerusalemme.

{N}2,{/}4: Il tempio non era grande; ma gli edifici sacri uniti al tempio formavano un grandioso complesso.

{N}2,{/}5: Salomone esalta l'infinita grandezza di Dio e fa notare che non intende costruire una casa a Dio che i cieli non possono contenere, ma un tempio per onorarlo.

{N}3,{/}1: Durante il castigo della peste, Davide aveva avuto la visione dell'angelo sterminatore e ottenuto la cessazione del flagello (1Cr 21,15-19) proprio in quel luogo che aveva poi comperato.

{N}3,{/}3: Il santuario, composto dal santo e dal santo dei santi, era lungo m 30, largo 10, alto 15; aveva la facciata rivolta a oriente, davanti alla quale stava il portico, largo quanto il santuario, profondo 20 cubiti e alto 20. Il cubito misurava circa mezzo metro.

{N}4,{/}9: Nel santo potevano entrare soltanto i sacerdoti, nel santo dei santi solo il sommo sacerdote una volta all'anno. Il primo cortile interno o {S}atrio{/} era riservato ai sacerdoti e ai leviti; il {S}grande cortile{/} col portico esterno, al popolo: i pagani non potevano entrarvi; il cortile dei gentili fu introdotto al tempo di Erode.

{N}6,{/}14: Salomone fa sette petizioni, dopo aver esaltato la fedelt\u00e0 di Dio e averlo scongiurato a essere propizio al suo tempio e ad ascoltare le preghiere fatte in questo luogo. Le petizioni sono: per le vittime dell'ingiustizia, per Israele sconfitto, per la pioggia necessaria, per la liberazione dai flagelli, per gli stranieri che verranno a pregare, per la vittoria d'Israele nelle guerre giuste, per Israele deportato in terra straniera. Prevede che Israele non sar\u00e0 sempre fedele a Dio.

{N}7,{/}8: La dedicazione fu fatta nei {S}sette giorni{/} precedenti la festa delle Capanne, poi altri sette giorni dur\u00f2 la festa, appunto, delle Capanne ai quali fu aggiunto un altro giorno ancora, dopo il quale fu licenziato il popolo. Le feste erano durate dall'8 al 22 del mese di Etanim.

{N}7,{/}12: Dio esaudisce le richieste di Salomone, richiamando, per\u00f2, alla fedelt\u00e0 a lui.

{N}9,{/}29: Le Cronache tacciono i peccati di Salomone (cfr. 1Re 11). Salomone grazie alle conquiste di suo padre, fu il pi\u00f9 grande re d'Israele. Egli complet\u00f2 l'organizzazione politica, militare e religiosa cominciata da Davide e fu grande nelle opere pacifiche e di difesa del regno, nelle arti e nel commercio. Allarg\u00f2 l'orizzonte degli Ebrei con le relazioni politiche e commerciali verso gli altri popoli, port\u00f2 Israele all'apogeo della potenza e della gloria, ma ne inizi\u00f2 la decadenza col fasto e l'idolatria.

{N}11,{/}13: La politica di Geroboamo era di allontanare il popolo da Gerusalemme, per questo fece i due {S}vitelli{/} d'oro. I {S}leviti{/} si piegarono all'idolatria in piccolo numero: la maggior parte, abbandonando anche i loro beni, si ritirarono nel regno di Giuda, per mantenersi fedeli a Dio e alla sua legge.

{N}14,{/}8: {S}Zerach{/}: un capotrib\u00f9 arabo o sabeo. La sproporzione del numero dei combattenti vuol mettere in rilievo l'intervento divino.

{N}20,{/}22: Forse una banda di predoni attacc\u00f2 l'esercito e gli alleati, credendo a mutui tradimenti, si distrussero tra loro. Ci\u00f2 era facile che avvenisse in quel tempo in eserciti raccogliticci e poco addestrati alla disciplina; ma qui \u00e8 Dio che li mette in scompiglio per amore della sua parola.

{N}24,{/}18: Il popolo si abbandon\u00f2 al seducente culto degli {S}idoli{/} e Ioas fu cos\u00ec debole da lasciarsi dominare dai capi di Giuda, pi\u00f9 idolatri del popolo.

{N}24,{/}21: Zaccaria stava nel cortile interno (o dei sacerdoti), pi\u00f9 in alto del cortile esterno, dov'era riunito il popolo da cui fu lapidato. Pare essere questo lo Zaccaria che Matteo (23,35) e Luca (11,51) dicono ucciso <<fra il santuario e l'altare>>.

{N}25,{/}5:  Le cifre sono chiaramente maggiorate.

{N}25,{/}17: Amazia forse accusava Ioas dell'invasione dei licenziati; ma Ioas rispose con disprezzo paragonando Giuda a un {S}cardo{/} che vuole sfidare il {S}cedro{/}, mentre bastano le bestie (probabilmente i licenziati) a calpestarlo.

{N}26,{/}16: L'uomo vittorioso tende all'accentramento dei poteri: Ozia volle appropriarsi anche del potere sacerdotale e, contro ogni legge, entr\u00f2 nel santo (Nm 18,1-7); inoltre usurp\u00f2 una funzione sacerdotale (Es 30,7-27).

{N}27,{/}2: Iotam {S}non entr\u00f2 nel santuario{/} per usurpare le funzioni sacerdotali, come aveva fatto il padre (cfr. 26,16).

{N}29,{/}2: Il re Ezechia \u00e8 il rovescio del padre: si mette subito all'opera per una profonda riforma religiosa e cultuale del regno.

{N}30,{/}2: {S}Decisero di celebrare la Pasqua nel secondo mese{/}: non erano abbastanza i sacerdoti pronti e mancava il tempo per avvertire il popolo. Fecero questo, estendendo al caso loro la legge che rimetteva la Pasqua (da celebrarsi il 14 del primo mese o Nisan) al secondo mese per quelli che, a causa di viaggi o d'impurit\u00e0 legale, non avessero potuto celebrarla al tempo stabilito (Nm 9,6-13). Il {S}secondo mese{/} era chiamato Ziv prima dell'esilio, Ijjar dopo.

{N}36,{/}15: Dio \u00e8 paragonato a un padre di famiglia, sollecito nel mandare i suoi servi, desideroso del bene dei suoi figli.

{N}36,{/}17: {S}Il re dei Caldei{/} o Babilonesi: Nabucodonosor, re dal 605 al 562 a.C.

{N}36,{/}21: La schiavit\u00f9 di settant'anni fu predetta da Geremia 25,11; 29,10.

{N}36,{/}22: Il libro termina con una luce di speranza.

