{N}1,{/}8: L'accenno a Gerusalemme rimane per noi un mistero. Essa rest\u00f2 ai Gebusei fino ai tempi di Davide (2Sam 5,1-10).

{N}2,{/}16: {S}Giudice{/} vuol dire liberatore o comandante militare, il quale, prima che vi fossero i re, si metteva a capo d'una o pi\u00f9 trib\u00f9 per liberarle dall'oppressione. Aveva soltanto potest\u00e0 locale e temporanea; terminata la sua missione, tornava alla vita privata. Oltre all'autorit\u00e0 militare aveva talvolta quella civile e religiosa.

{N}2,{/}18: Questi vv. dichiarano la tesi del libro, che si sviluppa tutto sul medesimo schema: peccato, oppressione, lamento degli oppressi, intervento di Dio per mezzo di un giudice, liberazione. Su questo schema si snoda il racconto delle imprese dei vari giudici.

{N}3,{/}7: Incomincia qui la serie dei giudici che agirono su pi\u00f9 o meno vasta scala. Il teatro delle gesta di Otniel \u00e8 incerto, ma poich\u00e9 egli era parente di Caleb, quindi della trib\u00f9 di Giuda, oper\u00f2 probabilmente nel sud della Palestina, nei territori delle trib\u00f9 di Giuda e Simeone.

{N}3,{/}15: {S}Eud, della trib\u00f9 di Beniamino{/}, era forse a capo di coloro che portavano il tributo a Eglon.

{N}3,{/}21:. La Bibbia non giustifica la finzione di Eud, che dice di avere un oracolo da manifestare, n\u00e9 l'uccisione fatta a tradimento: essa racconta semplicemente il fatto.

{N}4,{/}4: {S}Debora{/}, cio\u00e8 <<ape>>, stimata profetessa, amministrava la giustizia, essendo stata suscitata da Dio come giudice in mezzo al popolo.

{N}4,{/}15: Il panico fu causato dal fatto che una pioggia torrenziale cadde nel frattempo (cfr. 5,21), facendo straripare i torrenti e impantanare carri e cavalli di Sisara, che formavano la parte pi\u00f9 forte del suo esercito.

{N}5,{/}4: Il Signore \u00e8 immaginato come proveniente da {S}Seir{/}, dai {S}campi di Edom{/}, cio\u00e8 dal monte Sinai, dove si era manifestato, con la stessa potenza con cui guid\u00f2 il popolo alla conquista della terra di Canaan (Dt 33,2; Sal 68,8s; Ab 3,3).

{N}6,{/}8: La formula usata dallo sconosciuto profeta \u00e8 la solita per ricordare a Israele la fedelt\u00e0 di Dio alle proprie promesse e le infedelt\u00e0 del popolo al patto giurato, cosa che gli attira le sciagure.

{N}6,{/}11: Gedeone, discendendo da Abiezer, figlio di Galaad, era della trib\u00f9 di Manasse. Egli, per non essere veduto dai Madianiti, batteva il grano nel frantoio, dove gli apparve l'angelo del Signore.

{N}6,{/}32: {S}Ierub-Baal{/}, nome popolare che fu dato a Gedeone; significa: Baal difenda la propria causa contro di lui.

{N}7,{/}2: Dio vuol manifestare la propria potenza e far toccare con mano che il vero liberatore \u00e8 lui.

{N}8,{/}4: Gli abitanti di Succot, della trib\u00f9 di Gad, avrebbero dovuto aiutare i fratelli che inseguivano i nemici, ma temendo che i Madianiti poi si vendicassero, negarono i viveri. Gedeone per\u00f2, fiducioso nel Signore, era sicuro della vittoria.

{N}8,{/}21: L'espressione dei due pr\u00ecncipi di Madian, oscura per noi, significa che essi preferivano morire per mano di Gedeone, uomo valoroso.

{N}9,{/}1: Abim\u00e8lech, figlio di una concubina di Gedeone, fece il primo tentativo di farsi re e possedere un esercito, ma cominci\u00f2 male, con l'uccidere i fratelli, e mor\u00ec dopo aver spadroneggiato in poche citt\u00e0.

{N}9,{/}8: Per gustare il bellissimo apologo bisogna notare che i re erano unti nel giorno della consacrazione e che l'ulivo, la vite, il fico, i migliori frutti di Palestina, simboleggiano la felicit\u00e0 sotto un ottimo re. Il pruno, simbolo dell'infelicit\u00e0, raffigura il re crudele, che strazia senza dar pace.

{N}9,{/}54: La religione condanna l'uccidersi e il farsi uccidere, fosse anche per sfuggire all'ignominia. L'uomo deve avere sempre il coraggio di vivere; il suicidio \u00e8 sempre una vilt\u00e0.

{N}11,{/}6: Forse Iefte con la sua masnada aveva gi\u00e0 molestato gli Ammoniti.

{N}11,{/}9: Iefte dichiara di voler essere re se vincer\u00e0 gli Ammoniti, e soltanto quando glielo promettono accetta di andare a combattere.

{N}11,{/}29: Lo spirito del Signore incita Iefte ad adunare gente e lo anima alla vittoria, ma non certo a fare il voto d'un sacrificio umano, proibito dalla legge. Il voto fu stolto ed empio e il mantenerlo fu delitto. Forse Iefte ag\u00ec in buona fede e si credette obbligato al voto dopo la strepitosa vittoria.

{N}12,{/}4: Gli Efraimiti che insultavano Galaad come la feccia di Efraim e di Manasse, sconfitti, corrono al Giordano per ritornare in patria; ma i Galaaditi vincitori li aspettano ai guadi e per riconoscerli fanno loro dire la parola <<scibb\u00f2let>> (spiga), pronunciata <<sibb\u00f2let>> dagli Efraimiti.

{N}13,{/}4: Sul {S}nazireato{/} e i suoi obblighi qui accennati, vedi Nm 6,1-21. Da quanto qui viene detto, si deduce che erano obbligati madre e figlio.

{N}16,{/}17:La forza di Sansone era prodigiosa, ma non era causata dai capelli: questi erano solo un distintivo dei nazirei; quella era legata all'osservanza del nazireato. Mancando a una promessa, Dio non accorda pi\u00f9 il suo aiuto straordinario, e Sansone, abbandonato a se stesso, \u00e8 facilmente superato.

{N}18,{/}17: parlano dell'idolatria dei Daniti e della guerra alla trib\u00f9 di Beniamino. Questi fatti sono messi qui come appendice, ma forse risalgono a tempi anteriori.

{N}19,{/}1: Il fatto avvenne nella generazione dopo Giosu\u00e8, perch\u00e9 era sommo sacerdote Finees, figlio di Eleazaro, contemporaneo di Giosu\u00e8.

{N}21,{/}7: I capi d'Israele trovarono il modo di dare delle spose ai seicento superstiti di Beniamino: prima sottoponendo all'anat\u00e8ma (distruzione) {S}Iabes di Galaad{/} che poteva dare le figlie ai Beniaminiti, perch\u00e9 non aveva partecipato al giuramento di non darle, e meritava d'essere distrutta perch\u00e9 non aveva preso parte alla guerra santa; poi rapendo le ragazze di Silo.

