{N}1,{/}1: Questo capitolo forma come un'introduzione a tutto il libro. In esso l'autore sacro conserva solo quanto interessa la storia religiosa ch'egli intende scrivere: l'aumento dei discendenti di Giacobbe e l'oppressione da parte degli Egiziani, preludio dell'intervento di Dio che liberer\u00e0 il suo popolo.

{N}1,{/}8: Il {S}nuovo re{/}, di cui qui si parla e di cui non si d\u00e0 il nome, pare corrispondere al faraone Ramesse II.

{N}3,{/}1: {S}Oreb{/} \u00e8 il nome del Sinai, gruppo di picchi elevati, nel sud della penisola che ne prende il nome. E' detto qui {S}monte di Dio{/} per anticipazione.

{N}3,{/}6: Dopo un lungo, apparente silenzio, durante l'oppressione in Egitto, Dio si presenta come il Dio dei padri, cio\u00e8 come lo stesso Dio della promessa. E' lui che conduce la storia verso un fine particolare, che si va rischiarando progressivamente.

{N}3,{/}14: {S}Io sono colui che sono{/}: come se dicesse: Sono colui che sempre fu, sempre \u00e8 e sempre sar\u00e0, al di fuori e al di sopra del tempo; ma soprattutto colui che \u00e8 attivamente presente nella storia del suo popolo in ogni tempo.

{N}4,{/}2: I prodigi, che Dio opera attraverso Mos\u00e8, erano necessari affinch\u00e9 il popolo potesse credere all'origine divina della sua missione.

{N}4,{/}21: {S}Io render\u00f2 duro il suo cuore{/}: ossia non impedir\u00f2 che si indurisca. E' un modo comune e corrente di esprimersi degli Ebrei, i quali attribuiscono a Dio, <<causa prima>>, ci\u00f2 che era da lui permesso nell'azione dell'uomo, <<causa seconda>>.

{N}7,{/}1: {S}Faccio di te come un dio{/}: cio\u00e8 ti do il potere che io ho sopra il faraone: tu non dovrai temere la sua potenza, perch\u00e9 sar\u00e0 lui che si piegher\u00e0 dinanzi a te.

{N}7,{/}14: Le prime nove piaghe sono simili a fenomeni caratteristici dell'Egitto o connessi con l'annuale inondazione del Nilo; ma il tempo, il modo, la celerit\u00e0 e il loro rapido succedersi con un crescendo di potenza impressionante manifestano chiaramente l'intervento del potere divino, che Jhwh aveva comunicato a Mos\u00e8 nei riguardi del faraone. L'ultima, poi, spiega e caratterizza tutte le altre nove.

{N}12,{/}11: {S}La Pasqua del Signore{/}: <<Pasqua>> significa <<passaggio>>: passaggio di Dio vendicatore in Egitto, causa del passaggio felice degli Ebrei attraverso il Mar Rosso verso la libert\u00e0 e la terra promessa. La festa della Pasqua rimarr\u00e0 la principale festa ebraica, e dagli Ebrei passer\u00e0 ai cristiani che celebreranno in essa l'immolazione di Cristo, Agnello di Dio, e la sua gloriosa risurrezione per la redenzione dell'umanit\u00e0.

{N}12,{/}41: {S}Le schiere del Signore{/} sono i figli d'Israele, divisi a schiere e guidati da Dio stesso, che perci\u00f2 fu poi detto sovente <<Dio delle schiere>> o <<degli eserciti>>.

{N}13,{/}2: Il Signore, avendo salvato in Egitto i primogeniti degli uomini e degli animali degli Ebrei, aveva su di loro uno speciale diritto. Sicuramente questa legge era pi\u00f9 antica: qui le si d\u00e0 un significato di ricordo storico. In se stessa significa il riconoscimento di Dio come autore e Signore della vita.

{N}14,{/}15: In questa narrazione del passaggio del Mar Rosso \u00e8 difficile stabilire ci\u00f2 che vi sia di strettamente storico e ci\u00f2 che \u00e8 frutto di rielaborazione epica. Cos\u00ec pure non \u00e8 possibile indicare il punto preciso dove avvenne il passaggio stesso. Certo vi \u00e8 stato un intervento di Dio il quale, pur servendosi di fenomeni naturali, ha favorito la fuga degli Ebrei, mettendoli al riparo dall'inseguimento degli Egiziani. In tutto l'AT il passaggio del Mar Rosso \u00e8 considerato come l'evento tipico di ogni liberazione di Dio, e nel NT \u00e8 considerato ancora come figura della salvezza ottenuta mediante il battesimo.

{N}15,{/}23: Tutto il viaggio del popolo ebreo attraverso il deserto sar\u00e0 costellato di mormorazioni e ribellioni. Dimentico degli interventi divini precedenti, il popolo, invece di raccomandarsi e supplicare, mormora e si ribella. Abitudine umana che sovente si ripete nelle relazioni con Dio.

{N}19,{/}6: Il popolo ebraico viene qui chiamato {S}regno di sacerdoti{/}, {S}nazione santa{/}, in quanto era in modo speciale consacrato a Dio e addetto al suo culto. Il Concilio Vaticano II, sulla scia di 1Pt 2,9, ha attribuito questi titoli al popolo cristiano che rende <<la gloria>> a Dio, \u00e8 suo testimone di fronte a tutti gli uomini e in unione con Cristo sacerdote offre a Dio il vero e unico sacrificio. Ci\u00f2 non esclude, anzi suppone, il sacerdozio di ordine, per il quale i <<sacerdoti>> sono rappresentanti di Cristo in mezzo ai fedeli.

{N}20,{/}1: Incomincia qui l'esposizione dei termini dell'alleanza che Dio conclude con il popolo eletto. I cc. 20-24, che li contengono, sono tra i pi\u00f9 importanti dell'AT. I fatti qui riferiti, che hanno nella storia precedente il loro preannuncio e la preparazione, segnano un momento capitale e decisivo nella vita del popolo d'Israele e in quella dell'umanit\u00e0 stessa per le loro conseguenze morali e religiose.

{N}20,{/}3: I dieci comandamenti sono leggi di natura, scritte da Dio creatore nel cuore dell'uomo prima ancora che fossero proclamate sul Sinai e incise su tavole di pietra. I comandamenti contengono solo precetti d'indole religiosa e morale, e perci\u00f2 hanno valore universale. Formano il cuore della legge antica e Ges\u00f9 Cristo li ricorda e li ritiene impegnativi.

{N}21,{/}10: La legislazione matrimoniale degli Ebrei, a motivo della <<durezza di cuore>> (Mt 19,8), \u00e8 ben lontana dal grado di delicatezza e di perfezione a cui la riport\u00f2 Ges\u00f9.

{N}21,{/}23: La dura legge del taglione, che anim\u00f2 quasi tutte le legislazioni antiche, venne abrogata da Cristo (Mt 5,38).

{N}23,{/}4: Precetti di delicata carit\u00e0, che si avvicina a quella evangelica.

{N}24,{/}8: Siamo qui alla conclusione del patto di alleanza: esso obbligava gli Ebrei a osservare le leggi di Dio e insieme impegnava Dio a dar loro la terra di Canaan e a proteggerli. Evidentemente non \u00e8 patto tra eguali: Dio prometteva per sua pura bont\u00e0, e il popolo si obbligava solamente a quanto gi\u00e0 per natura doveva a Dio. Il patto viene ratificato col sangue del sacrificio.

{N}25,{/}16: {S}La testimonianza{/} sono le due tavole della legge, che esprimono la volont\u00e0 di Dio e sono il documento dell'alleanza di Jhwh col suo popolo. {S}Il propiziatorio{/} era il coperchio dell'arca: esso forma come il trono di Dio, e di qui egli ascoltava le preghiere del suo popolo e manifestava il suo volere.

{N}25,{/}30: Il {S}pane di presentazione{/}, detto anche {S}di proposizione{/}, erano dodici pani, uno per trib\u00f9, e stavano davanti al Signore una settimana. Al sabato i sacerdoti li sostituivano con altri e li mangiavano nel santuario stesso. Sono figura dell'eucaristia.

{N}26,{/}33: La parte anteriore della tenda della testimonianza (o dimora o santuario o tabernacolo) era detta {S}il santo{/}, quella posteriore, divisa dalla prima da una prezioso {S}velo{/}, {S}il santo dei santi{/} o {S}santissimo{/}. Nella prima parte, verso il velo, da un lato stava la mensa con i dodici pani di presentazione, dall'altro vi era il candelabro a sette bracci e, in mezzo, il piccolo altare dei profumi su cui si bruciava l'incenso al mattino e alla sera di ogni giorno.

{N}27,{/}1: {S}L'altare{/} per i sacrifici non era nella tenda, ma fuori all'aperto, nel mezzo dell'atrio o cortile. I quattro corni di bronzo, ai suoi angoli, erano una decorazione molto comune nei templi orientali e stavano a significare la forza e la maest\u00e0 di Dio.

{N}28,{/}6: {S}L'efod{/} era il vero distintivo del sommo sacerdote: aveva forse la forma di uno scapolare fatto di due pezzi di stoffa: uno scendeva dietro, tra le spalle, e l'altro davanti, sul petto, riuniti ai lati da due bende.

{N}28,{/}15: {S}Il pettorale{/} era una borsa quadrata, fatta di due pezzi sovrapposti. E' detto {S}del giudizio{/} perch\u00e9 il sommo sacerdote di l\u00e0 traeva le risposte per decidere le questioni di maggior importanza mediante due pietre chiamate {S}urim{/} e {S}tummim{/} (v. 30). Su di esso erano incastonate 12 pietre preziose con i nomi delle 12 trib\u00f9 d'Israele.

{N}31,{/}12: E' la terza volta che troviamo la legge del sabato (cfr. Es 16,26; 20,8): prova evidente dell'importanza che vi annetteva il Signore. Qui si aggiunge che il sabato \u00e8 il distintivo dell'alleanza tra Dio e Israele e che il profanatore sar\u00e0 ucciso.

{N}33,{/}11: Dio comunica con Mos\u00e8 come un uomo col suo vicino, cio\u00e8 con la stessa familiarit\u00e0 e la stessa facilit\u00e0 di comprendersi.

{N}34,{/}15: Spesso l'AT chiama l'idolatria col nome di prostituzione, fornicazione, adulterio, poich\u00e9 essa significa l'abbandono del vero Dio, con cui Israele ha stretto alleanza.

{N}40,{/}36: La colonna di nube e di fuoco, che aveva accompagnato gli Ebrei, si pos\u00f2 sulla tenda, come segno della presenza divina. Essa fu sempre guida del popolo eletto fino alla terra promessa, poi scomparve. La tenda invece, segu\u00ec gli Israeliti anche nella Palestina, ed ebbe varie sedi, finch\u00e9, sotto Salomone, fu sostituita dal tempio di Gerusalemme.

