{N}IL TEMPO DEI RE{/}

Una disfatta fa prendere coscienza agli Israeliti del pericolo che 
rappresenta una mancanza di coesione di fronte alla forza dei {N}filistei{/}. 
I capi nomadi si recano dal profeta Samuele e gli chiedono un re. 
Comincia cos\u00ec il regno di Israele. I re di Gerusalemme si scontreranno 
per\u00f2 molto presto con l'individualismo delle trib\u00f9 e ancora di pi\u00f9 con 
l'opposizione storica tra trib\u00f9 del nord e del sud. Dopo la morte di 
Salomone, il regno di Davide si divider\u00e0 in due.
{K}LA SCONFITTA DI EBEN-EZER{/}

Verso l'anno 1050, la crescita demografica degli antichi nomadi che 
preoccupava i piccoli regni della Palestina, fece scoppiare il conflitto 
tra la federazione filistea e le trib\u00f9 d'Israele. Il libro di Samuele 
inizia con il racconto di uno scontro disastroso contro la federazione 
filistea: {C}"I filistei si schierarono contro Israele e il combattimento 
divamp\u00f2. Israele fu battuto dai Filistei, che uccisero tra le schiere sul 
campo circa quattromila uomini" {/}[1Sm_4,2].
{K}GLI ANZIANI CHIEDONO UN RE{/}

I filistei stabilitisi gi\u00e0 da due secoli lungo la costa del sud, 
rappresentavano il principale pericolo. Nella battaglia di Eben-Ezer 
avevano mostrato la superiorit\u00e0 del loro armamento e la forza della loro 
unione. Per i nomadi, tanto gelosi della propria indipendenza, la 
centralizzazione del potere divenne allora una necessit\u00e0 e decisero di 
seguire la via della saggezza. Avvenne allora l'elezione di {N}Saul{/}.
{K}DAVIDE{/}

Saul fu un re di transizione, ma l'elezione di Davide da parte di Dio e 
la sua consacrazione per mano di {N}Samuele{/}, segnano una svolta decisiva 
nella storia d'Israele. Appena asceso al trono, Davide si impegna a 
restaurare l'unit\u00e0 delle trib\u00f9 che si era frantumata alla morte di Saul. 
Per evitare favoritismi, si conquista la propria capitale, che non 
figurava nel catasto di alcuna trib\u00f9. La citt\u00e0 era rimasta infatti, fino 
a quei giorni, in mano dei gebusei, un ramo della grande famiglia 
cananea. Davide se ne impadronisce. \u00c8 {N}Gerusalemme{/}. Questa sar\u00e0 tanto 
citt\u00e0 di Davide che Citt\u00e0 di Dio: di l\u00ec, il primo atto emanato dal re \u00e8 
l'ordine che l'Arca dell'Alleanza salga fino alla nuova capitale.
I primi anni di Davide sono dedicati alle guerre che gli permettono di 
imporsi prima come unico sovrano d'Israele e poi come leader di Siria e 
Palestina. Per alcuni anni il re impone la "pace israelita" a tutti i 
vicini. La popolazione israelita domina il paese, mescolata per\u00f2 ancora 
con i popoli pi\u00f9 antichi, i {N}filistei {/}e soprattutto i {N}cananei{/}, che non 
spariscono e che ricupereranno il potere ogni volta che ne avranno 
l'occasione. Anche se Israele imporr\u00e0 di qui in avanti la sua legge, la 
cultura cananea resister\u00e0 e le denunce dei profeti sono una testimonianza 
dell'importante ruolo delle culture cananee fino al ritorno dall'Esilio, 
nella vita quotidiana del popolo eletto.
Tra i figli di Davide, nati da mogli diverse, si scatena la lotta per la 
successione, fino a che {N}Salomone{/} non la conquista grazie all'appoggio 
del profeta {N}Natan{/}, che in lui vede l'eletto del Signore. Per\u00f2 la sua 
ambizione e l'ansia di voler ben figurare lo spingono presto ad una 
politica di prestigio: si sposa allora con donne straniere, e perfino una 
figlia del faraone entra a far parte dell'harem reale. Accoglie la 
{N}regina di Saba{/}, stabilisce alleanze con tanti, commercia con l'Asia 
Minore. Questa politica, in cui il gusto per il lusso va unito ai tanti 
compromessi anche religiosi, attrae tanto i rimproveri di Dio quanto la 
collera del popolo.
Il popolo \u00e8 stanco dei lavori forzati sempre pi\u00f9 numerosi, della frusta 
dei capi dei lavori pubblici. Per questo, alla morte di Salomone, scoppia 
il conflitto. Davanti alla protesta dei capi trib\u00f9, andati a {N}Sichem{/} per 
esporre la causa del popolo al giovane re, {N}Roboamo{/}, questi si 
irrigidisce. La reazione \u00e8 immediata. Si dichiara lo scisma e si produce 
subito la secessione delle trib\u00f9 del nord che si uniscono a {N}Geroboamo{/}, 
il quale fa di Sichem la sua nuova capitale.
{K}UNO SCISMA RELIGIOSO{/}

La rottura politica produce subito anche uno scisma religioso: 
{C}"Geroboamo pens\u00f2 pure in cuor suo: 'Stando cos\u00ec le cose, il regno 
ritorner\u00e0 alla casa di Davide; se questo popolo continuer\u00e0 a salire al 
tempio del Signore in Gerusalemme per offrirvi sacrifici, il cuore di 
questo popolo ritorner\u00e0 al suo signore, a Roboamo, re di Giuda, e mi 
uccideranno'. Eresse il santuario delle alture e costitu\u00ec sacerdoti, 
presi dal popolo comune, che non erano figli di Levi" {/}[1Re_12,26] - 
[1Re_12,31].
In effetti, \u00e8 vero che nonostante l'esistenza di santuari provinciali, 
come quello di Arad, scoperto di recente nel corso di scavi archeologici 
condotti a nord di Bersabea, il tempio di Gerusalemme edificato da 
Salomone rappresentava per gli ebrei, sia del nord che del sud, un polo 
d'attrazione, e pertanto un vero pericolo per l'autorit\u00e0 dei re 
d'Israele.
In seguito, esattamente per due secoli, Israele rester\u00e0 diviso in due 
regni nemici. A nord, \u00e8 il cosiddetto Regno di Israele, pi\u00f9 esteso e 
potente; a sud, i discendenti di Davide, stabilitisi in Gerusalemme, 
regneranno sopra una nazione pi\u00f9 modesta, formata essenzialmente dalla 
trib\u00f9 di Giuda: il Regno di Giuda. \u00c8 per\u00f2 senza dubbio questa che occupa 
il primo posto nella Bibbia.
{K}1. IL REGNO DI ISRAELE{/}

Trascinandosi dietro dieci delle dodici trib\u00f9 di Israele, Geroboamo 
divenne il sovrano di un regno molto pi\u00f9 importante di quello del sud 
attorno a Gerusalemme. Di qui in poi, il regno del nord sar\u00e0 designato in 
maniere diverse: {C}Regno di Israele, {/}o semplicemente "Israele", perch\u00e9 
raggruppa i territori della Palestina centrale, che conserva gelosamente 
il ricordo del suo patriarca Israele-Giacobbe; {C}Efraim, {/}per l'importanza 
di questa trib\u00f9 nel nuovo regno; {C}Regno di Samaria {/}o Samaria, dal nome 
della nuova capitale che prest\u00f2 gli dar\u00e0, come re, Omri.
{K}SICHEM, TIRSA (TIRZA), SAMARIA{/}

All'inizio, {N}Geroboamo{/} mantenne Sichem per capitale del suo regno. 
Presto per\u00f2 dovette abbandonarla. Gi\u00e0 nei primi anni del suo regno, 
infatti, il pericolo egiziano lo obbligava ad abbandonare l'antica citt\u00e0 
dove per la prima volta Abramo aveva eretto un altare a Yahweh [Gn_12,7]. 
Il faraone Sheshonk (Shishak), dopo essersi impossessato di diverse 
piazze forti del regno di Giuda, aveva imposto a Roboamo un pesante 
tributo da versare; le sue truppe scorribandavano ora per le terre 
d'Israele. Geroboamo attravers\u00f2 il Giordano e si pose al riparo oltre il 
fiume, installandosi in {N}Penuel{/}. Passato il pericolo, ritorn\u00f2 in 
Cisgiordania, ma non a Sichem. Scelse invece Tirza come capitale, nella 
montagna di Efraim.
Un colpo di stato e l'incendio del palazzo reale portarono ad un nuovo 
cambiamento della capitale: {C}"Omri divenne re d'Israele per dodici anni. 
Egli regn\u00f2 sei anni in Tirza. Poi, per due talenti d'argento, acquist\u00f2 da 
Semer il monte di Samaria: costru\u00ec sopra il monte" {/}[1Re_16,23] - 
[1Re_16,24].
L'elezione di {N}Omri {/}era ben calcolata: Tirza, costruita alla fonte di 
uno dei torrenti che scendono dalla catena centrale al Giordano, non 
aveva altro sbocco che verso i territori seminomadi della Transgiordania: 
doveva venir fuori dall'isolamento e mirare ad altri orizzonti.
Pi\u00f9 ricco e potente del regno di Giuda, Israele avrebbe potuto godere di 
una migliore sorte. Invece, nonostante alcuni grandi re come Omri, 
{N}Acab{/}, e negli ultimi decenni, {N}Geroboamo II{/}, gli intrighi e i numerosi 
colpi di stato (nove in poco pi\u00f9 di due secoli), resero impossibile una 
politica coerente. Inoltre, il regno di Israele dovette respingere in 
varie circostanze attacchi degli aramei di {N}Damasco{/} che rappresentavano 
una minaccia costante lungo la frontiera nord orientale.
I libri della Bibbia, scritti o totalmente riveduti nel regno rivale di 
Giuda, sono parziali quando parlano dei re d'Israele. Non tradiscono per\u00f2 
la verit\u00e0 quando mostrano l'influenza preponderante della cultura cananea 
e dei culti locali su Israele, con i vari {N}Baal{/} e le {N}Astarti{/}, anche se 
quelli del sud danno l'impressione di guardare poco ai fratelli separati 
del nord. Nonostante tutto, assegnarono un posto a parte a tradizioni e 
documenti che si riferivano ai due profeti eccezionali del nord: {N}Elia 
{/}ed {N}Eliseo{/}.
{K}LE ULTIME ORE{/}

Il risveglio dell'{N}Assiria{/} port\u00f2 alla rovina il regno di Israele. Con 
Assurbanipal II, gli eserciti avevano fatto progressi considerevoli 
militarmente. Possedevano ora macchine d'assedio micidiali, capaci di 
espugnare le citt\u00e0 pi\u00f9 fortificate. La cavalleria aveva sostituito i 
pesanti carri, e i distaccamenti degli arcieri e dei lancieri 
costituivano le punte della fanteria. {N}Pekach{/} che regnava allora su 
Israele, fu un incosciente a stabilire con Damasco una colazione contro 
{N}Tiglat-Pilezer{/}: gli cost\u00f2 la met\u00e0 del suo regno. Osea, alcuni anni pi\u00f9 
tardi, commise lo stesso errore. L'assiro {N}Salmanassar{/} V lo fece 
arrestare. {C}"Il re d'Assiria invase tutto il paese e giunse in Samaria, 
cui pose l'assedio per tre anni" {/}[2Re_17,5]. L'anno 721 a.C., il regno 
d'Israele aveva cessato di esistere. Il suo territorio fu smembrato in 
quattro province che divennero assire: Meghiddo, Dor, Galaad e Samaria.
{K}IL REGNO DI GIUDA{/}

Quando {N}Roboamo {/}era tornato a Gerusalemme, sfuggendo alle trib\u00f9 ribelli, 
si trov\u00f2 in testa ad un regno amputato, che ora andava per conto proprio, 
sia come alleato che come nemico, rispetto al suo vicino del nord, 
Israele. A differenza di quest'ultimo, mai per\u00f2 Giuda cambi\u00f2 la sua 
capitale, conservando la citt\u00e0 che Davide aveva espugnato. Questo regno 
del sud apparir\u00e0 nel testo biblico con i nomi di {C}Regno di Giuda {/}o 
semplicemente {C}Giuda, {/}e altre volte {C}Gerusalemme, {/}designandosi, in 
questi casi, con la capitale, tutto il regno.
{K}GIUDA, REGNO DELLA PROMESSA{/}

Come ogni lignaggio reale, anche quello di Davide avr\u00e0 i suoi grandi 
sovrani e i suoi monarchi di basso profilo; vivr\u00e0 ore di gloria e momenti 
di miseria e di umiliazione. Per\u00f2, a differenza di qualsiasi altro 
lignaggio, porter\u00e0 con s\u00e9 una promessa divina che perdurer\u00e0 attraverso i 
secoli e che trover\u00e0 il suo coronamento nel regno universale di Ges\u00f9. Per 
mezzo della voce del profeta {N}Natan{/}, Dio steso si era compromesso con la 
famiglia di Davide, e Dio \u00e8 fedele alle promesse: la stabilit\u00e0 dinastica 
ne era il primo segno. Una prova esauriente di questa fedelt\u00e0 ebbe luogo 
a motivo del colpo di stato della regina {N}Atalia{/} (841-835 a.C.).
Figlia di Acab, re di Israele, di origine fenicia per via della madre 
{N}Gezabele{/}, Atalia pens\u00f2 di aver massacrato sistematicamente tutti i 
discendenti del re. Il pi\u00f9 giovane per\u00f2 si era salvato [2Re_11,1] - 
[2Re_11,3]. Quando il principino aveva sette anni, il sommo sacerdote 
organizz\u00f2 un complotto contro la regina. Il bambino fu incoronato re e la 
nonna, condannata a morte: la dinastia di Davide recuperava cos\u00ec suoi 
diritti.
{K}GIUDA NELLA POLITICA INTERNAZIONALE{/}

La promessa di Dio non imped\u00ec per\u00f2 che Gerusalemme conoscesse tutti gli 
andirivieni comuni a ogni storia. Di ritorno a Gerusalemme, dopo lo 
scisma di Sichem, Roboamo aveva iniziato a preparare una spedizione 
contro le trib\u00f9 del nord con l'intento di sottometterle di nuovo a 
Gerusalemme. Il profeta Semaia per\u00f2 lo fece ragionare e il re rinunzi\u00f2 al 
suo progetto. Poco dopo gli egiziani, sotto la guida di Sheshonk I (950-
929 a.C.) intrapresero una campagna contro Giuda, durante la quale tempio 
e palazzo reale furono spogliati delle loro ricchezze. Restava cos\u00ec messa 
a nudo la fragilit\u00e0 del regno. Quando due secoli pi\u00f9 tardi i re di 
Samaria e di {N}Damasco{/} vollero impegnare anche Gerusalemme in una 
coalizione contro l'Assiria (734 a.C.), Acaz, che allora regnava in 
Giuda, ascoltando i saggi consigli del profeta Isaia, si rifiut\u00f2 di 
aderirvi. Fortuna per lui: si liber\u00f2 dal problema pagando solo un forte 
tributo. Gli alleati per\u00f2 persero i loro regni.
{K}EZECHIA{/}

Venne tuttavia l'ora anche per l'Assiria: mentre da un lato le minacce 
esterne sempre pi\u00f9 numerose mantenevano in scacco gli eserciti di Ninive, 
dall'altro, le crisi di palazzo scuotevano il potere a ogni cambio di re. 
I regni sottomessi e ridotti a province dell'impero assiro approfittarono 
di queste congiunture per scrollarsi di dosso il giogo dell'oppressione: 
i pi\u00f9 attivi nella ribellione furono, evidentemente, Egitto e 
{N}Babilonia{/}. Ezechia credette allora opportuno allearsi ai ribelli, 
contando soprattutto sull'appoggio del faraone. Ma gli and\u00f2 male. 
{C}"Senn\u00e0cherib, re di Assiria, sal\u00ec contro tutte le citt\u00e0 fortificate di 
Giuda e le espugn\u00f2. Allora Ezechia, re di Giuda, mand\u00f2 a dire al re di 
Assiria, a Lachis: 'Ho sbagliato! Ritirati da me e io accetter\u00f2 tutto 
quello che m'imporrai'. Il re di Assiria impose ad Ezechia, re di Giuda, 
trecento talenti d'argento e trenta talenti d'oro. Ezechia consegn\u00f2 tutto 
l'argento che si trovava nel tempio del Signore e nei tesori del palazzo 
reale" {/}[2Re_18,13] - [2Re_18,16].
Per\u00f2 {N}Sennacherib {/}(705-681 a.C.) ritorn\u00f2, con l'intenzione, a quanto 
pare, di chiudere definitivamente i conti con Gerusalemme. Fu allora che 
il re, consigliato dal profeta Isaia, si rifiut\u00f2 d'arrendersi e, Dio, 
rispondendo alla sua preghiera, intervenne. Dovendo impegnarsi a 
soffocare la ribellione dell'Egitto, Sennacherib lev\u00f2 precipitosamente 
l'assedio alla Citt\u00e0 Santa. Non vi sarebbe pi\u00f9 ritornato. Dieci anni 
dopo, i suoi due figli lo avrebbero ucciso di spada, in Ninive, nel 
tempio del suo dio Nisroch.
{K}I PROFETI{/}

La storia del regno di Giuda non avrebbe avuto pi\u00f9 che un significato 
provinciale se i quattro secoli della sua storia, a partire dal regno di 
Davide verso il 1000 a.C. e fino all'Esilio dell'anno 587 a.C., non 
fossero stato anche il tempo dei profeti, o almeno dei pi\u00f9 grandi di 
loro. Sono proprio i libri profetici della Bibbia quelli che ci 
conservano la parte pi\u00f9 significativa di questa storia, di cui sono 
interpreti. Anche quando la loro testimonianza e i loro richiami in forma 
di oracoli non riuscirono ad arrestare la lenta quanto inevitabile 
decadenza del piccolo regno di Gerusalemme, furono essi coloro che fecero 
dell'alleanza sigillata sul Sinai e delle promesse di Dio, una forza 
spirituale definitivamente radicata nel popolo di Israele. Senza di loro 
non si potrebbero capire i continui ritorni di Israele all'Alleanza che 
Dio aveva loro insieme offerta e imposta.
I primi richiami all'alleanza, che rimase viva anche nei momenti 
peggiori, furono la Grande Pasqua di {N}Ezechia {/}e la riforma di {N}Giosia{/}. 
Sar\u00e0 quindi la volta dell'avventuroso quanto straordinario ritorno 
dall'Esilio. In ultimo sar\u00e0 l'apostolato tra i pagani, che prepar\u00f2 
l'evangelizzazione del mondo. A questo punto non c'\u00e8 di meglio che 
leggere i libri sacri.
{K}LA GRANDE PASQUA{/}

Era il tempo, prima o dopo l'anno 700 a.C., quando il profeta {N}Isaia 
{/}pronunciava i suoi oracoli non esitando a intervenire direttamente nella 
politica del re. Anche quando pu\u00f2 sembrare che i profeti parlino molto 
senza essere ascoltati, questi e le loro confraternite, esercitarono, in 
realt\u00e0, una forte influenza sul popolo. Il secondo libro delle Cronache 
attribuisce al re {N}Ezechia{/} un'opera di riforma importante sul piano 
religioso. E la manifestazione pi\u00f9 evidente di questo rinnovamento fu la 
Grande Pasqua che si celebr\u00f2 in Gerusalemme nell'anno 700. Il popolo di 
Giuda, venendo a conoscere e riflettendo sugli errori che avevano portato 
alla rovina il regno di Samaria, comprese che era necessario ritornare 
alle proprie origini spirituali. Molti sacerdoti del regno del nord si 
erano rifugiati a Gerusalemme e avevano preso parte a questo sforzo di 
regolare tutta la vita del popolo conformemente alla legge di Mos\u00e8, 
adattata alle circostanze d'epoca. Fu probabilmente allora che fu redatto 
il Deuteronomio, la cui scoperta, ottanta anni dopo, sarebbe all'origine 
della Riforma di Giosia.
Questo risveglio religioso per\u00f2 non dur\u00f2 pi\u00f9 di alcuni anni. Dopo segu\u00ec 
il lungo regno di {N}Manasse{/}. La preponderanza dell'Assiria si faceva 
sentire fin nell'istituzione religiosa. E cos\u00ec, ancora una volta, le 
religioni importate soppiantarono il culto di Yahweh nel suo stesso 
tempio. A Manasse successe suo figlio, Amon, che segu\u00ec le orme paterne e 
fin\u00ec assassinato dai militari. Allora per\u00f2, come ai tempi di Atalia, gli 
elementi pi\u00f9 sani del "popolo del paese", vale a dire i benestanti di 
Gerusalemme, fecero scacco ai complottatori e sul trono misero un figlio 
del defunto, un ragazzo chiamato Giosia. 
{K}LA RIFORMA DI GIOSIA{/}

Dopo la morte dei re persecutori, i fedeli ricominciarono a risvegliarsi. 
n avvenimento fortuito contribu\u00ec a stimolare la ripresa ancora timida: la 
scoperta, in un settore del tempio, del libro della Legge, che in realt\u00e0 
era la prima edizione del {N}Deuteronomio{/}. Nel libro dei Re, si pu\u00f2 
leggere un racconto di questo evento che doveva diventare decisivo.
Mentre si lavorava alla restaurazione del tempio, il re Giosia mand\u00f2 lo 
scriba Safan a Chelkia: {C}"Sali dal sommo sacerdote Chelkia". "Il sommo 
sacerdote Chelkia disse allo scriba Safan: 'Nel tempio del Signore ho 
trovato il libro della legge'. Chelkia diede il libro a Safan e questi lo 
lesse" {/}[2Re_22,3].
Era l'anno 622. A partire da allora, Giosia, che aveva ventisei anni 
d'et\u00e0, si consacr\u00f2 a riformare la sua vita e quella del suo popolo.
Approfittando della decadenza dell'impero assiro, Giosia intraprese la 
conquista del territorio di Israele, passato ad essere una provincia 
assira da cento anni ormai. Vi distrusse i santuari provinciali pi\u00f9 o 
meno sospetti di sincretismo e abbatt\u00e9 gli idoli. Rinforz\u00f2 il clero di 
Gerusalemme. Si prima tutti i leviti partecipavano del sacerdozio, d'ora 
in avanti soltanto i leviti di Gerusalemme, che erano considerati 
discendenti di Aronne, sarebbero stati considerati sacerdoti, mentre 
quelli reinseriti dopo l'eliminazione dei santuari di provincia del nord, 
sarebbero rimasti semplicemente leviti.
{K}LA MORTE DEL GIUSTO E IL RITORNO DI RE EMPI{/}

{N}Giosia{/}, il santo re della riforma, mor\u00ec vittima d'un errore politico. 
Da molto tempo Israele faceva da tappo tra l'Egitto e l'Assiria. Quando 
Babilonia inizi\u00f2 a minacciare seriamente il potere assiro, il Faraone, 
preoccupato dal dinamismo di questa nuova grande potenza, volle andare in 
aiuto all'Assiria debilitata, dimenticando l'antica ostilit\u00e0. Giosia 
s'aspettava invece la rovina definitiva dell'Assiria, per realizzare 
finalmente il suo progetto di riunificare l'antico regno di Davide. Non 
vide quindi di buon occhio l'intervento dell'Egitto come arbitro dei 
conflitti del Vicino Oriente. Lo scontro tra {N}Necao{/} II e Giosia ebbe 
luogo a {N}Meghiddo{/}, e fu fatale per Giosia che fu ucciso da Necao 
[2Re_23,29] - [2Re_23,30]. Correva l'anno 609 a.C.
Come aveva potuto, Dio, permettere che morisse Giosia, il re che aveva 
attuato tali riforme? Lo scandalo segn\u00f2 profondamente la riflessione 
giudaica posteriore e anche l'annuncio del Vangelo.
Morto Giosia non ci fu pi\u00f9 un orientamento sicuro. Il figlio Ioacaz sal\u00ec 
al trono solo per essere incatenato dal faraone e sostituito con uno dei 
suoi fratelli, Ioakim.
{K}LA ROVINA DEL REGNO DI GIUDA{/}

A causa della sua tappa in Giudea, il faraone arriv\u00f2 troppo tardi in 
aiuto all'assiro. Quando, un giorno dell'anno 605 a.C., davanti a 
{N}Carchemis{/}, dove s'era ripiegato Assur Ubalit, ultimo sovrano 
dell'Assiria, per riunire le spoglie del suo regno, il faraone fu 
spazzato via dagli uomini del giovane {N}Nabucodonosor{/}, che da poco aveva 
preso il posto di suo padre Nabopolassar sul trono di Babilonia. 
Nonostante questa umiliante disfatta, n\u00e9 i principi d'Egitto n\u00e9 i reucci 
da poco passati dal giogo di Ninive a quello di Babilonia, accettarono 
che il prestigioso paese del Nilo perdesse la sua gloria passata. A 
Gerusalemme il partito pro-egiziano si impose tra i membri della famiglia 
reale e i capi dell'esercito, mentre i pi\u00f9 saggi, come {N}Geremia{/} erano 
sospettati di complicit\u00e0 con i caldei.
L'inevitabile dramma si consumer\u00e0 dieci anni dopo. Quando Psammetico II 
sal\u00ec al trono d'Egitto (593 a.C.) si attir\u00f2 le simpatie dei piccoli stati 
che mal sopportavano il giogo di Babilonia. Anche Giuda, sottomesso ad un 
pesante tributo, si schier\u00f2 contro Babilonia. 
{K}DISPERSI TRA LE NAZIONI{/}

Di fronte al pericolo caldeo, ogni giorno pi\u00f9 angustiante, molti optarono 
per l'abbandono del paese e la fuga in Egitto, riavviando cos\u00ec un 
movimento di diaspora gi\u00e0 iniziato con l'invasione del regno del nord da 
parte degli assiri alla fine del secolo ottavo. Questi emigrati 
soccomberono per\u00f2 rapidamente alla tentazione di assimilazione e di 
sincretismo. Un esempio ne fu la comunit\u00e0 di Elefantina, nell'Alto 
Egitto. Secondo i manoscritti rinvenuti in quest'isola del Nilo, si 
trattava di una colonia militare creata dai faraoni per difendere la 
frontiera sud dell'impero. Dimenticando le prescrizioni del Deuteronomio, 
che facevano del tempio di Gerusalemme l'unico luogo di culto in Israele, 
questi giudei rifugiati in Egitto edificarono un tempio dove veneravano, 
oltre Yahweh, anche altre divinit\u00e0 come Eschem-Betel, Herem-Betel, o 
Anat-Betel. Questo per\u00f2 non impediva loro di continuare a celebrare le 
grandi feste tradizionali di Israele. Sradicati dal loro popolo, privi di 
un vero appoggio per la fede, questi coloni furono assorbiti dal 
paganesimo che li circondava e le loro orme scompariranno nei primi anni 
del quarto secolo a.C.
