{N}1,{/}9: Nei sacrifici chiamati {S}olocausti{/}, la vittima era interamente bruciata, e nulla veniva riservato n\u00e9 al sacerdote n\u00e9 all'offerente. Era il pi\u00f9 solenne dei sacrifici cruenti.

{N}2,{/}3: Si tratta qui di una classe di sacrifici incruenti, detti {S}oblazioni{/}: la parte della vittima che non veniva bruciata spettava al sacerdote, che doveva consumarla nel recinto della tenda, e non darla ad altri: essendo stata offerta al Signore, era sacra.

{N}3,{/}3: Nei sacrifici detti di {S}comunione{/} o pacifici, altra classe di sacrifici cruenti, come l'olocausto, la vittima veniva offerta in ringraziamento o implorazione di grazie o anche in adempimento di un voto. Loro scopo era di conservare e confermare la pace o comunione dell'offerente con Dio.

{N}4,{/}7: {S}L'altare dei profumi{/} era posto nel santo, davanti alla cortina che divideva questo dalla parte pi\u00f9 interna del santuario detto santo dei santi; {S}l'altare degli olocausti{/} era fuori del santuario, davanti all'entrata.

{N}6,{/}1: Mentre fin qui si \u00e8 trattato dei sacrifici dal punto di vista della {S}materia{/}, nei cc. 6-7 se ne tratta dal punto di vista delle {S}funzioni{/} e dei {S}diritti{/} dei sacerdoti.

{N}7,{/}11: I sacrifici di comunione erano di tre specie: sacrificio di lode o di ringraziamento; sacrificio votivo, a cui uno si era obbligato per voto; sacrificio che si offriva spontaneamente per un motivo qualsiasi.

{N}11,{/}1: contengono norme sul <<puro>> e l'<<impuro>>, le quali indicano ci\u00f2 che, secondo la mentalit\u00e0 ambientale, rende impura una persona (o una cosa) e perci\u00f2 indegna di stare alla presenza di Dio, specie nelle celebrazioni cultuali, finch\u00e9 non si sia purificata. Tale indegnit\u00e0 non \u00e8 causata da colpe morali di per s\u00e9.

{N}16,{/}1: Questo capitolo tratta del Giorno dell'espiazione in cui, con un solenne sacrificio comune, si cancellavano tutti i peccati e le irregolarit\u00e0 del popolo. Il rituale di questo giorno preannunciava l'espiazione definitiva dei peccati di tutta l'umanit\u00e0 per mezzo del sacrificio di Cristo. Ne fa un bel paragone-contrasto Eb 9,6-12.

{N}16,{/}8: {S}Azazel{/} \u00e8 ritenuto il nome comune di un demonio abitante nel deserto. A lui veniva spedito il capro espiatorio di cui qui si parla.

{N}16,{/}21: Il capro da mandare nel deserto al diavolo Azazel, carico simbolicamente dei peccati d'Israele, appartiene al folclore popolare. Il vero sacrificio che ristabilisce l'alleanza \u00e8 quello della vittima offerta a Dio. Solo questa vittima pu\u00f2 essere considerata una figura di Cristo, non il cosiddetto capro espiatorio.

{N}19,{/}17: Sono qui vietati l'odio e la vendetta. Gli Ebrei applicarono tale divieto solo all'interno del loro popolo; Ges\u00f9 lo estender\u00e0 a tutti (Mt 5,43-48).

{N}19,{/}26: Si proibiscono diversi usi e riti superstiziosi. Divieti apparentemente strani, che ci lasciano capire come gli Israeliti, figli del loro tempo e del loro ambiente, indulgessero a pratiche superstiziose.

{N}23,{/}5: Prima solennit\u00e0 \u00e8 la Pasqua, che ricordava la liberazione dall'Egitto e insieme costituiva la solennit\u00e0 delle primizie, perch\u00e9 in essa venivano offerte al Signore le primizie della nuova messe.

{N}25,{/}14: Come si vedr\u00e0 meglio ai vv. 23-24, gli Israeliti dovevano considerarsi soltanto beneficiari della terra promessa: il vero proprietario era il Signore, il quale l'aveva data al suo popolo per puro favore, per mantenere la promessa fatta.

{N}26,{/}3: L'enumerazione delle benedizioni e delle maledizioni aveva gran parte in tutti gli antichi trattati. Spesso rappresentava la parte pi\u00f9 estesa dei trattati stessi. Dato il valore efficace attribuito ai due termini sul piano religioso, \u00e8 facile immaginare l'impressione che la lettura di questi vv. poteva produrre nel popolo.

{N}27,{/}28: {S}Anatema{/} \u00e8 un termine che apparteneva alla guerra santa. Ci\u00f2 che era votato a Dio doveva essergli totalmente sacrificato.

