{N}LE RIVOLTE GIUDAICHE{/}

In meno di dieci anni, Augusto aveva fatto passare il mondo romano dalla 
Repubblica all'Impero. Tutta il bacino del Mediterraneo e numerosi 
territori pi\u00f9 lontani dalle sue coste si vennero a trovare sottomessi 
all'autorit\u00e0 di Roma: la Palestina non sfugg\u00ec a questo destino.
La comunit\u00e0 giudaica aveva visto i suoi privilegi in materia religiosa 
confermati da Cesare: Roma garantiva ai giudei la libert\u00e0 di culto nel 
tempio di Gerusalemme; di pari modo estendeva  questa tolleranza alla 
liturgia sinagogale per tutta la diaspora. Per\u00f2 era andata accentuandosi 
la separazione tra giudei che, come i farisei e esseni, reclamavano solo 
la libert\u00e0 di culto -cosa che Roma aveva loro concesso- e quelli che non 
retrocedevano nel rivendicare anche l'indipendenza politica.
Gli  scontri tra una popolazione che sempre meno sopportava procedure 
pesanti o vessatorie dei rappresentanti di Roma, e l'amministrazione 
imperiale, condussero a tre ribellioni giudaiche in meno di settanta 
anni, a rappresaglie selvagge e a una dispersione senza precedenti della 
comunit\u00e0 giudaica.
{K}L'EREDIT\u00c0 DIVISA{/}

Un primo testamento di Erode il Grande lasciava  il suo regno a {N}Erode 
Antipa{/}, il secondo dei due figli che aveva avuto con Maltace. Per\u00f2, 
dopo, poco prima della morte, in un nuovo testamento, divideva il suo 
regno tra i due figli di Maltace e {N}Filippo{/}, nato di una quinta sposa. 
La morte del re fu l'inizio di scompigli incredibili. {N}Archelao{/}, figlio 
di Maltace, si credette  in possesso della corona ancora prima che il 
testamento di suo padre fosse ratificato da Roma; perci\u00f2 stesso scaten\u00f2 
una reazione di incredibile violenza. La Palestina si vide sommersa nella 
confusione pi\u00f9 spaventosa e in preda a bande rivali.
Dal momento che tutto dipendeva dalla buona volont\u00e0 di Augusto, i 
presunti eredi si imbarcarono, ogni uno per conto suo, per andare a 
promuovere la propria causa a Roma. Per\u00f2 i giudei pii, tra i quali i 
farisei esercitavano una grande influenza, non volevano pi\u00f9 questa 
dinastia reale con una condotta tanto scandalosa; anelavano a 
sottomettere uno stato sacerdotale sotto l'autorit\u00e0 di un Sommo Sacerdote 
degno di questo nome; anche questi giudei si imbarcarono per farsi 
sentire da Augusto, dopo di avere sollecitato l'appoggio della importante 
colonia giudaica di Roma.
Privato di repente delle sue autorit\u00e0 politiche e dei suoi saggi, il 
paese speriment\u00f2 di nuovo tali perturbazioni che Quintilio Varo, legato 
di Siria, dovette intervenire con le truppe di Antiochia. La repressione 
non fece che esacerbare gli animi della popolazione giudaica contro i 
romani e fu allora che l'ala dura del partito dei farisei si separ\u00f2 
costituendo il gruppo dei {N}Zeloti{/}, che scelsero la via della violenza 
per raggiungere i loro obiettivi.
I tre fratelli ritornarono da Roma; Augusto aveva ratificato le 
disposizioni del padre, ma con un poco di sconto. Neg\u00f2 ad Archelao il 
titolo di re, sarebbe stato invece etnarca di Giudea, di Samaria e di 
Idumea; Erode Antipa diventava tetrarca di Galilea e Perea; e Filippo, 
tetrarca di Gaulanitide, di Batanea e di Traconitide, territori situati 
ad est del Giordano.
{K}LA GIUDEA SOTTOMESSA AI PROCURATORI{/}

Degno erede di suo padre, Archelao govern\u00f2 con tanta brutalit\u00e0 che si 
tir\u00f2 addosso una grande parte della popolazione. Di nuovo si recarono a 
Roma per liberarsi di quel despota; Augusto depose Archelao che fu 
esiliato in Gallia. Il suo territorio perse il rango di regno alleato e 
fu annesso alla provincia di Siria, amministrato tuttavia ancora in 
maniera autonoma da un prefetto sotto il controllo del legato di 
provincia, che aveva sede in Antiochia di Siria. Il prefetto riscuoteva 
le imposte e comandava le truppe ausiliari reclutate sul posto; solo lui 
godeva della facolt\u00e0 di fare eseguire le sentenze capitali, comprese 
quelle pronunciate dal {N}Sinedrio{/}. perch\u00e9 il Sinedrio continuava ad 
amministrare la giustizia secondo il proprio diritto particolare, e a 
dirigere gli affari religiosi; l'unica ingerenza di Roma in questo campo 
consisteva nella nomina del Sommo Sacerdote da parte del prefetto. La 
comunit\u00e0 di Gerusalemme conservava la sua libert\u00e0 di culto sotto la 
vigilanza della guarnigione romana installata nella fortezza Antonia. Per 
un privilegio insigne, era esentata dal culto imperiale e dal servizio 
militare.
Durante gli anni che seguirono la deposizione di Archelao, la popolazione 
giudaica di Giudea ebbe motivi in pi\u00f9 per lamentarsi del governo di Roma. 
{N}Ponzio Pilato{/} in particolare, che ebbe l'incarico sulla Giudea dal 26 
al 36 d.C., diede molti esempi di brutalit\u00e0 e di disprezzo. Ugualmente 
brutale con i samaritani, fu chiamato a Roma per rendere conto della sua 
gestione e non riapparve pi\u00f9; pare che si sia suicidato... o che 
l'invitarono a farlo.
{K}FILIPPO{/}

Il tetrarca Filippo (che non deve confondersi con il Filippo, o Erode-
Filippo di [Mc_6,7]: si veda il paragrafo seguente) costru\u00ec 
nel corso superiore del Giordano una citt\u00e0 alla quale diede il nome di 
Cesarea (\u00e8 la {N}Cesarea di Filippo {/}o Banias), un'altra in Gaulanitide che 
chiam\u00f2 Tiberiade, e una terza in Perea, che nomin\u00f2 Livias Iulia (Bet 
Aram); cos\u00ec onorava simultaneamente Tiberio e Giulia, figlia di Augusto, 
con la quale si era sposato Tiberio. Filippo si spos\u00f2 con {N}Salome{/}, 
figlia di {N}Erodiade{/}, e lasci\u00f2 il ricordo di un regno mite. Mor\u00ec senza 
eredi il 34 d.C., e il suo tetrarcato fu annesso alla provincia di Siria.
Anche se, durante il periodo reale vari di questi territori erano 
sottomessi a {N}Salomone{/} e dopo ai re di {N}Samaria{/}, la maggioranza dei 
loro abitanti restavano pagani. Seguivano perci\u00f2 di lontano gli eventi 
della Palestina.
{K}ERODE ANTIPA{/}

Il tetrarca si stabil\u00ec in un primo momento a Sefforis, capitale della 
Galilea. Lo stato in cui la repressione di Varo aveva lasciato la citt\u00e0, 
dopo l'insurrezione che segu\u00ec alla morte di Erode il Grande, lo mosse a 
darsi una nuova capitale. Fece edificare nella sponda occidentale del 
lago un palazzo attorno al quale sarebbe sorta {N}Tiberiade{/}, nome scelto 
in omaggio all'imperatore di turno.
Tutto pareva augurare ad Antipa un regno senza storia. Per\u00f2 egli aveva un 
mezzo fratello chiamato Erode-Filippo che si era sposato con sua cugina 
{N}Erodiade{/}. Prudente in questi tempi difficili, questo {N}Filippo {/}restava 
al margine della vita politica. Ma la moglie, ambiziosa e intrigante, non 
accettava di vivere a fianco di un uomo senza ambizioni. Ag\u00ec quindi tanto 
bene che Antipa, che anche era suo cugino, ripudi\u00f2 sua moglie per 
sposarsi con lei. Ma la principessa deposta era figlia di un re; furioso 
il suocero, Areta di Nabatea, si mosse per punire il genero cos\u00ec poco 
delicato e gli inflisse una disfatta tale che si sarebbe mutata in 
catastrofe senza l'intervento di Vitellio, il legato di Siria (36 d.C.).
La nuova regina gioc\u00f2 anche un brutto scherzo al suo nuovo marito; 
scontenta di vederlo solo un etnarca, voleva per lui la corona reale. 
Intrig\u00f2 perci\u00f2 davanti all'imperatore Caligola (37-41 d.C.), ma il romano 
aveva riservato questo onore per un amico pi\u00f9 caro, {N}Erode{/} {N}Agrippa I{/}; 
irritato, Caligola depose Antipa (39 d.C.) e lo esili\u00f2 insieme ad 
Erodiade; ella rifiut\u00f2 la grazia imperiale per seguirlo.
{K}AGRIPPA{/}

L'imperatore Caligola aveva gi\u00e0 manifestato i suoi favori a Erode 
Agrippa, nipote di Erode il Grande e di Mariamne, nominandolo re 
dell'antica tetrarchia di Filippo (37). Il 39, annesse al suo regno la 
tetrarchia di Galilea tolta ad Antipa, e quando il 41 Claudio successe a 
Caligola che era stato assassinato, Agrippa ricevette da nuovo imperatore 
l'antico territorio di Archelao, vale a dire, la Giudea, con Samaria e 
Idumea. Durante il suo breve regno, prospero e sereno, seppe coniugare il 
suo gusto per l'Ellenismo al rispetto del giudaismo.
In questo modo, il regno di Erode il Grande si era riunificato sotto la 
corona di uno dei suoi nipoti; fu solo per\u00f2 per un breve periodo. Quando 
mor\u00ec Agrippa nel 44, Claudio addusse a pretesto che suo figlio era molto 
giovane, per cos\u00ec togliergli il regno e metterlo sotto l'autorit\u00e0 dei 
procuratori.
{K}LA TENSIONE AUMENTA{/}

Durante il suo breve regno, Caligola aveva ordinato di erigere la sua 
statua nel tempio di Gerusalemme, come rappresaglia contro i giudei che 
avevan distrutto in Iamnia un altare eretto in suo onore. il legato ebbe 
la sapienza di differire l'esecuzione dell'ordine imperiale, mentre 
Agrippa in Roma usava tutte le sue relazioni per fare revocare 
quest'ordine. Caligola fu assassinato in un buon momento por il legato al 
quale era stato intimato che si suicidasse per insubordinazione, e la 
pace parve ritornare. Si prolung\u00f2 anche sotto il governo dei due 
procuratori successivi. Per\u00f2 sotto il successore Cumano, due volte 
l'arroganza di un soldato romano provoc\u00f2 rivolte, repressione brutale e 
reclami davanti al governatore che finalmente cedette alle insistenze dei 
giudei.
Essendosi verificato un nuovo incidente tra samaritani e giudei, Cumano 
si neg\u00f2 di soddisfare le richieste di questi ultimi; due istigatori 
trascinarono la massa in Samaria, a massacrare e incendiare le citt\u00e0. I 
responsabili giudei riuscirono a mala pena a calmare i sediziosi, per\u00f2 i 
samaritani presentarono le loro proteste al legato di Siria. Questi invi\u00f2 
i litiganti a Roma dove l'intercessione di Agrippa davanti a Claudio, che 
gli era amico, cambi\u00f2 a favore ancora una volta la situazione per i 
giudei. Cumano fu esiliato e sostituito da {N}Felice{/}, conosciuto per la 
sua arbitrariet\u00e0 e la sua notoria cattiva condotta. Durante quei giorni 
mor\u00ec Claudio, lasciando l'impero a suo figlio {N}Nerone{/}, nato dal suo 
matrimonio con Agrippina.
In Gerusalemme, che era caduta in mano ai faziosi, a uccisioni seguivano 
uccisioni; la repressione implacabile dei procuratori, lungi dal calmare 
gli animi, esacerbava ancora di pi\u00f9 la vendetta degli zeloti. Scoppi\u00f2 una 
rivolta in Cesarea, nella medesima citt\u00e0 dove risiedeva Felice. Il suo 
successore, {N}Festo{/} -che \u00e8 menzionato negli Atti degli Apostoli a 
proposito del processo a Paolo in Cesarea- mise tutto il suo sforzo 
eliminare banditismo e violenza; per\u00f2 con i procuratori corrotti che gli 
successero, la situazione non fece che peggiorare.
{K}LA "PRIMA RIBELLIONE "{/}

Una rissa tra greci e giudei vicino a una sinagoga ne fu la miccia. Il 
conflitto si estese rapidamente alle citt\u00e0 e a Gerusalemme; nel novembre 
del 66, il paese in subbuglio contava pi\u00f9 di 50.000 combattenti. Cestio 
Gallo, legato di Siria, partendo da Antiochia, giunse a Cesarea e la 
pass\u00f2 a ferro e fuoco; dopo mand\u00f2 in Galilea la 12\u00aa legione. Subito si 
ebbe l'impressione che la calma fosse ritornata nel nord del paese; i 
romani salirono allora a Gerusalemme che accerchiarono. Mal informato, 
Cestio tolse l'assedio e i giudei ne approfittarono per lanciarsi sul 
nemico in ritirata e farlo a pezzi. L'imperatore Nerone reag\u00ec 
immediatamente e mand\u00f2 Vespasiano, il "guerriero instancabile" di cui 
parla Tacito. Con la 15\u00aa legione che Vespasiano comandava personalmente, 
le due legioni che suo figlio Tito gli port\u00f2 dall'Egitto e la 12\u00aa legione 
gi\u00e0 sul posto, il generale romano disponeva di quasi 60.000 uomini.
Vespasiano assedi\u00f2, in successione, Jotapata, Tiberiade e Gamla. Alla 
fine della stagione era padrone della Galilea. Nella primavera seguente, 
ripulisce le sponde del Giordano, s'appropria di Gerico e domina la 
maggiore parte della Giudea. Le legioni romane si installano ad Emmaus.
{K}VESPASIANO, IMPERATORE{/}

Ne frattempo per\u00f2, in Roma, Nerone si \u00e8 attratto tutto il mondo contro, i 
generali si sollevano e {N}Nerone{/} si suicida per sfuggire al supplizio. La 
morte dell'imperatore da inizio a un disordine generale; \u00e8 l'anarchia 
militare e il ritorno alle guerre civili. Finalmente, le provincie 
d'Oriente impongono i loro diritti e proclamano imperatore Vespasiano. Le 
sue truppe possono ora precederlo in Roma per preparare il suo arrivo, 
per\u00f2 prima di imbarcarsi affida a suo figlio Tito l'incarico di 
schiacciare definitivamente la ribellione giudaica; compito che era tanto 
pi\u00f9 urgente in quanto che gli ultimi scompigli avevano lasciato agli 
insorti il tempo per riorganizzarsi.
{K}LA PRESA DI GERUSALEMME{/}

Il nuovo comandante in capo stabil\u00ec il suo accampamento in Ghibea, a 5 km 
da Gerusalemme; disponeva di un formidabile esercito, per\u00f2 la citt\u00e0 era 
difficile da prendere e i suoi difensori erano disposti a tutto. 
Disgraziatamente per gli insorti, la concordia non regnava tra loro. 
Stanchi del dispotismo di Giovanni di Giscala che occupava Gerusalemme 
dall'anno 67, gli abitanti accolsero con gioia un nuovo capo, Simone bar 
Giona. Giovanni e i suoi zeloti si rifugiano allora nel cortile del 
tempio. Si attaccano tra loro e si uccidono tra giudei; tradimenti, 
incendi... Dopo l'insuccesso di un attacco frontale, Tito assedia la 
citt\u00e0. A fine maggio del 70, il muro nord-ovest che circondava la citt\u00e0 
cede; subito \u00e8 conquistato il terreno fino al secondo muro che anche 
cede. La fortezza Antonia \u00e8 finalmente conquistata nel luglio e il 29 
(era lo stesso mese di Ab, in cui Nabucodonosor si era impadronito di 
Gerusalemme) il {N}Tempio{/} \u00e8 preso per assalto e incendiato. In settembre 
gli ultimi insorti, decimati da una orribile fame, sono spinti fuori 
della citt\u00e0 alta dove si erano raggruppati; fu l'ultimo colpo. 
Gerusalemme era in rovine.
{K}LA FINE DELLA RIBELLIONE {/}

Quelli che sfuggirono alla morte andarono a riunirsi, nei mercati di 
schiavi, con i loro compatrioti che erano caduti prigionieri nei 
combattimenti di Galilea o di Giudea. Alcuni gruppi di zeloti trincerati 
nelle antiche fortezze di Erode resistono ancora e continuano a 
molestare. L'invasore decide di finirla con questi nuclei di resistenza: 
Herodion e Macheronte sono i primi a  cadere, e ultimo Masada, dopo un 
assedio di sei mesi: era la primavera del 73.
L'imperatore Vespasiano rese la Palestina una provincia imperiale con il 
nome di {N}Giudea{/}. Siccome il tempio era in rovine, l'imposta del tempio 
era pagata adesso al tesoro di Giove (Iuppiter) Capitolino, per\u00f2 il 
giudaismo conservava ancora il suo status di religione riconosciuta.
Con la perdita dell'indipendenza politica e la distruzione del tempio, la 
composizione del Sinedrio si trasform\u00f2 rapidamente a favore dei farisei 
Dottori della Legge che si raggrupparono in Iamnia attorno a Johannan ben 
Zakkai. Rapidamente il Sinedrio si impose in Palestina e nella Diaspora 
come l'autorit\u00e0 religiosa del giudaismo: il suo presidente era onorato 
con il titolo di "Principe", Ha Nasi.
{K}AGITAZIONE SOTTO TRAIANO{/}

Si sa che Vespasiano e suo figlio Tito avevano ricevuto poca simpatia dai 
giudei. Quanto al terzo della dinastia, Domiziano, il su carattere 
dispotico non lo disponeva a rispettare una religione che emergeva per la 
sua diversit\u00e0; cos\u00ec, dopo la grande persecuzione del 95 contro i 
cristiani, furono anche finiti numerosi giudei e, tra loro, anche membri 
della famiglia imperiale che si erano convertiti al giudaismo.
Traiano arriv\u00f2 al potere il 98. Sognando di ripetere le imprese di 
Alessandro in Oriente, decise di abbattere il nemico parto. Il 114 invase 
l'Armenia, dopo intraprese una campagna militare fino in Mesopotamia e 
trascin\u00f2 le sue legioni fino alle sponde del Golfo persico. Fu allora che 
i parti contrattaccarono, costringendo Traiano ad abbandonare l'Assiria e 
la bassa Mesopotamia.
Le campagne di Traiano svuotarono le casse dello stato; l'imperatore 
aument\u00f2 allora i tributi da pagare. Le comunit\u00e0 giudaiche dell'impero non 
riuscivano pi\u00f9 a tener testa ad una pressione fiscale ogni giorno 
crescente e presto, in Cirenaica, in Egitto e a Cipro si scatenarono 
movimenti di rivolta ai quali si aggiunsero le ricche comunit\u00e0 di 
Mesopotamia. Non \u00e8 impossibile che questo movimento sia giunto, almeno 
parzialmente, fino in Giudea.
{K}BAR KOCHBA{/}

Quando, l'anno 117, mor\u00ec improvvisamente Traiano a Selinunte in Cilicia, 
l'agitazione delle comunit\u00e0 giudaiche pareva essersi calmata. Adriano, 
che arrivava allora al potere, visit\u00f2 Gerusalemme durante l'anno 130 e la 
trov\u00f2 pi\u00f9 o meno nello stesso stato in cui l'aveva lasciata la prima 
ribellione e il successivo annichilamento da parte di Roma. Decise allora 
di edificare l\u00ec una nuova citt\u00e0, Aelia Capitolina, e di costruire nello 
stesso sito del tempio un santuario in onore di Giove Capitolino. 
Inoltre, pare che la circoncisione, che per i romani equivaleva a una 
castrazione, fosse allora proibita. Certo \u00e8 che il 132, appena 
l'imperatore abbandona l'Oriente, un tal Simone Kosiba, di soprannome Bar 
Kochba, "il Figlio della Stella", si pone alla testa di una insurrezione.
Riconosciuto come il Messia da uno dei pi\u00f9 illustri rabbini del tempo, 
Rabbi Akiba, e appoggiato dal sacerdote Eleazar, Simone estese il suo 
movimento a tutto il paese. Sorpresi, i romani si ripiegarono dietro le 
frontiere, lasciando il campo libero agli rivoltosi. Gerusalemme fu 
liberata, si batt\u00e9 moneta, si ristabil\u00ec il culto; per\u00f2 questo non era pi\u00f9 
che una chimera. Le legioni contrattaccano e il sollevamento \u00e8 
schiacciato pi\u00f9 terribilmente ancora che nei giorni di Tito. All'inizio 
del 134, Gerusalemme cade nuovamente sotto i colpi dei romani. Alcuni 
gruppi di resistenza cercano rifugio nelle grotte scavate nei pendii 
delle rocce che discendono dal deserto di Giuda al Mar Morto. I romani 
non tardano a stanarli e a massacrarli; Bar Kochba muore in un ultimo 
combattimento, e Roma prende il paese nelle sue mani, cancellando persino 
il ricordo del passato: la Giudea sar\u00e0 d'ora in avanti la Palestina.
{K}I GIUDEI SI ORGANIZZANO{/}

La popolazione giudaica di Palestina non era ormai che l'ombra di quel 
ch'era stata: il numero di vittime era considerevole e ancor pi\u00f9 quello 
dei prigionieri venduti come schiavi. Questo "piccolo resto" tuttavia 
porter\u00e0 a termine il lavoro considerevole abbozzato gi\u00e0 in Iamnia tra una 
ribellione e l'altra e proseguito senza sosta nelle scuole rabbiniche in 
varie citt\u00e0 della Palestina. Le sinagoghe esperimentano un grande 
sviluppo, soprattutto in Galilea dove risieder\u00e0 d'ora in avanti il 
Sinedrio.
L'imperatore Antonio Pio (138-161) \u00e8 un uomo retto e cosciente; i suoi 
contemporanei non risparmiarono elogi circa la sua semplicit\u00e0 e la su 
equanimit\u00e0. Rispettoso della diversit\u00e0 dei suoi sudditi, concede 
nuovamente ai giudei il diritto a praticare la circoncisione, per\u00f2 solo 
alle persone nate da padri giudei. I favori di Roma non sono 
disinteressati: il pericolo parto \u00e8 sempre latente alla frontiera 
orientale dell'impero; le comunit\u00e0 giudaiche della Mesopotamia sono 
potenti e si pu\u00f2 sempre temere che seguano un partito nemico. Roma non 
vacilla perci\u00f2 nel rafforzare i poteri del Sinedrio, che conferisce al 
proprio presidente il titolo di Patriarca dei giudei.
{K}CRISTIANI IN PALESTINA{/}

Nei primi momenti, la comunit\u00e0 cristiana di Gerusalemme era composta di 
giudei della Palestina; formati alla scuola dei profeti, alimentati dalle 
parole dei profeti, e specialmente dai testi di Isaia sul servo di 
Yahweh, riconobbero in Ges\u00f9 di Nazaret il Messia annunciato ai loro 
padri{C}: "Quello di cui hanno scritto Mos\u00e8 nella legge ed i profeti, noi 
l'abbiamo trovato: Ges\u00f9, figlio di Giuseppe, da Nazaret" {/}come dir\u00e0 
Filippo a Natanaele [Gv_1,45].
Per questi "cristiani della circoncisione" -come spesso saranno designati 
per distinguerli dai cristiani di origine pagana- la Legge non \u00e8 stata 
abrogata ma trasfigurata. Non trascurano nulla delle osservanze 
prescritte dalla Torah, per\u00f2 la loro fede in Cristo li rende sospetti 
agli occhi degli altri giudei, e i conflitti sono allora frequenti. Non \u00e8 
meno interessante per gli altri costatare che a motivo della prima 
ribellione giudaica, i giudeo-cristiani della Giudea cercarono rifugio in 
Samaria, e dopo in Pella, in Transgiordania [Mc_13,14], mantenendosi cos\u00ec 
al margine delle ostilit\u00e0 scatenate dai giudei contro Roma.
Per\u00f2, le due rivolte giudaiche non fecero che accrescere la diversit\u00e0 
della popolazione in Palestina: greci, siriani e gente che era arrivata 
da tutti i paesi d'Oriente sgomitavano con i giudei che erano 
sopravvissuti ai massacri e alle deportazioni. I giudeo-cristiani si 
vedevano quindi tra giudei che non si fidavano pi\u00f9 di loro e cristiani 
usciti da altri popoli. Questa situazione contribu\u00ec alla rottura del 
gruppo.
Alcuni riconoscevano in Ges\u00f9 di Nazaret il Messia, Figlio di Dio fatto 
uomo, mentre altri si limitavano a professare il suo carattere 
messianico: tra entrambi c'erano molte varianti. Gi\u00e0 a met\u00e0 del secolo 
secondo, Egesippo, un cronista della chiesa di Palestina, nomina una 
dozzina di sette giudeo-cristiane, senza alcun legame con la grande 
chiesa nella quale i fedeli di origine pagana sono la grande maggioranza. 
Tali piccole comunit\u00e0 private di un qualsiasi appoggio e divise si 
estinsero. Cos\u00ec, quando, nel concilio di Nicea, nel 325, si fa il censo 
dei vescovi assistenti che rappresentavano le comunit\u00e0 di Palestina, ci 
si rende conto che nessuno di loro porta un nome ebreo.
Prima di sparire, le comunit\u00e0 giudeo-cristiane lasciarono una letteratura 
abbondante. Tali opere abbastanza disuguali, tra le quali si possono 
menzionare {C} il Vangelo secondo gli Ebrei, il Vangelo di Pietro, la 
storia della Dormizione della Santa Madre di Dio e la storia del 
falegname Giuseppe{/}, non sono state ammesse dalla chiesa nel Canone delle 
scritture.
