{N}OFEL{/}

Ofel \u00e9 il nome con il quale abitualmente si designa l'antica citt\u00e0 di Davide. Di per s\u00e9 il termine{C} {/}significa "tumore" e metaforicamente "colle". Di fatto, il luogo \u00e8 caratterizzato da una protuberanza del terreno immediatamente ai piedi del Monte del Tempio. Quando la citt\u00e0 si estese sulla collina occidentale port\u00f2 con s\u00e9 il suo nome antico, Sion, rimanendo Ofel il termine per indicare soltanto la vecchia citt\u00e0 di Davide, stabilita ad una altezza di m 708-630 s/m e che scende dalle mura della spianata del Tempio verso la piscina di {N}Siloe{/}. Ad ovest \u00e8 delimitata dal {N}Tyropeion {/}e ad est dal {N}Cedron{/}.
Questo triangolo esteso per quattro o cinque ettari, su cui sorge Gerusalemme, conserva le orme di un passato che si illumina nella misura in cui procedono gli scavi archeologici. Poco per volta si pu\u00f2 decifrare sulle pietre che restano la storia della citt\u00e0 con le sue mura, le antiche abitazioni e le ingegnose opere realizzate lungo i secoli per sottrarre agli occasionali nemici le preziose acque del Ghicon (Ghihon). 
Si comprende il ruolo che ha giocato la Citt\u00e0 Santa nella storia degli uomini e dei credenti.

{K}- LA CITT\u00c0' DI DAVIDE{/}
Fin dalla fine del secolo XIX gli archeologi hanno cominciato ad interessarsi della storia di Gerusalemme. I grandi lavori di scavo furono per\u00f2 cominciati nella parte orientale dell'Ofel a partire dal 1962, fornendo una informazione molto valida sulla citt\u00e0 di Davide.

{K}LE ORIGINI{/}
L'Ofel era abitato gi\u00e0 dal IV millennio. Un insediamento, probabilmente agricolo, era apparso sulla parte orientale della collina fin all'inizio del III millennio. Il sito, abbandonato per pi\u00f9 di un millennio, era stato nuovamente ricostruito: sar\u00e0 questa la citt\u00e0 dei {N}Gebusei{/}, una citt\u00e0-regno come lo erano comunemente le citt\u00e0 della Palestina. Dei Gebusei parla la Bibbia a proposito delle conquiste d'Israele, elencando questa etnia tra le sette nazioni cananee ancora da sottomettere [Dt_7,1]. Di quel periodo, diciamolo pure, non si conosce nulla; eccetto un messaggio di un re di Gerusalemme, Abdi-Kheba (o Abdu-Heba), in caratteri cuneiformi, inviato al sovrano d'Egitto per chiedere aiuto contro l'invasione di Hapiru (Abiru). Il messaggio, che \u00e8 stato scoperto nell'archivio del faraone in El Amarna ci d\u00e0 un'idea delle possibili relazioni tra Egitto e questa citt\u00e0 durante il secolo XIV a. C. Di questo periodo datano anche gli enormi basamenti che dovevano sostenere la piazza forte della citt\u00e0 gebusea. 

{K}AL TEMPO DEI RE{/}
Ai piedi del pendio occidentale della collina, un muro israelita di 4,50 m di larghezza calca il tracciato di un pi\u00f9 antico muro gebuseo che proteggeva la citt\u00e0, le cui case si scaglionavano su per il pendio fin verso la cima. Molte di queste case sono state riportate alla luce, come una di pietra lavorata, composta di quattro stanze e chiamata "casa di Ariel", dal nome del proprietario scritto su ceramica; o come la "casa bruciata", o la "casa delle sfere". In quest'ultima, sono state rinvenute 51 sfere di argilla con nomi ebraici incisi sopra, tra i quali Ghemaria, figlio di Safan, alto funzionario del re Giosia nel 604 a.C. Questo nome \u00e8 citato anche da [Gr_36,9] - [Gr_36,12]. Vari reperti di ceramica dei secoli VIII e VII a.C., oggetti di metallo e legno, figurine della dea della fertilit\u00e0 e alcuni sigilli danno un'idea abbastanza precisa della cultura d'epoca. 
Tutte queste cose presentano fino ad oggi tracce della distruzione di Gerusalemme da parte dei Babilonesi. Il settimo giorno del quinto mese dell'anno diciannovesimo del regno di Nabucodonosor, uno dei suoi ufficiali, Nebuzardan, capo della guardia, entr\u00f2 in Gerusalemme, {C}incendi\u00f2 il tempio del Signore, il palazzo reale e tutte le case di Gerusalemme{/}, e le truppe della guardia caldea demolirono le mura della citt\u00e0 [2Re_25,8] - [2Re_25,10].

{K}NEEMIA RICOSTRUISCE LE MURA{/}
Quando Neemia giunse a Gerusalemme nel 445 per intraprendere la costruzione della citt\u00e0, costat\u00f2 con tristezza il danno e lo stato miserevole delle mura di cinta: {C}"Non avevo con me alcun giumento tranne quello che io cavalcavo. Uscii di nottetempo per la porta della Valle, verso la sorgente del Dragone e quindi verso la porta del Letame, ispezionando le mura di Gerusalemme diroccate e le porte divorate dal fuoco. Prosegu\u00ec verso la porta della Sorgente e la piscina del re; ma non v'era posto per far passare il giumento su cui stavo. Risalii allora per la Valle, sempre ispezionando le mura, di notte, e rientrando per la porta della Valle, rincasai. I magistrati non avevano saputo dove io me ne fossi andato, n\u00e9 che cosa intendessi fare... Allora dissi loro: 'Voi vedete la sciagura in cui ci troviamo. Gerusalemme \u00e8 distrutta e le sue porte sono consunte dal fuoco. Venite, ricostruiamo le mura di Gerusalemme!...' Allora essi esclamarono: 'Su, mettiamoci a costruire!' E presero coraggio nel dar mano a quest'opera egregia" {/}[Ne_2,12] - [Ne_2,18].
Un muro di cinta ricostruito varie volte, e dalla quale si possono osservare bene le rovine delle case del periodo, appartiene - nelle sue parti pi\u00f9 antiche - a questa ricostruzione realizzata al ritorno dall'esilio.

{K}RESTAURAZIONE NELL'EPOCA DEI MACCABEI{/}
Le lotte dei Maccabei contro i Seleucidi per ricuperare l'indipendenza della provincia giudaica e la libert\u00e0 religiosa causarono temibili colpi alle mura di Gerusalemme; il che rese nuovamente necessario mettere mano all'opera. Gionata stabil\u00ec la sua residenza a Gerusalemme e cominci\u00f2 a restaurare la citt\u00e0: {C}"cominci\u00f2 a ricostruire e a rinnovare la citt\u00e0, ordinando a quelli che eseguivano i lavori di costruire le mura e (la citt\u00e0) intorno al monte Sion con pietre quadrate come per una fortezza. E quelli fecero cos\u00ec" {/}[1Mc_10,10] - [1Mc_10,11]. Il primo libro dei Maccabei gira attorno allo stesso punto nel capitolo 12: "Appena tornato, Gionata convoc\u00f2 gli anziani del popolo e con loro decise di edificare fortezze nella Giudea, di sopraelevare le mura di Gerusalemme... Allora si riunirono per riedificare la citt\u00e0, {C}poich\u00e9 era caduta una parte del muro del torrente dalla parte di levante". {/}[1Mac_12,35] - [1Mac_12,37].


{K}- L'ACQUA {/}
Attorno al II millennio, intraprendendo i Gebusei la costruzione della loro capitale, si trovarono dinanzi al problema dell'acqua. Si era allora all'et\u00e0 del Bronzo, quando la cisterna calafata non era ancora stata inventata. C'erano per\u00f2 due sorgenti: {N}'{/}En ({N}Ain{/}) {N}Roghel {/}e {N}Ghicon{/}. La prima, nella confluenza della Geenna e del Cedron, era troppo lontana per essere protetta in caso d'assedio.

{K}LA SORGENTE DEL GHICON{/}
Le tre cisterne che a turno furono utilizzate per distribuire l'acqua alla citt\u00e0, partono tutte dalla Ghicon, che ancora oggi sgorga all'ultimo gradino della scala d'accesso. L'acqua scaturisce in un modo discontinuo, variando pi\u00f9 volte al giorno. Il nome stesso della sorgente allude al fenomeno, perch\u00e9 in ebraico {C}Gihon {/}significa "scaturigine", e quindi si associa alla radice {C}Giha,{/} presente sette volte nell'Antico Testamento. Questo fenomeno, che sembrava misterioso agli antichi, \u00e8 provocato in realt\u00e0 dal riempimento e svuotamento a intervalli regolari di un sifone naturale legato al tipo del terreno. Situata in basso rispetto alla citt\u00e0 di Davide, sul fianco orientale della scarpata, la sorgente versava la sua acqua nella valle del Cedron.

{K}LA CONSACRAZIONE DI SALOMONE{/}
Nel primo libro dei Re la sorgente appena menzionata serv\u00ec da cornice alla incoronazione di Salomone. Il re Davide, vecchio e malato, attendeva la morte nel suo modesto palazzo reale, assente ormai dagli intrighi intorno alla successione, mentre Gioab, capo dell'esercito, Abiatar, sommo sacerdote, e Adonia, fratello maggiore di Salomone tramavano per impadronirsi del trono che egli avrebbe presto lasciato. 
Avvertito della macchinazione da Bersabea, la madre di Salomone, e dal profeta Natan, il vecchio re riusc\u00ec, con un ultimo sforzo, a far ancora valere la sua autorit\u00e0 e ordin\u00f2 al profeta Natan e al sommo sacerdote Zadok: {C}"Prendete con voi la guardia del vostro signore, fate cavalcare mio figlio Salomone sulla mia stessa mula e conducetelo gi\u00f9 a Ghicon. L\u00ec il sacerdote Zadok e il profeta Natan lo ungeranno re d'Israele... Regner\u00e0 al mio posto poich\u00e9 l'ho costituito principe su Israele e Giuda" {/}[1Re_1,33] - [1Re_1,35].


{K}- I CANALI{/}
I tre sistemi idraulici alimentati dalla sorgente del Ghicon corrispondono a tre differenti tappe della storia d'Israele: il pozzo di Warren ("Warren Shaft", dal nome dell'archeologo Charles Warren che per primo lo esplor\u00f2 negli anni 1868-1869), il canale di Siloe e la galleria di Ezechia.

{K}IL POZZO DI WARREN{/}
Uno studio geologico recente ha dimostrato, con l'aiuto del radiocarbonio, che questo sistema idraulico sotterraneo risale all'epoca gebusea. Nel terreno calcareo che costituisce il sottosuolo della citt\u00e0 di Davide, le acque hanno causato, con l'erosione della roccia, gallerie e pozzi naturali, fenomeni assai curiosi di cui il genio umano ha approfittato, ingrandendoli, proteggendoli e sviluppandone l'efficacia a proprio vantaggio.
Il pozzo di Warren permette di accedere alla sorgente dall'interno della citt\u00e0 in caso di assedio, giacch\u00e9 la fonte si trovava fuori delle mura. Questo sistema include una galleria corta, irregolare, quasi orizzontale, che conduce l'acqua dalla Ghicon sino alla base di un pozzo verticale di 14 m di altezza. Per accedere alla cima di questo pozzo, gli abitanti di Gerusalemme si servivano di un galleria la cui entrata si trovava all'interno delle mura. Nel primo tratto la discesa era cos\u00ec ripida che era stato necessario incidere dei gradini sulla roccia; nel tratto seguente la pendenza era pi\u00f9 soave. Cos\u00ec gli abitanti della citt\u00e0 potevano ricavare acqua dalla fonte in tutta sicurezza, usando il solito sistema di pulegge, corde e otri. La combinazione - galleria e pozzo - \u00e8 un esempio eccellente di quello che \u00e8 un {C}sinnor{/}, vale a dire un sistema complesso per attingere dell'acqua, comune anche ai centri di Azor, Meghiddo e Ghezer.

{K}DAVID ESPUGNA GERUSALEMME{/}
Quando Davide, proclamato re dagli Anziani di Giuda e riconosciuto anche dalle trib\u00f9 d'Israele, decise di instaurare la sua capitale su un terreno neutro -- tra i due blocchi delle trib\u00f9 di nord e sud -- si stabil\u00ec nella citt\u00e0 gebusea di Gerusalemme, e la conquist\u00f2.
La narrazione biblica ci racconta: {C}"In quel giorno Davide aveva detto: 'Chiunque vuol battere il Gebuseo, lo raggiunga per il canale..." {/}[2Sam_5,8]. Gioab penetr\u00f2, allora, per l'entrata della sorgente del Ghicon servendosi della galleria che mena al fondo della spaccatura di Warren. La scalata non presentava particolari difficolt\u00e0 nonostante l'asprezza delle pareti e permetteva di rimontare la galleria, sufficientemente inclinato per facilitare l'accesso all'acqua, e sbucare per l'apertura dell'Ofel. 

{K}IL CANALE DI SILOE{/}
Il canale di Siloe, scavato nella roccia, \u00e8 un acquedotto che inizia alla sorgente del Ghicon, e corre verso sud lungo il pendio orientale della citt\u00e0. Porta l'acqua al Tyropeion attraverso la {N}piscina {/}antica [Is_22,11] o piscina inferiore [Is_22,9], un vasto serbatoio oggi trasformato in orto. 
Questo acquedotto anticamente irrigava i campi vicini della valle del Cedron, attraverso aperture praticate nelle pareti. Alcune di queste aperture sono ancora visibili oggi. Il canale si identifica con "Siloe" menzionato nel capitolo 8 del libro di Isaia, scritto durante il regno di Acaz.
Probabilmente Isaia pronunci\u00f2 qui, in presenza di Acaz, la celebre profezia della giovane che partorisce: {C}"Perci\u00f2 il Signore stesso dar\u00e0 a voi un segno. Ecco la giovane donna concepisce e partorisce un figlio e gli porr\u00e0 nome Emmanuele"  {/}[Is_7,14].
Ancora qui il profeta minaccia il re incredulo: "Poich\u00e9 questo popolo ha disprezzato le acque di Siloe che scorrono placidamente, e trema davanti a Rezin ed al figlio di Romelia, perci\u00f2 ecco che il Signore fa montare contro di voi le impetuose ed abbondanti acque del fiume, il re di Assur e tutta la sua gloria" [Is_8,6] - [Is_8,7]. Israele ha disprezzato la protezione di Dio, per riporre la sua fiducia nel re Tiglat-Pilezer III, che Acaz ha chiamato in aiuto. Ebbene, l'Assiro sar\u00e0 come  un fiume devastatore, un torrente che annienter\u00e0 i nemici di Giuda, ma far\u00e0 pesare sul piccolo Regno del Sud il giogo del suo temibile potere.

{K}IL CANALE DI EZECHIA{/}
Nel secolo VIII a.C. Ezechia, re di Giuda, intraprese un'opera audace e originale che non aveva simili nei paesi contemporanei a lui del Medio Oriente. Per assicurare la difesa di Gerusalemme e la provvigione dell'acqua per i suoi abitanti, visto che Sennacherib e il suo esercito minacciavano la citt\u00e0, costru\u00ec una galleria, giustamente celebre, che ha permesso a Gerusalemme di resistere all'assedio del 701 a.C., fino al giorno della sua liberazione miracolosa. Quando Ezechia vide che Sennacherib si avvicinava troppo, con l'intenzione di attaccare Gerusalemme, riun\u00ec i suoi capi e uomini pi\u00f9 valorosi e decise con il loro accordo di ostruire la fonte di acqua che si trovava fuori citt\u00e0... "Perch\u00e9 - si diceva - i re di Assiria dovrebbero venire e trovare acque abbondanti?" [2Cr_32,2] - [2Cr_32,4]. "Ezechia ottur\u00f2 l'uscita superiore delle acque di Ghicon e le diresse in basso verso l'occidente della citt\u00e0 di Davide [2Cr_32,30]. 
La galleria di Ezechia, che parte pure dalla sorgente del Ghicon, lunga 550 m, con 1 m di larghezza alla base e 4 m di altezza, utilizza parte di una galleria pre-esistente, che conduceva le acque dalla sorgente fino alla base del pozzo di Warren. Dopo si estende in forma sotterranea in lungo e in basso la citt\u00e0 di Davide fino a sboccare nella piscina di Siloe, nella parte estrema di Tyropeion. Con quest'opera (la nuova galleria e la piscina di Siloe, nella quale confluiscono le acque della sorgente del Ghicon) Ezechia progettava di aprire un punto protetto di distribuzione di acqua a sud dell'Ofel. E' possibile che per proteggere il nuovo serbatoio, Ezechia abbia innalzato le mura di cinta della citt\u00e0, ma di quest'opera non si \u00e8 ancora trovata traccia.

{K}UNA PRODEZZA TECNICA{/}
Gli scavi della galleria  di Ezechia sono stati una vera avventura: due squadre di operai erano partiti dalle estremit\u00e0 opposte e si erano incontrati pi\u00f9 o meno nel mezzo, in un punto facilmente identificabile. Evidentemente, l'incontro non fu esente da rischi e difficolt\u00e0. Un'iscrizione incisa sulla parete di pietra commemora quel giorno storico: {C}"Ecco come sono stati eseguiti gli scavi. Quando i picconi si urtarono l'uno con l'altro e quando non rimanevano pi\u00f9 di tre cubiti di terreno da demolire, si \u00e8 sentita la voce di qualcuno che gridava dall'altro lato, si \u00e8 allora aperta una breccia nella roccia, da destra a sinistra. Nel giorno della perforazione i minatori foravano la roccia cercando ciascuno il punto di incontro, piccone contro piccone. Allora le acque fluirono dalla fonte alla piscina, sopra milleduecento cubiti. La roccia si elevava cento cubiti sopra la testa dei minatori".{/}
Negli ultimi tratti, prima di incontrarsi, i due gruppi di scavatori dovettero farsi guidare dalla voce per incontrarsi con la controparte. Questo fa capire la perplessit\u00e0 che precedette l'incontro. E' possibile pure che i minatori si siano fermati a causa della roccia pi\u00f9 dura e che siano stati costretti a cambiare direzione,  la qual cosa spiegherebbe il tracciato ad S della galleria nella sua parte centrale. La galleria di Ezechia sbocca nella piscina di Siloe, la {N}piscina{/} superiore [Is_36,2], il nuovo serbatoio d'acqua da non confondersi con la piscina inferiore.

{K}LA PISCINA DI SILOE{/}
Durante la festa delle tende (o tabernacoli), celebrata all'inizio dell'autunno, prima dell'arrivo delle prime piogge, i sacerdoti si recavano ogni giorno alla piscina di Siloe per attingervi acqua con un recipiente d'oro per poi spargerla in libagione sopra l'altare del Tempio. In questa festa i pellegrini esprimevano il loro giubilo, agitando il {C}lulab{/} (un ramo di palma a cui si aggiungevano rami di salice , mirto e cedro), mentre cantavano il Grande Hallel (Salmi 113 - 118 secondo la numerazione ebraica). Quattro candelabri d'oro, accesi nell'atrio delle donne, illuminavano tutta la citt\u00e0; era allo stesso tempo una festa dell'acqua e della luce, alla quale il salmo 118 con il versetto 26: "Benedetto colui che viene nel nome del Signore" -- dava una connotazione messianica. 
La guarigione del cieco dalla nascita nel Vangelo di Giovanni si iscrive in questo contesto liturgico e messianico. Giovanni precisa, per l'occasione, che Siloe significa "inviato" [Gv_9,7]. Il luogo dove Ges\u00f9, dopo aver spalmato un poco di fango sugli occhi del cieco, lo mand\u00f2 a lavarsi, \u00e8 letteralmente la piscina dell'inviato. Ges\u00f9 stesso \u00e8 l'inviato di Dio che proclama: {C}"Io sono la luce del mondo. Colui che mi segue non cammina nelle tenebre, ma avr\u00e0 la luce della vita" {/}[Gv_8,12].
Nello stesso contesto dobbiamo leggere la promessa dell'acqua viva: "L'ultimo giorno, quello solenne della festa, Ges\u00f9 stava in piedi e proclam\u00f2 a gran voce: {C}'Se qualcuno ha sete, venga a me e beva. Colui che crede in me, come disse la Scrittura: fiumi dal suo ventre sgorgheranno di acqua viva'" {/}[Gv_7,37] - [Gv_7,39].

{K}LA GEENNA{/}
Situata a sud di Gerusalemme, tra il monte Sion e il monte del Cattivo Consiglio, la Geenna, sbocca nella valle del Cedron, ai piedi del villaggio di Siloe. Al momento della ripartizione della terra tra le trib\u00f9, la Geenna serv\u00ec da confine tra i territori di Giuda e Beniamino: "poi il limite... discendeva per la valle di Innom, sul pendio meridionale dei Gebusei, a sud, fino alla fonte di Roghel [Gs_18,16].Se tradizionalmente, nel Nuovo Testamento, questa valle \u00e9 chiamata Geenna, il suo nome in epoca israelita corrisponde a Ghe-Ben-Hinnom ("Valle del figlio di Innom") e deve il suo nome, probabilmente, ad un notabile Gebuseo o Cananeo.

{K}IL TOFET{/}
La triste fama di questa valle - il nome della quale sar\u00e0 utilizzato nel Nuovo Testamento come simbolo del luogo dei condannati - viene dalla pratica dei sacrifici dei bambini che i Cananei e pi\u00f9 tardi gli Israeliti idolatri offrivano al dio Moloch in questo luogo, come attestano numerosi testi dell'Antico Testamento: il re Acaz (che regn\u00f2 su Giuda dal 735 al 716 a.C.) {C}"imit\u00f2 la condotta dei re d'Israele e fece persino bruciare suo figlio, secondo le usanze abominevoli delle genti che il Signore aveva cacciato davanti ai figli d'Israele" {/}[2Re_16,3]. In effetti, gli scavi hanno portato alla luce resti di ossa di bambini carbonizzati.
I profeti insorsero con forza contro queste pratiche barbariche: {C}"Ascoltate la parola del Signore, re di Giuda e abitanti di Gerusalemme! Cos\u00ec dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: Eccomi, sto per far piombare una calamit\u00e0 su questo luogo che a chiunque l'ascolter\u00e0 vibreranno le orecchie. Infatti essi hanno abbandonato me ed hanno rigettato questo luogo e vi hanno offerto incenso ad altri d\u00e8i che non avevano conosciuto n\u00e9 essi n\u00e9 i loro padri n\u00e9 i re di Giuda, e hanno riempito questo luogo di sangue innocente. Hanno costruito le alture di Baal per bruciare i loro figli con il fuoco... Perci\u00f2 ecco: vengono giorni... in cui non si chiamer\u00e0 pi\u00f9 questo luogo 'Tofet e Valle Ben-Innom' bens\u00ec 'Valle del massacro'" {/}[Ger_19,3]

{K}AKELDAMA (HAKELDAMA){/}
Nella Geenna, il convento greco ortodosso di Sant'Onofrio (edificato nel 1874) consacra un luogo che dal secolo IV la tradizione ha considerato come "Campo del sangue".
Nei racconti evangelici Akeldama, appunto "Campo del sangue", sostituisce il nome primitivo di "Campo del vasaio" dopo che Giuda restitu\u00ec i trenta denari del tradimento: {C}"I capi dei sacerdoti, prese le monete d'argento, dissero: 'Non si possono mettere nella cassa delle offerte, poich\u00e9 \u00e8 prezzo del sangue'. Quindi decisero in consiglio di comprare, con quel denaro, il campo del vasaio, destinandolo alla sepoltura dei stranieri. Per questo quel campo si chiama fino ad oggi 'Campo del sangue'"{/}.
Cos\u00ec si adempirono alla lettera le parole di Zaccaria: {C}"Essi mi pesarono il mio salario: trenta sicli d'argento... il prezzo magnifico con cui sono stato stimato da loro!" {/}[Zc_11,12] 
