{N}GIUDEA{/}

L'uso di questo termine, Giudea, appare prima nei testi posteriori all'esilio (Tobia, Giuditta, Maccabei, Daniele e dopo, certamente, nel Nuovo Testamento). \u00c8 inoltre evidente che dietro di s\u00e9 Giudea nasconde il nome di Giuda. Ma gi\u00e0 a partire dalla cattivit\u00e0 in Babilonia, si attribu\u00ec il nome di Giudea alla parte meridionale della Palestina, compresa entro il Mare morto e il Mediterraneo, corrispondendo pi\u00f9 o meno all'antico regno di Giuda. Le frontiere, tuttavia, non erano stabili a causa di continui flussi prodotti da alleanze e da invasioni.
Alla radice dell'elezione di Davide e della citt\u00e0 di Gerusalemme da parte di Dio [1Re_11,13] questa regione della Palestina pass\u00f2 ad essere il cuore stesso di Israele.

{K}UNA REGIONE STRANA{/}
Da est ad ovest, il massiccio di Giudea, si suddivide in tre regioni molto diverse tra loro:
- La regione occidentale della Sefela, ai piedi della montagna, presenta un paesaggio di colline basse e rotonde, con ampie vallate coltivabili.
La montagna propriamente detta, che raggiunge anche i 1000 m di altezza, si estende lungo 40 km, da Betlemme a Bersabea. \u00c8 formata di altipiani calcarei in cui si incassano diversi {N}wadi{/}. Le pendici dei colli sono, quando possibile, coltivate a cereali, vigneti, oliveti e fichi. Quanto a Gerusalemme, si situa a nord di questa cresta montagnosa, non lontano dalla frontiera che, in epoca biblica, separava alla trib\u00f9 di Giuda da quella di Beniamino. Le vallate profonde che ritagliano la Giudea da est ad ovest, facilitano il passaggio tra la pianura costiera e la valle del Giordano.
Questa regione ha per\u00f2 anche il suo deserto: quello di Giuda, che inizia alle porte di Gerusalemme e discende, gradualmente, fino alla valle del Giordano e del mare Morto con una pendenza di 1400 m. Su questo pendio, la piovosit\u00e0 diminuisce e gli alberi si fanno sempre pi\u00f9 radi. Ci troviamo nei domini dei pastori, le cui pecore e capre cercano di strappare alle colline, durante grande parte dell'anno, il sottile manto d'erba.

{K}UN'ORIGINE INCERTA{/}
Il nome di Giuda pare di origine pi\u00f9 geografica che storica, al contrario di Neftali o di Efraim. In effetti, i testi pi\u00f9 antichi della Bibbia omettono la trib\u00f9 di Giuda; menzionano invece i diversi clan che la costituiranno pi\u00f9 tardi: i kenizziti, e tra loro i figli di {N}Caleb{/} e i clan di {N}Otniel{/}, i clan di Fares, di Sela e di Zerac. Si tratta di tutto un mosaico di famiglie nomadi che, ritrovando l'unit\u00e0 sotto lo scettro di Davide, prenderanno il nome della regione che occupano: il sud della Palestina.
Secondo le usanze delle societ\u00e0 di tradizione orale, e per rimarcare l'appartenenza di questa trib\u00f9 al popolo d'Israele, le si attribuir\u00e0 un antenato tra i figli di Giacobbe, e sua madre sar\u00e0 Lia, la sposa disprezzata, ma benedetta da Dio.
In effetti, dice il testo della Genesi: al vedere Yahweh che Lia era trascurata le apr\u00ec il grembo; in cambio, Rachele era sterile. Lia rimase incinta per la quarta volta e diede alla luce un figlio. {C}"'Questa volta celebrer\u00f2 il Signore'. Per questo lo chiam\u00f2 Giuda. Poi cess\u00f2 di partorire" {/}[Gn_29,31] - [Gn_29,35]. 

{K}BENEDIZIONE DEL PATRIARCA{/}
Sentendo approssimarsi la morte, Giacobbe chiam\u00f2 i figli. Dopo aver benedetto i primi tre, si rivolse a Giuda dicendogli: {C}"Giuda, te loderanno i tuoi fratelli; la tua mano sar\u00e0 sulla cervice dei tuoi nemici; a te si prostreranno i figli di tuo padre. Un giovane leone \u00e8 Giuda: dalla preda, figlio mio, tu risali: si rannicchia, si accovaccia come un leone e come una leonessa; chi lo pu\u00f2 disturbare? Non sar\u00e0 tolto lo scettro da Giuda n\u00e9 il bastone di comando di tra i suoi piedi, finch\u00e9 sia portato il tributo a lui e sua sia l'obbedienza dei popoli. Egli che lega alla vite il suo asinello e a scelta vite il figlio dell'asina sua; egli che lava nel vino la sua veste e nel sangue dell'uva il suo manto; egli che ha gli occhi lucidi per il vino e bianchi i denti per il latte"{/} [Gn_49,8] - [Gn_49,12].
Possiamo senza difficolt\u00e0 riconoscere in questi versi l'opera di scribi della dinastia reale di Gerusalemme. Non era infatti Davide l'unico che era riuscito ad imporsi a tutte le altre trib\u00f9 di Israele?
Dietro Davide per\u00f2 si profila gi\u00e0 l'immagine di un altro re: un re secondo il cuore di Dio, che discender\u00e0 dal monte degli Ulivi ma a cavallo di un asinello, un re al quale tutti i popoli della terra si sottometteranno. I suoi vestiti saranno macchiati del suo stesso sangue [Is_63,1] - [Is_63,3], perch\u00e9 per il vino dell'Alleanza nuova ed eterna, tutte le nazioni saranno riconciliate definitivamente con Dio.

{K}- BETANIA{/}
Sul versante orientale del monte degli Ulivi, il villaggio di Betania si eleva sul paesaggio austero delle colline di Giuda, che discendono fino al Giordano. All'orizzonte si distinguono chiari i monti di Moab. In questo villaggio {C}non lontano da Gerusalemme se non circa quindici stadi {/}[Gv_11,18], poco pi\u00f9 di due km, il vangelo di Giovanni situa alla storia di Lazzaro, che in seguito ha dato il nome all'attuale paesotto arabo di El-Lazarieh.
Il luogo era famigliare a Ges\u00f9. La casa di {N}Lazzaro{/} e delle sue due sorelle, Marta e Maria, era per lui un'oasi di pace e d'amicizia. Celebre inoltre per essere lo scenario dove Ges\u00f9 realizza il segno magistrale della restituzione della vita a Lazzaro, secondo quanto riporta Giovanni al capitolo 11 del suo vangelo, preannunciando cos\u00ec per l'ultima volta il mistero della sua Passione e Resurrezione.
Per il sentiero che discende al vecchio villaggio, verso oriente, si trovano allineate tombe anteriori alla rovina di Gerusalemme dell'anno 70: tra loro c'\u00e8 quella di Lazzaro.
La tomba, detta di Lazzaro, \u00e8 oggi coronata da un minareto. Scavata nella roccia, \u00e8 formata da un vestibolo e da una camera funeraria qualche gradino pi\u00f9 in basso. I riferimenti alla tomba di Lazzaro sono numerosi fin dal secolo III. Tra loro si contano quelli dello stesso Origene (185-254 d.C.). Attraverso diversi racconti di viaggio dei pellegrini del secolo IV, si costata come fosse stato costruito un santuario con atrio sopra alla tomba, tra il 330 e il 390 d.C.
Ricordiamo qui anche l'unzione di {N}Maria{/}, che vers\u00f2 sui piedi di Ges\u00f9 una libbra di un fino e costosissimo profumo [Gv_12,1] - [Gv_12,11], gesto profetico che, giorni prima della Pasqua, anticipava alla sepoltura di Ges\u00f9.

{K}- BETLEMME{/}
"Ges\u00f9 nacque a Betlemme in Giudea, al tempo del re Erode" {N}{/}[Mt_2,1]. Citt\u00e0 del Messia Salvatore, Betlemme (in ebraico Beithlehem) deve il suo nome probabilmente ad una vecchia divinit\u00e0 assira, al Dio Lahamu (in ebraico: {C}beith {/}significa {C}casa: {/}"Casa di Lahamu"). Nella tradizione cristiana per\u00f2, con un'etimologia popolare e approssimativa, Betlemme diventa alla "Casa del Pane" (in ebraico: beith - lehem). Del resto, non \u00e8 Ges\u00f9 {C}pane vivo disceso dal cielo? {/}[Gv_6,51].
Betlemme si trova a 7 km a sud di Gerusalemme, ad un ottocento metri di altezza su una montagna di Giuda. Ebbe importanza strategica fin dall'antichit\u00e0, grazie a questa sua posizione, trovandosi sulla rotta delle carovane che da Gerusalemme si dirigevano verso l'Egitto passando per Ebron. L'uomo era gi\u00e0 l\u00ec fin dall'et\u00e0 della pietra. Secondo le Cronache [2Cr_11,6] il villaggio era stato fortificato da Roboamo dopo un'occupazione filistea.
Culla della dinastia davidica, l'umile villaggio non avrebbe mai raggiunto la sua celebrit\u00e0 si Ges\u00f9, discendente di Davide, non fosse nato l\u00ec. \u00c8 precisamente in questo piccolo villaggio, dove, retrocedendo nel tempo, ci imbattiamo prima in Davide e poi con la sua antenata, Rut, la moabita.

{K}RUT{/}
Il libro di Rut rappresenta un vero quadro di virt\u00f9 famigliari. Che freschezza, affetto e tenerezza in un momento in cui il lettore \u00e8 sconcertato dai racconti violenti del libro dei Giudici, o dei libri di Samuele. Rut, la straniera, sposa di Booz, padrone del campo dove ella si recava a spigolare. Da questa unione nascer\u00e0 Obed, il padre di Iesse, che generer\u00e0 Davide.

{K}DAVIDE{/}
Dio non aveva forse fatto sapere ai figli di Israele, in diversi modi, che i suoi pensieri non erano i loro pensieri e che le loro strade popolo non erano le sue [Is_55,8]? Ecco che a Betlemme, nuovamente Dio sceglie uno sconosciuto per farlo re del suo popolo: il piccolo pastore preferito ai fratelli [1Sm_16,1].

{K}LE PROFEZIE DI MICHEA{/}
Betlemme ci ricorda anche la profezia di Michea, che ancora aspetta un Messia, un nuovo Davide che uscir\u00e0 da l\u00ec: {C}"Ma tu Betlemme di Efrata, la pi\u00f9 piccola tra i clan di Giuda, da te uscir\u00e0 per me colui che dovr\u00e0 regnare sopra Israele! Egli stesso sar\u00e0 la tua pace!" {/}[Mic_5,1] - [Mic_5,4].
\u00c8 da questo piccolo paesino di Giuda che il popolo si attende con il suo profeta alla nascita del discendente di Davide, colui che verr\u00e0 a portare la salvezza tanto attesa.

{K}GES\u00d9 \u00c8 DAVVERO NATO A BETLEMME?{/}
Tra coloro che restano sconcertati dinanzi al vangelo, \u00e8 quasi una moda l'addurre che nulla si sa della nascita di Ges\u00f9, e che si \u00e8 parlato di Betlemme come luogo della sua nascita unicamente perch\u00e9 lo si \u00e8 creduto il Messia, per tanto, il "Figlio di Davide", discendente di Davide che era di Betlemme, di conseguenza Ges\u00f9 era nato a Betlemme. Mai per\u00f2 \u00e8 stato addotto un argomento convincente contro la testimonianza dei vangeli e, come scrisse Joachim Jeremias, la prova tocca portarla a chi nega alla testimonianza, non a chi l'accetta. Inoltre, alla testimonianza della Scrittura se ne aggiungono altre.
Nel 135 d.C., Betlemme era stata occupata da una legione romana che liquid\u00f2 gli ultimi ribelli istigati da Bar Kokhba (Bar Koseba). In questo tempo, l'imperatore Adriano, trattando con lo stesso disprezzo giudaismo e cristianesimo, fece alla chiesa alla stessa cosa che aveva fatto alla sinagoga.
A Mamre, egli trasform\u00f2 il luogo che custodiva alla memoria di {N}Abramo{/} in un mercato dove si vendevano i giudei ridotti in schiavit\u00f9. A Betlemme, circond\u00f2 la grotta con un bosco sacro in onore di Tammuz, l'Adone dei greci, il cui culto era celebrato all'interno della medesima grotta. Questo ci dice che l'autenticit\u00e0 della grotta era gi\u00e0 riconosciuta dalla pi\u00f9 antica tradizione cristiana.
All'inizio del secolo III, il cristianesimo era in piena espansione e Betlemme attraeva sempre pi\u00f9 pellegrini. Nel 326, sant'Elena, la madre di Costantino, l'imperatore che si era convertito al cristianesimo, fece costruire una grande basilica a cinque navate, preceduta da un ampio atrio.

{K}LA GROTTA{/}
Sotto la basilica si trova alla grotta della Nativit\u00e0 alla quale si accede per una scala a destra del coro. Ogni cavit\u00e0 della grotta ha conosciuto nel corso del tempo denominazioni, destinazioni e modifiche diverse. San Girolamo avrebbe lavorato qui alla sua traduzione della Bibbia in latino, alloggiando in una grotta vicina. Non dimentichiamo poi che all'epoca di Ges\u00f9 queste grotte erano nel pieno centro del villaggio di Betlemme. Come a Nazaret e in molti altri luoghi della Palestina, molte case erano costruite a partire da una cavit\u00e0 naturale, e con il tempo le aggregavano stanze verso l'esterno.

{K}LA TOMBA DI RACHELE{/}
La tradizione ha localizzato il sepolcro di Rachele, sposa prediletta di Giacobbe e madre di tre trib\u00f9: Efraim-Manasse e Beniamino, all'uscita di Betlemme, lungo la rotta di Gerusalemme. Un piccolo monumento di colore bianco, che termina in una cupola, conserverebbe resti della seconda sposa di Giacobbe. Per\u00f2 questa localizzazione \u00e8 confutata da un passaggio del libro di Samuele che situa la tomba di Rachele nel territorio di Beniamino [1Sm_10,2], vicino a Betel.
\u00c8 probabile che la localizzazione della tomba sia stato trasferita da Betel a Betlemme, come \u00e8 successo con altri luoghi venerati, a causa di eventi politici: quando i territori del nord caddero in mano assira, fu impossibile per gli abitanti del sud andare a venerare la tomba di Rachele, per questo certamente essa fu replicata nella regione di Betlemme.

{K}- ACCARON (EKRON){/}
{C}"I cinque principati dei Filistei, cio\u00e8 Gaza, Asdod, Ascalon, Gat, Accaron" {/}[Gs_13,3].
Accaron formava parte di questa federazione filistea che avrebbe dominato le terre fertili della pianura costiera e di Sefela a partire del secolo XII a.C., e che si sarebbe mantenuta in constante conflitto con gli Israeliti della regione montagnosa. Vasi e utensili di selce piuttosto anteriori all'epoca filistea scoperti sul posto, indicano che il sito sarebbe stato occupato gi\u00e0 nel IV millennio a.C.

{K}LA CITT\u00c0-STATO FILISTEA{/}
Accaron \u00e8 uno dei principali siti dell'Et\u00e0 del ferro in Palestina. Fu un centro urbano importante tra i secoli XII e X a.C.; la citt\u00e0 \u00e8 circondata di un poderoso sistema di fortificazione. All'interno del muro di cinta, si elevavano edifici pubblici e quartieri industriali dove si \u00e8 scoperta una fabbrica di stoviglie filistea, per\u00f2 anche oggetti di influenza cipriota ed egea. Nel centro della citt\u00e0 sono state scoperte varie statue sedute sul luogo dedicato al culto.

{K}UN'INDUSTRIA OLEARIA{/}
La fabbricazione di olio di oliva produsse ricchezza per la citt\u00e0. Una produzione che superava di molto le necessit\u00e0 della popolazione. L'eccedenza era esportata verso le citt\u00e0 del regno di Giuda, in particolare a Gerusalemme. Primo di tutto le olive erano schiacciate e messe, in ceste di paglia, sotto una pressa rudimentale, fatta di una grande pietra azionata da pali di legno. L'olio cos\u00ec estratto si versava in cubi vuoti di pietra. Centinaia di giare di decantazione o di conservazione sono state scoperte in diverse abitazioni. In effetti, si trattava di una industria famigliare. Qualcosa di caratteristico di Accaron: altari costruiti in una sola pietra, molto spesso con quattro corni, come gli altari cananei, erano ubicati vicino alle presse di olio.
Altre installazioni erano composte di due cubi; il pi\u00f9 piana si trovava all'entrata della casa e si versava all'esterno in una pi\u00f9 profonda. Gli abitanti di Accaron, che si trovavano occupati solo due mesi dell'anno nella produzione di olio di oliva, si dedicavano, probabilmente, il resto dell'anno all'artigianato del cuoio e alla coltivazione del lino.
Accaron fu distrutta nel 701 a.C. da Sennacherib che cominci\u00f2 la su campagna devastando le citt\u00e0 costiere della Filistea.

{K}- GABAON{/}
{C}"Gabaon era una citt\u00e0 grande come una capitale ed era pi\u00f9 grande di Ai e i suoi uomini erano tutti valorosi" {/}[Gs_10,2]. 
Gabaon, a un 15 km a nord est di Gerusalemme, sulla rotta di Bet-Oron, era gi\u00e0 nel II millennio a.C., una potente citt\u00e0 cananea. Giosu\u00e8 e il Dio di Israele fecero celebre la citt\u00e0 quando, secondo la tradizione cambiata nel Libro Sacro, arrestarono il corso del sole su Gabaon.
In questo racconto popolare, che riprende un vecchio scritto poetico, il libro del Giusto, il libro di Giosu\u00e8 ricorda a Israele che se si \u00e8 trionfato sul male non \u00e8 stato per la forza delle armi. Egli \u00e8 colui che da al suo popolo la Terra promessa{C}. "Questi ai carri e quelli ai cavalli, ma noi al nome del Signore nostro Dio facciamo ricorso" {/}[Sal_20,8].

{K}GABAON IN EPOCA MONARCHICA{/}
Dopo la vittoria sui filistei, {C}"Saul costru\u00ec un altare al Signore: fu il primo altare che costru\u00ec al Signore" {/}[1Sm_14,35]; l'esame dei luoghi autorizza a identificare questo altare improvvisato con "la grande pietra che si trovava in Gabaon" [2Sm_20,8], e sulla quale erano sacrificati gli animali. Fu a questo luogo sacro della trib\u00f9 di Beniamino dove il re Salomone si diresse per offrire sacrifici. 
{C}"Il re si rec\u00f2 ad offrire sacrifici a Gabaon, ch'era l'altura pi\u00f9 importante; su quell'altare Salomone offr\u00ec mille olocausti. A Gabaon il Signore apparve di notte in sogno a Salomone e gli disse: Chiedimi ci\u00f2 che devo darti"{/} [1Re_3,4] - [1Re_3,5].
A partire dal secolo X la citt\u00e0 \u00e8 circondata da una muraglia. Il sistema di collezione e trasporto dell'acqua a partire da una fonte che si trovava pi\u00f9 in basso, all'esterno del muro di cinta, ricorda Meghiddo, Azor, Ghezer e Gerusalemme: un tunnel che partiva dall'interno delle mura permetteva approvvigionarsi senza timore degli assedianti. Un centinaio di scalini tagliati nella roccia, all'interno del tunnel, facilitavano l'accesso al deposito della fonte.

{K}- GHEZER{/}
A un 30 km ad ovest di Gerusalemme, sugli ultimi contrafforti delle montagne di Giuda si eleva Ghezer. Nei tempi della monarchia si muta, con Azor e Meghiddo, in una delle tre grandi fortezze che controllavano le rotte da possibili invasioni [1Re_9,15]. Tuttavia, ancora per un millennio, Ghezer dovr\u00e0 condividere i tempi di prosperit\u00e0 con quelli di guerra in questa regione della Giudea.

{K}UN BUON OSSERVATORIO{/}
Nulla all'apparenza permette di indovinare l'interesse strategico di Ghezer. Solo il tracciato delle antiche rotte spiega la sua posizione privilegiata. La Via Maris sale dall'Egitto lungo la costa nord della penisola del Sinai, attraversa il paese dei filistei passando per Accaron; a continuazione prosegue verso il Monte Carmelo attraverso il passo di Meghiddo. Un altro asse, trasversale all'interno, proveniente della pianura costiera, s'arrampica verso Gerusalemme per discendere verso Gerico e da l\u00a1 penetrare in Transgiordania: queste due vie principali si incrociano sotto gli occhi di Ghezer. Si pu\u00f2 comprendere come una simile posizione strategica abbia condotto molto presto alla fortificazione di questo colle.
Il sito fu occupato fin dal IV millennio, come attestano le sue relazioni commerciali con l'impero dei faraoni. Nel secolo XVII a.C. gli Hyksos s'appropriano della citt\u00e0 e costruiscono un impressionante sistema di difesa: una muraglia colossale rinforzata con enormi torri. All'interno della muraglia, su una vasta spianata, il santuario di Ghezer mostra ancora le sue dieci "masseboth" o {C}pietre innalzate{/} verso il cielo. \u00c8 il migliore esempio di santuario di alture di questo tipo trovato in questo tempo: le pietre innalzate sono tra 1,50 e 3 m di altezza; davanti a qualcuna di loro, un cubo di pietra scavato in forma di recipiente serviva, probabilmente, per ricevere l'olio per le libagioni.
Una popolazione nuova, che si assimil\u00f2 facilmente ai cananei, abitava la citt\u00e0: gli {N}hurriti.{/} Popolo di origine sconosciuta, intrepidi cavalcatori e abili conduttori di carri, giunsero dalla Mesopotamia del nord. Esercitarono durante lungo tempo il dominio sugli stati vicini di Siria e Palestina.

{K}GHEZER NELLA BIBBIA{/}
Nel secolo XVI, gli eserciti egiziani intervengono e la citt\u00e0 \u00e8 distrutta. Dopo, la decadenza egiziana favorisce il dominio dei filistei nel sud est di Palestina e il libro dei Giudici ci lascia una immagine di Ghezer, abitata in maggioranza, senza dubbio, da una popolazione cananea, per\u00f2 controllata da principi filistei. 
Nei tempi di Salomone, Ghezer \u00e8 menziona nuovamente nella bibbia{C}: "Il faraone, re d'Egitto, era salito e aveva conquistato Ghezer; l'aveva incendiata, aveva massacrato i Cananei che l'abitavano e l'aveva data in dote alla figlia, moglie di Salomone. Perci\u00f2 Salomone ricostru\u00ec Ghezer, Bet-Or\u00f2n inferiore"{/} [1Re_9,16] - [1Re_9,17]. L'architettura \u00e8, quindi, caratteristica d'epoca salomonica: la si pu\u00f2 vedere oggi, ammirabilmente conservata, con il suo collettore di acqua usata che l'attraversa di maniera sotterranea da lato a lato. Nella medesima epoca, nel secolo X, si era abilitato un sistema che assicurava l'accesso all'acqua in caso di assedio: consisteva in un pozzo di sette metri di profondit\u00e0 che conduceva ad un tunnel di 41 m di lunghezza che sboccava nella grotta dove sorgeva l'acqua.
Questo formidabile sistema di difesa, simile in tutto a quelli di Meghiddo e di Azor, si mantiene nello stesso stato in cui si trovava, fino alla conquista del paese da parte degli Assiri. Nelle costruzioni di cui fu il centro amministrativo, si \u00e8 scoperta una piccola placca di materiale calcareo sulla quale era inciso il calendario agricolo. Scritto in ebraico antico, riporta la lista dei mesi dell'anno in relazione con lo sviluppo stagionale dei lavori agricoli.
Dopo la morte di Salomone, la fortezza di Ghezer fu parzialmente distrutta. Il faraone Sisach pass\u00f2 di l\u00ec nel corso della campagna che intraprese in Asia. Nel secolo VII, il sud della Palestina si convert\u00ec in una regione di un interesse abbastanza particolare per gli assiri, perch\u00e9 controllava la rotta verso l'Egitto, oggetto delle sue brame. L'archeologia attesta della presenza massiva di assiri nella citt\u00e0, che prende allora il rango di fortezza di avanguardia per i sovrani di Ninive. Questo durer\u00e0 fino all'invasione babilonese, che porr\u00e0 termine al regno di Giuda.
L'ultima occupazione data del periodo dei Maccabei, la citt\u00e0 \u00e8 chiamata allora {N}Gazara{/}. Simone Maccabeo s'appropria della citt\u00e0, occupata dagli uomini di Bacchide, generale del re di Antiochia Demetrio. Simone si installa l\u00ec per un tempo, ma dopo l'affida a suo figlio, il futuro Giovanni Ircano [1Mc_13,53].
I crociati fecero rivivere per alcuni anni il nome di Ghezer con la signoria di Mont Gisart. Fu ai piedi del Mont Gisart dove Balduino IV, il re lebbroso, in una carica eroica contro un nemico orgoglioso dei suoi primi trionfi, distrusse l'esercito di Saladino che gi\u00e0 marciava su Gerusalemme: correva l'anno 1177 d.C.

{K}- EBRON-MAMRE{/}
{C}"Poi Abram acquist\u00f2 il diritto di pascolare e di andarsi a stabilire alla Quercia di Mamre, che \u00e8 ad Ebron, e vi costru\u00ec un altare al Signore"{/} [Gn_13,18].
Nel cuore delle colline di Ebron, in altro tempo coperte di querce e terebinti, si radica la fede dei nostri padri. Per i credenti di tre religioni monoteistiche: Giudaica, Cristiana e Musulmana; questo luogo \u00e8 carico di senso: l'esperienza religiosa di Abramo, l'uomo al quale Dio si manifest\u00f2 e in cui sono {C}benedette tutte le famiglie della terra{/}. Tutte venerano l\u00ec le tombe dei patriarchi e celebrano con lo stesso fervore il padre comune Abramo, {C}"l'amico di Dio"{/}. Ebron \u00e8 inoltre la prima grande tappa dell'ascesa di Davide: l\u00ec {C}"andarono poi gli uomini di Giuda e l\u00e0 consacrarono Davide re sulla casa di Giuda{/}" [2Sm_2,4]

{K}ABRAMO ALLA QUERCIA DI MAMRE{/}
Migrazioni successive conducono ad Abramo e al clan di su padre, di {N}Ur{/} di Caldea (Irak attuale) a {N}Carran {/}nell'alta Mesopotamia (Turchia orientale di oggi). Davanti alla chiamata di Dio, Abramo lascia il clan paterno. Colmato di benedizioni e di promesse, la promessa di una terra e di una discendenza, parte verso il paese di Canaan [Gn_12,15]. Di accampamento in accampamento, il nomade passa per il luogo santo di Sichem, per Betel (la Casa di Dio) e, finalmente, {C}viene a stabilirsi alla Quercia di Mamre, che \u00e8 ad Ebron {/}[Gn_13,18].
Nell'epoca monarchica, una via sacra conduceva al luogo santo che raggruppava l'altare, il pozzo e la quercia di Abramo. Erode lo convert\u00ec in un recinto di mura con caratteristiche monumentali, del quale ancora restano enormi blocchi di pietra. Il luogo fu distrutto durante la prima rivolta giudaica contro i romani, nell'anno 70 d.C. Le pietre furono riutilizzate dall'imperatore Adriano che vi fece ergere un tempio in onore di Hermes.
Solo il libro della Genesi cita il luogo santo di Mamre. Questo santuario tribale, dove si venerava una quercia, correva il rischio di incoraggiare il ritorno ai culti della natura condannati dalla legge di Mos\u00e8; senza dubbio, per questo motivo fu abbandonato all'estendersi della riforma di Giosia nel 722 a.C. [2Re_23,1].
Per tanto, \u00e8 l\u00ec dove - dai tempi della monarchia - i pellegrini israeliti commemoravano la rinnovazione della promessa fatta da Dio al "padre" dei credenti: promessa di dargli, contro ogni evidenza una discendenza innumerevole.

{K}UN FIGLIO NATO DA TE{/}
"Ed ecco gli fu rivolto un oracolo del Signore in questi termini: 'Non costui sar\u00e0 il tuo erede, ma colui che uscir\u00e0 dalle tue viscere, lui sar\u00e0 il tuo erede'. Poi lo fece uscir fuori e gli disse: 'Guarda in cielo e conta le stelle, se le puoi contare'; e soggiunse: Tale sar\u00e0 la tua discendenza'" [Gn_15,1].
A Mamre Abramo prepara il sacrificio rituale di ogni alleanza celebrata tra nomadi: animali divisi tra le cui met\u00e0 passano i contraenti. \u00c8 qui, dove Dio stesso si compromette in prima persona: improvvisamente la notte, che gi\u00e0 stendeva il suo manto, si illumina, il fuoco di un fal\u00f2 dissipa le tenebre... Dio \u00e8 passato! L'alleanza \u00e8 stata firmata dalla mano di Yahweh.
Anche in Mamre, per grazia di Dio, l'impossibile si fa realt\u00e0 e nasce il figlio della promessa. Ed \u00e8 ancora qui dove Abramo riceve i suoi tre misteriosi visitatori, che in definitiva non sono che la presenza dell'Unico.

{K}EBRON, UNA DI LE CITT\u00c0 PI\u00d9 ANTICHE DI GIUDA{/}
Secondo il libro dei Numeri, {C}"Ebron era stata costruita sette anni prima di Tanis in Egitto"{/} [Nm_13,22]. Tanis-Zoan era una citt\u00e0 fiorente, nella parte nord est del delta del Nilo. Gli Hyksos ne fecero la loro capitale. Per\u00f2, a quanto pare, Ebron \u00e8 anche pi\u00f9 antica: agli inizi del secondo millennio gi\u00e0 era una citt\u00e0 fortificata. La citt\u00e0 disimpegnava un importante ruolo nelle montagne di Giuda e possedeva una cultura scritta.
La citt\u00e0 cananea si chiamava anche {N}Qiryat-Arba{/} (la "citt\u00e0 dei quattro"). Certamente dovevano riunirsi nel santuario centrale i quattro clan che occupavano i quartieri della citt\u00e0 e i suoi dintorni.

{K}ABRAMO COMPRA UNA TOMBA E ALCUNE TERRE IN EBRON{/}
Si sa dell'importanza di questa compra fatta da Abramo, dal momenti che il terreno acquistato si cambier\u00e0 nel luogo di riposo dei resti di {N}Sara{/}. Abramo acquista non solo la grotta e il campo, ma anche tutti gli alberi che si trovano nel campo; diventa cos\u00ec proprietario della prima frazione della terra che Dio gli aveva giurato.

{K}IL SEPOLCRO DEI PATRIARCHI: HARAM EL-KHALIL{/}
Abramo convert\u00ec la grotta di Macpela in sepolcro famigliare. Qui, insieme a Sara, egli stesso fu sepolto, {C}"dopo una felice vecchiaia, vecchio e sazio di giorni" {/}[Gn_25,8].
Il santo luogo ricevette il nome di Haram El-Khalil (il Santuario dell'amico). Sinagoga improvvisata, architettura del tempo delle crociate, {C}minbar {/}e {C}mirhab {/}musulmani ricordano che qui tutti i figli di Abramo si valgono di un Dio unico. Tutti: giudei, cristiani e musulmani venerano in Abramo il padre nella fede. Abramo \u00e8 il padre di tutti noi [Rm_4,16] - [Rm_4,17]. La speranza della quale \u00e8 portatore Abramo riguarda tutta l'umanit\u00e0: {C}"Non esiste pi\u00f9 giudeo n\u00e9 greco, non esiste schiavo n\u00e9 libero, non esiste uomo o donna: tutti voi siete una sola persona in Cristo Ges\u00f9. Se poi siete di Cristo, allora siete discendenza di Abramo, eredi secondo la promessa"{/} [Ga_3,28] - [Ga_3,29].

{K}IL RE DAVIDE IN EBRON{/}
Nella epoca della conquista del paese di Canaan, Giosu\u00e8 alla testa di tutto Israele s'appropria di Ebron: {C}sal\u00ec da Eglon a Ebron e l'attacc\u00f2. Prese la citt\u00e0, il suo re e tutte le localit\u00e0 {/}[Gs_10,36]. Pi\u00f9 tardi Giosu\u00e8 concede la citt\u00e0 e il suo territorio a Caleb, l'unico tra gli esploratori inviati da Mos\u00e8 nella Terra promessa che non disprezz\u00f2 il paese n\u00e9 scoraggi\u00f2 il popolo.
La regione di Ebron, dipendente dai clan calebiti disimpegn\u00f2 un ruolo decisivo agli inizi della storia di David. Perseguitato da Saul, Davide trov\u00f2 dove rifugiarsi. Spos\u00f2 {N}Abigail{/}, vedova di un notabile calebita. Tale unione lo integr\u00f2 in questa potente trib\u00f9 e fece di lui una specie di figlio erede di Caleb. Unto dal Signore, guerriero abile e valoroso, incoronato dalla gloria delle sue vittorie, Davide {C}"consult\u00f2 il Signore dicendo: 'Posso salire in una citt\u00e0 di Giuda?'. Il Signore gli rispose: 'A Ebron!'. Allora Davide vi and\u00f2 con le sue due mogli, Achino\u00e0m di Izre\u00e8l e Abigail, gi\u00e0 moglie di Nabal da Carmel. Davide condusse anche gli uomini che erano con lui, ognuno con la propria famiglia, e si stabilirono nei villaggi di Ebron. Vi andarono poi gli uomini di Giuda e l\u00e0 consacrarono Davide re sulla casa di Giuda" {/}[2Sm_2,1] - [2Sm_2,4]
Fu cos\u00ec che il regno di Giuda entr\u00f2 nella storia.

{K}- HERODION{/}
La fortezza dell'Herodion si alza a 5 km a sud est di Betlemme, nelle terre semi-aride ai confini delle colline del deserto di Giuda. Forma parte del grande complesso architettonico costruito da Erode il Grande per sua difesa, ma anche per esaltare il proprio prestigio. Si integravano in questo complesso: i palazzi e le fortezze di Gerico, Masada, Macheronte, Ircania, Cipro presso Gerico, l'Antonia di Gerusalemme, la grandiosa ricostruzione del tempio di Gerusalemme e i lavori fatti a Cesarea marittima.

{K}L'HERODION{/}
L'Herodion, la potente fortezza che porta proprio il nome di Erode, fu costruita a sessanta stadi da Gerusalemme (circa 11 km) partire dall'anno 37 a.C. in commemorazione della modesta vittoria della sua retroguardia sui parti quando egli fuggiva da Gerusalemme per rifugiarsi in Masada.
Da Gerusalemme si pu\u00f2 scorgere questa cono tronco che Erode fortific\u00f2 dopo averlo recintato. La collina formava cos\u00ec una specie di cratere in cui si ergeva il sontuoso palazzo-fortezza, nascosto a sguardi indiscreti. Erode si sentiva sicuro solo se poteva internarsi in qualcuno di questi nidi d'aquila adattati sia come residenze invernali che estive. 
L'Herodion comprende un palazzo-fortezza costruito sulla collina e, ai suoi piedi, un palazzo-residenza.
Si accedeva al palazzo-fortezza da una rampa laterale di duecento gradini ricoperti di marmo. La rampa saliva fino alla cima della collina e nella sua parte superiore finiva in un tunnel che dava su una piccola porta. Il visitatore arriva allora in un ampio cortile con colonnati e un giardino ornato con fontane, un lusso favoloso considerando l'ubicazione del posto: alle porte del deserto. I magnifici bagni romani che possedeva il complesso, comprendevano, secondo le usanze: una sala da bagno caldo, un'altra per bagni tiepidi e una terza per bagni freddi. Erano disponibili anche grandi cisterne scavate nella roccia viva, per raccogliere le acque piovane d'inverno. Questo complesso era insieme una sontuosa villa romana e una fortezza da dove la guardia personale di Erode vigilava sui dintorni.
Il palazzo residenziale era stato costruito un centinaio di metri pi\u00f9 in basso, su un terreno di 15 ettari. Nel centro di un immenso cortile, una grande vasca serviva tanto da cisterna, come da piscina. In mezzo ad essa si trovava il columbarium di forma rotonda dove si depositavano le urne dei defunti cremati.
La cremazione era una forma di sepoltura tipicamente pagana. I giudei del gruppo dei farisei, che credevano nella resurrezione, non potevano adottare questo rito funebre per rispetto ai loro corpi, depositari della promessa della vita eterna. A quanto pare, il columbarium era riservato ai morti della guardia personale di Erode, dal momento che erano tutti pagani (traci, germani, galati...). Erode pensava di poter contare pi\u00f9 sulla fedelt\u00e0 di questi stranieri che sui giudei, che cercavano, forse, l'occasione buona per eliminarlo.
La sontuosit\u00e0 del palazzo ci aiuta a comprendere l'enfasi di Flavio Giuseppe nel descrivere il funerale di Erode.
"Allora Archelao pens\u00f2 di fare al re, suo padre, un sontuoso funerale e decise di essere presente personalmente. Il corpo del defunto era rivestito dei suoi abiti regali; con la corona d'oro in testa e lo scettro nella mano, era portato su di una lettiera d'oro incastonata di pietre preziose di grande valore. Dietro andavano i figli del defunto e i membri pi\u00f9 intimi della sua famiglia, quindi seguivano tutti i militari, nazione per nazione: traci, germani e galati marciavano alla testa del corteo mentre tutti gli altri li seguivano al comando dei loro capi; ognuno portava le proprie armi come in un giorno di battaglia. Cinquecento ufficiali, famigliari del re defunto, portavano profumi e chiudevano questo solenne corteo. Marciarono cos\u00ec, in questo ordine, da Gerico fino al palazzo dell'Herodion: l\u00ec fu sepolto il principe, secondo quanto egli stesso aveva ordinato" ({C}Antichit\u00e0 Giudaiche,{/} XVII 10).

{K}- GERICO{/}
"Quando vi sar\u00e0 un lungo suono di corno di montone e voi udrete il suono della tromba, tutto il popolo uscir\u00e0 in un forte grido di guerra. Allora le mura della citt\u00e0 crolleranno all'istante e tutto il popolo irromper\u00e0, ciascuno dalla parte davanti a s\u00e9" [Gs_6,5].
In questo modo la bibbia ci racconta la presa di Gerico da parte dalle trib\u00f9 d'Israele, al comando di Giosu\u00e8. Con le loro trombe e le mura che crollano, la storia della citt\u00e0 appartiene alla collezione di immagini popolari della bibbia. Per\u00f2 Gerico serve anche da sfondo della guarigione miracolosa di un cieco, e della conversione di Zaccheo, salito su un sicomoro perch\u00e9 piccolo di statura. Inoltre, \u00e8 una tappa decisiva nella salita di Ges\u00f9 a Gerusalemme, nel corso della quale il Signore annuncia per la terza volta la prossimit\u00e0 della sua morte e Resurrezione. Per qualsiasi viaggiatore proveniente dal deserto, quest'oasi, situata a 10 km circa a nord del Mar morto, e a 250 metri sotto il livello del Mediterraneo, si presenta come un luogo paradisiaco, di una vegetazione esuberante, dove crescono frondosi alberi da frutta tropicale: la citt\u00e0 delle{N} palme{/} [Dt_34,3]. Al centro della citt\u00e0 attuale, le rovine di Tell-es-Sultan ci ricordano che molto prima dell'era cristiana, molto prima anche dell'entrata delle trib\u00f9 d'Israele in Canaan, Gerico aveva gi\u00e0 una lunga storia che risaliva oltre l'VIII millennio a.C.

{K}TELL-ES-SULTAN{/}
Il luogo era occupato sin dal X millennio da popolazioni di seminomadi che vivevano di raccolta e caccia; per abitazione utilizzavano capanne. Verso il IX millennio si produssero importanti cambiamenti nelle forme di vita. Gli storici a ragione parlano di rivoluzione neolitica: durante questo periodo l'uomo pass\u00f2 da un'economia di {C}depredazione {/}a una economia di {C}produzione{/}. La raccolta da luogo all'agricoltura e l'allevamento del bestiame sostituisce progressivamente la caccia; l'uomo si lega al suolo, si fa sedentario. Questo gli permette di osservare ritmo e condizioni dello sviluppo di vegetali e di animali, facendo evolvere il suo modo di vita. Una delle prime comunit\u00e0 agricole sedentarie si raccoglie in questi luoghi, stabilendosi ad ovest della sorgente detta "di Eliseo" in memoria del profeta che ne risan\u00f2 le acque [2Re_2,19] - [2Re_2,22].
Nella parte occidentale del {C}Tell{/} un muro di pietra \u00e8 affiancato da una torre rotonda anch'essa di pietra, di 8,50 m di diametro e 8 m di altezza. Uno resta stupito davanti al suo stato di conservazione, se pensa che ha approssimativamente un 10.000 anni di antichit\u00e0 e che le piramidi d'Egitto sono a noi pi\u00f9 vicine nel tempo di questa torre. Una scala ripida all'interno della torre, conduce alla cima, su cui poggia una pietra pi\u00f9 grande delle altre, la cui funzione era probabilmente quella di un altare. Il ruolo della torre non \u00e8 certo. Pare, tuttavia, che in questa pianura che corre come un corridoio lungo il Giordano, la torre fosse una specie di "altura" su cui offrire sacrifici rituali.
Il luogo, abbandonato per molti secoli, conobbe a partire dal 7500 a.C. un periodo di espansione. Ma per questo periodo si pu\u00f2 parlare solo ancora di una comunit\u00e0 agricola e non di una vera e propria citt\u00e0.
A fianco della torre si osservano strutture cilindriche che probabilmente in origine erano silos. Si pu\u00f2 comprendere senza difficolt\u00e0 il senso di ebbrezza che s'impossess\u00f2 di questi uomini, che, dopo avere osservato la natura e le sue leggi per millenni, si erano finalmente lanciati nella pazza avventura dell'agricoltura, e ora vedevano i loro primi tentativi coronati da successo. Nulla di pi\u00f9 naturale, perci\u00f2, che affidare il frutto dei loro raccolti - questo grande tesoro - a divinit\u00e0 benefattrici.
L'uomo dimenticher\u00e0 facilmente quest'umile atteggiamento di riconoscenza. E il Deuteronomio mette in guardia Israele davanti alla tentazione di credere solo nell'efficacia del proprio lavoro: {C}Poich\u00e9 il Signore tuo Dio sta per introdurti in una terra buona, terra di torrenti, fonti e abissi che sgorgano nelle valli e nella montagna, terra di frumento, orzo, viti, fichi e melograni, terra di oliveti e miele, terra dove non mangerai il pane nella miseria e dove non ti mancher\u00e0 nulla... Guardati dal dimenticare il Signore tuo Dio... Il tuo cuore non si inorgoglisca cos\u00ec da dimenticare il Signore tuo Dio... Non dire nel tuo cuore: 'La mia forza e la robustezza della mia mano mi ha procurato questa potenza'" {/}[Dt_8,7] - [Dt_8,9], [Dt_8,10], [Dt_8,17], [Dt_8,18].

{K}GERICO: UNA CITT\u00c0 DELL'ERA DEL BRONZO{/}
Il processo di urbanizzazione che si propaga a partire dal IV millennio a.C. in tutto il Vicino Oriente, ci permette di parlare ora di Gerico come di una vera e propria citt\u00e0. Gi\u00e0 nel III millennio si trovava circondata da gigantesche fortificazioni. Le mura erano costruite per sezioni indipendenti, capaci di resistere anche ai terremoti, frequenti in questa pianura del Ghor. Un doppio muro e torri solide e rettangolari, contribuivano a rafforzare tutto il sistema di difesa.
Gerico sar\u00e0 distrutta alla fine del III millennio. Il luogo per\u00f2 \u00e8 presto rioccupato da una popolazione di seminomadi e si pu\u00f2 osservare in questo periodo un cambio nelle usanze funerarie. In una societ\u00e0 urbana, le tombe collettive sono di varie generazioni di una stessa famiglia. Mentre tra le popolazioni itineranti i morti sono sepolti individualmente in tombe a forma di pozzi verticali scavati nella roccia, formando, in questo modo, vasti cimiteri.

{K}IL PASSAGGIO DEGLI HYKSOS{/}
Durante il periodo che va dal 1800 al 1550 a.C., Gerico \u00e8 la citt\u00e0 pi\u00f9 importante della valle del Giordano. Delle mura possenti la proteggono. In piccole case disseminate lungo due strade sono state scoperte ruote di mulino, del grano e tornii di vasai, che attestano la presenza di un artigianato locale fiorente. Con la societ\u00e0 urbanizzata, si ritorna anche ai sepolcri multipli, che ci forniscono un'informazione preziosa sul modo di vivere della popolazione dell'epoca, grazie ad una straordinaria conservazione di materie organiche: mobili di legno, letti, scanni, tavoli a tre gambe e utensili vari, senza contare gli oggetti d'alabastro. Si sa anche che questa citt\u00e0 soffr\u00ec i danni di un incendio attorno all'anno 1550 a.C. Il sinistro coincise con l'espulsione degli Hyksos, perseguitati in Palestina dagli egiziani.

{K}CROLLARONO REALMENTE LE MURA DI GERICO?{/}
Questa \u00e8 una domanda non ancora passata di moda e che permette all'incredulo di burlarsi della veracit\u00e0 dei Libri Sacri e all'apologista d'inventarsi invece mille e uno stratagemmi mediante i quali spiegare come pochi uomini, solo suonando le trombe, riuscirono a far cadere le mura di una fortezza.
Di fatto, Gerico, fu praticamente abbandonata per secoli e non era pi\u00f9 di un modesto paesino all'epoca della conquista di Giosu\u00e8. Esiste quindi una contraddizione almeno apparente tra i reperti archeologici e il testo biblico. Che non sia necessario farsi una semplice domanda: Qual \u00e8 la funzione di questa narrazione? Il testo \u00e8 bello, cadenzato sui sette giorni della creazione, come un'eco del ritmo primordiale del quale il settimo giorno rappresenta il culmine. La presa di Gerico da parte dell'invasore israelita non appartiene alla storia reale di Israele, quanto a quella della sua fede. L'origine di questa grandiosa liturgia deve essere quindi cercata piuttosto nel rito che si celebrava in Galgala, attorno al cerchio di pietre collocatevi da Giosu\u00e8, per commemorare il guado del Giordano a piedi asciutti: quel giorno, infatti, {C}"Giosu\u00e8 fece erigere le dodici pietre che avevano preso di mezzo al Giordano, poi disse ai figli d'Israele: 'Quando i vostri figli domanderanno un giorno ai loro padri: Che cosa significano queste pietre? Allora voi insegnerete ai vostri figli che qui Israele ha attraversato il Giordano all'asciutto, perch\u00e9 il Signore, vostro Dio, ha asciugato le acque del Giordano davanti a voi, finch\u00e9 non siete passati, come gi\u00e0 aveva fatto lo stesso Signore, vostro Dio, al Mar Rosso, che asciug\u00f2 davanti a noi finch\u00e9 non fummo passati'"{/} [Gs_4,20] - [Gs_4,24].
In Gerico, gli Israeliti ringraziano per l'azione miracolosa di Dio che sta dando loro la vittoria. La prima citt\u00e0 incontrata - in rovine - dopo aver attraversato il Giordano, \u00e8 anche la prima tappa del compimento delle promesse fatte ai patriarchi. Il racconto termina con l'incendio della citt\u00e0 e la maledizione pronunciata da Giosu\u00e8: {C}"Maledetto davanti al Signore l'uomo che si presenter\u00e0 per riedificare questa citt\u00e0 di Gerico; sul suo primogenito ne getter\u00e0 le fondamenta e sul suo figlio minore ne alzer\u00e0 le porte" {/}[Gs_6,26]. A met\u00e0 del secolo IX a.C. ai tempi di Acab, questa maledizione cadr\u00e0 su un tale Chiel di Betel [1Re_16,34]. Quest'uomo che "ricostru\u00ec Gerico" non fece altro che rifarsi ai sacrifici di fondazione praticati dai popoli cananei.

{K}LA GERICO ERODIANA{/}
Nel secolo II a.C., la citt\u00e0 s'estendeva verso sud est, dove lo wadi el-Qelt esce con le sue acque dai dirupi del deserto. I re asmonei fecero di Gerico la loro residenza d'inverno, felici di lasciare la capitale, Gerusalemme, e le sue montagne durante la stagione fredda per sfruttare un clima pi\u00f9 mite. Alessandro Ianneo (103-76 a.C.) intraprese la costruzione di un primo palazzo. Un\u00ec due piscine circondate per tre lati da una vasta spianata; giardini e bagni completavano l'opera.
Il palazzo era pronto per alloggiare i nuovi occupanti: questo fu quel che avvenne alla fine del secolo I a.C. Da un suo incontro con Cleopatra nel 41 a.C., il triunviro Marc'Antonio (83-30 a.C.) si innamor\u00f2 della regina d'Egitto. Tempo dopo, questa persuase il romano a sposarla e a cederle parte dei suoi possedimenti: Creta, Cipro e la Fenicia passarono cos\u00ec da sotto Roma a sotto l'Egitto. Marc'Antonio le consegner\u00e0 anche la costa, dal Libano fino a Gaza, e dopo, Gerico, con le sue palme, le sue piante fragranti e i suoi frutti tropicali: ogni tipo di beni che assicuravano a Cleopatra una rendita apprezzabile. Ella seppe trarre profitto da questi territori affittandoli ad Erode il Grande dopo che questi aveva ricevuto da Ottaviano la corona della Palestina.
Senza perdere un instante, Erode ingrand\u00ec la lussuosa residenza di Gerico. Fu edificato un primo palazzo che poi croll\u00f2 con il sisma del 31 a.C. Nello stesso momento, Marc'Antonio e Cleopatra, vinti da Ottaviano, si toglievano la vita.
Erode pass\u00f2 cos\u00ec della condizione di fittavolo a quella di proprietario. Costru\u00ec un secondo palazzo sulle rovine dell'edificio asmoneo, che fece ricoprire con uno spesso strato di terra. Su tale terrazza stabil\u00ec una residenza che dominava tutto il bosco di palme, costru\u00ec una grande piscina per sostituire quelle antiche. Fu precisamente in questa piscina dove anni pi\u00f9 tardi fece affogare colui che egli stesso aveva eletto sommo sacerdote, Aristobulo II - suo giovane sedicenne cognato - la cui popolarit\u00e0 gli faceva ombra.
Alla fine del secolo I a.C. fu costruito un terzo palazzo sul Wadi el-Qelt, completando cos\u00ec un sontuoso complesso residenziale. Fu in questa residenza d'inverno dove Erode mor\u00ec. E per non venire meno all'istinto crudele e spietato che lo anim\u00f2 durante il suo lungo regno, dispose che dopo la sua morte fossero assassinati tutti i notabili giudei. Fortunatamente per loro, questa sanguinaria disposizione non fu eseguita.

{K}GES\u00d9 A GERICO{/}
A parte il vecchio sicomoro di {N}Zaccheo{/} di cui segnalano umoristicamente la presenza in un giardino accanto alla strada, non restano altre vestigia della Gerico dell'epoca di Ges\u00f9 che le mura della citt\u00e0 dei tempi di Giosu\u00e8.
Tuttavia, fu qui dove Ges\u00f9 cur\u00f2 il cieco {N}Bartimeo{/} [Lc_18,35] e salv\u00f2 il pubblicano {C}Zaccheo{/} [Lc_19,1]. Ges\u00f9 rivela in questo luogo il carattere insostituibile della luce che egli porta e la novit\u00e0 delle vie della salvezza. Questi due racconti, ambientati accanto all'ultimo annuncio della Passione, sono come una catechesi diretta ai discepoli che ancora rigettano lo scandalo di un Messia crocefisso.

{K}IL MONASTERO DELLA QUARANTENA {/}
Ad ovest dell'antica Gerico, sulle montagne che dominano la pianura, a far da sfondo al Tell es-Sultan e quasi aggrappato alla roccia, a met\u00e0 costa, sta il monastero greco-ortodosso della Quarantena. Il monastero fu edificato solo alla fine del secolo scorso attorno a grotte che servivano da abitazioni agli anacoreti del deserto che abitarono quel luogo fin dal secolo IV d.C. Una muraglia in rovine circonda il luogo che si presume fosse la fortezza di {N}Dok{/}, dove Simone Maccabeo fu assassinato nel 134 a.C. [1Mc_16,15]. All'interno di questo recinto fu edificata una chiesa, per commemorare probabilmente le tentazioni di Ges\u00f9 nel deserto. Tuttavia, nulla ci permette di affermare con sicurezza che Ges\u00f9 si sia ritirato in questi paraggi.

{K}- LACHIS (LAKISH){/}
I bassorilievi del palazzo reale di Ninive hanno immortalato la presa di Lachis da parte del re assiro {N}Sennacherib{/} nel 701 a.C. Lachis, situata su un promontorio roccioso che domina la pianura costiera tra Gaza ed Ebron, formava parte delle fortezze che impedivano all'invasore il passaggio verso Gerusalemme. Questa fortezza fu occupata a partire dal III millennio a.C.

{K}UNA POTENTE CITT\u00c0 CANANEA 1580 - 1220 A.C.{/}
Dei tre templi sovrapposti, costruiti su un fosso scavato a difesa contro gli Hyksos, restano poche cose. Nel tempio pi\u00f9 recente, insieme ad oggetti tipicamente cananei, si sono trovati scarabei egiziani e pezzi d'avorio lavorato finemente che testimoniano il controllo esercitato sul luogo dagli egiziani fino alla sua distruzione totale avvenuta nel 1220 a.C. Due eventi segnano particolarmente quest'epoca: l'arrivo dei {N}popoli{/} del {N}mare {/}(i filistei), e l'entrata delle trib\u00f9 in Canaan sotto la guida di Giosu\u00e8. Ascoltiamo quanto dice al riguardo l'Antico Testamento: {C}"Giosu\u00e8 con tutto Israele da Libna pass\u00f2 a Lachis, che assedi\u00f2 e prese d'assalto. Il Signore lasci\u00f2 Lachis in potere d'Israele, che la prese il secondo giorno e la pass\u00f2 a fil di spada con tutti i suoi abitanti, tutto come aveva fatto a Libna" {/}[Gs_10,31] - [Gs_10,32].

{K}LA FORTEZZA ISRAELITA {/}
Fu la piazzaforte pi\u00f9 importante del regno di Giuda, dopo Gerusalemme. A partire dal regno di Roboamo (928-911 a.C.), i palazzi si succedono sulla cima della collina da dove dominano la citt\u00e0 e le sue vicinanze. Roboamo estende la rotta nord-sud da Sefela a citt\u00e0 fortificate come Azeka, Ebron e Lachis. {C}"Egli mun\u00ec queste fortezze, vi prepose comandanti e stabil\u00ec magazzini di viveri, di olio e di vino" {/}[2Cr_11,11]. Tuttavia, saranno i successori di Roboamo: Asa e Giosafat, che costruiranno fortificazioni davvero monumentali, che, grazie agli scavi archeologici, sono state nuovamente portate alla luce.

{K}LA PRESA DI LACHIS DA PARTE DI SENNACHERIB NEL 701 A.C. {/}
Dopo la caduta di Samaria, la minaccia di una invasione assira del regno di Giuda, e particolarmente di Gerusalemme, si profilava imminente.
{N}Ezechia{/} (716-685 a.C.) prese l'iniziativa di una rivolta contro l'Assiria con l'appoggio dell'Egitto. si tent\u00f2 di persuadere anche le citt\u00e0 filistee che prendessero parte alla rivolta; per\u00f2 Gaza e Azoto erano state castigate severamente da Sargon II per le loro rivolte precedenti e non avevano ora intenzione alcuna di ripetere l'esperienza. Nonostante tutto per\u00f2 il re Sidqa di Ascalon accett\u00f2 di unirsi al gruppo. In quanto a Padi, re di Accaron, che si rifiut\u00f2 di entrare nella coalizione, fu condotto incatenato a Gerusalemme davanti al re Ezechia. La reazione assira non si fece attendere. L'esercito di Sennacherib attravers\u00f2 la Galilea e la Samaria; s'impossess\u00f2 delle citt\u00e0 filistee della costa e mise in assedio la citt\u00e0 di Lachis. Sennacherib espugn\u00f2 la fortezza e la convert\u00ec in suo quartiere generale. Per commemorare questa vittoria fece rappresentare l'occupazione della citt\u00e0 sulle mura del suo palazzo a Ninive, con una precisione e una ricchezza di particolari incredibile: una vera storia a disegni dove si pu\u00f2 apprezzare, la battaglia con le diverse divisioni delle truppe e i macchinari di guerra, la fortezza scrupolosamente ricostruita, e tutto dal primo assalto fino al corteo dei deportati dopo l'occupazione della citt\u00e0.
La presa di Lachis fu solo una prima tappa per Sennacherib: di l\u00ec si proponeva di continuare la sua campagna attaccando Gerusalemme; solo un intervento miracoloso di Dio poteva, allora, salvare la Citt\u00e0 Santa, e questo intervento ci fu [2Re_18,12] - [2Re_19,37]. quando tutto pareva perso, Dio accorse in aiuto del suo popolo, rinnovando cos\u00ec i miracoli dell'esodo. 
Si sono scoperti in citt\u00e0 numerosi vasi con sigilli reali, che servivano per la dispensa alimentare dell'Esercito di Ezechia, permettendogli di sopportare un assedio lungo e difficile. Centinaia di punte di frecce di ferro, scoperte a livello delle mura e della rampa d'assalto degli assiri, mostrano la violenza dei combattimenti.
La citt\u00e0 fu distrutta, e rest\u00f2 sepolta sotto uno spesso strato di cenere. Ricostruita rapidamente nel secolo VII a.C., sopravvisse fino alla caduta del regno di Giuda. Dovette, allora, inchinarsi all'Esercito di Nabucodonosor. Le famose "lettere di Lachis" trovate vicino alla porta della citt\u00e0, sono, in gran parte, le missive dirette al comandante della piazza di Lachis ai tempi di Sedecia e del profeta Geremia.

{K}- MARESA{/}
Situata all'estremo nord di Sefela, Maresa \u00e8 citata in [Gs_15,44], nella lista di citt\u00e0 consegnate alla trib\u00f9 di Giuda al momento della ripartizione della terra. il secondo libro delle Cronache menziona Maresa tra le citt\u00e0 fortificate da Roboamo [2Cr_11,8], per\u00f2, a quanto sembra, i lavori di fortificazione ebbero luogo in epoca anteriore, prima della invasione del faraone Sisach, e nessuno sa che cosa rimase dopo la campagna egiziana. La Sefela sar\u00e0 anche luogo di transito di assiri e babilonesi verso il paese; e tutte le sue citt\u00e0 saranno distrutte al momento della conquista della Palestina da parte di Sennacherib nell'anno 701 a.C.
Alla fine del secolo VI, la citt\u00e0 passa in mani edomite e diventa la capitale dell'Idumea. Molto probabilmente serv\u00ec da centro di smistamento del commercio degli schiavi con l'Egitto. Nella citt\u00e0 si stabil\u00ec anche un'importante colonia di sidoni, originari della Fenicia. Maresa fu distrutta dai parti nell'anno 4 a.C.

{K}- QUMRAN{/}
\u00c8 una localit\u00e0 sulla sponda nord occidentale del Mar Morto, 19 km a sud di Gerico, sulle propaggini delle montagne del Deserto di Giuda a 340 m sotto il livello del Mediterraneo (il Mar Morto \u00e8 a -400 m). In grotte, contate fino a 11, poste in luoghi scoscesi nelle pareti rocciose, furono trovati reperti di abitazioni e importanti documenti che hanno permesso di identificare maglio la storia del cosiddetto "Monastero" degli esseni, o Khirbet Qumran, e il modo di vivere e di pensare dei suoi abitanti a partire dal II secolo prima di Cristo al I sec. d.C. Un gruppo di esseni, in rottura con il clero del tempio di Gerusalemme, si stabil\u00ec in questo luogo in cerca di solitudine e raccoglimento. Il luogo era di scarso interesse per gli archeologi fino alla primavera del 1947, data della scoperta fortuita dei celebri "Rotoli di Qumran" o "Manoscritti del Mar morto". 

{K}LA SCOPERTA DEL SECOLO XX{/}
Il primo aprile del 1947, mentre cercava una pecora smarrita, il giovane pastore della trib\u00f9 Ta'amireh, Mohamed el-Dib, lanci\u00f2 per caso una pietra all'interno di una cavit\u00e0 della scarpata rocciosa. L'eco prodotto dal colpo della pietra, era quello di un suono simile di oggetti che si rompono. Incuriosito, il giovane pastore si introdusse nella grotta: il pavimento era tappezzato di cocci. C'erano anche otto giare con i rispettivi coperchi. Una di esse conservava vari rotoli di pergamena avvolti in un panno di lino. I rotoli avevano un'antica scrittura. Dopo molte peripezie, i preziosi rotoli giunsero alle mani degli archeologi, e dopo in quelle degli esegeti, che molto rapidamente presero coscienza dell'importanza eccezionale della scoperta. Si intraprese allora una ricerca sistematica dentro un raggio di 10 km attorno all'ormai famoso nascondiglio. Mentre le grotte naturali, come quelle scavate nella marna, consegnavano manoscritti ogni volta pi\u00f9 numerosi, gli scavi realizzati sulla terrazza attorno ad alcune rovine, - insignificanti a prima vista- rivelarono la presenza di edifici ad uso comunitario. Molto presto si sarebbe avuta conferma che tali costruzioni nella loro quasi totalit\u00e0, erano opera degli esseni.

{K}IL MOVIMENTO DI QUMRAN {/}
La storia degli esseni era conosciuta fin dall'antichit\u00e0 grazie ai testi di Filone di Alessandria, Flavio Giuseppe e Plinio il Vecchio. Quest'ultimo, nella sua "Storia naturale" (V, 17,73), li definiva cos\u00ec: {C}"Gente straordinaria, la pi\u00f9 straordinaria che possa esistere, senza mogli, senza amore, senza denaro, e che vive in compagnia delle palme... Cos\u00ec, da migliaia di secoli, cosa incredibile, che sopravviva un popolo eterno, dove nessuno nasce"{/}. Nonostante l'ovvia esagerazione di questa descrizione, segnata dall'immaginazione e dall'agile penna dell'Autore, non \u00e8 meno certo che gli esseni avevano formato fin dal secolo II a.C. una societ\u00e0 di "{C}puri"{/} segregati dal mondo, per praticare ascesi e preghiera.
La loro origine rivela insieme una crisi religiosa e una crisi politica. Nel 151 a.C. Alessandro Bala (Epifane), un impostore, usurpa il trono della Siria, e la Palestina \u00e8 una sua provincia. Un anno pi\u00f9 tardi, conferisce a {N}Gionata{/}, fratello e successore di Giuda Maccabeo, la dignit\u00e0 di sommo sacerdote [1Mac_10,20], nominandolo inoltre anche capo militare e governatore della Giudea. Favorevole all'Ellenismo, cio\u00e8 della cultura greca, Gionata abbandona la politica indipendentista e di riforma religiosa alla quale suo padre e suo fratello si erano dedicati. Davanti a una simile situazione, la classe sacerdotale conservatrice giudaica non tarda a reagire: la secolarizzazione in corso snatura i fondamenti stessi del giudaismo. E, peggiore di tutti i mali, chi ha accettato tale incarico non ne adempie gli obblighi. In effetti, Gionata apparteneva a una famiglia di sacerdoti, per\u00f2 non discendeva da Sadoc. La sostituzione del calendario liturgico tradizionale con il calendario ellenistico si sommava alle lamentele contro il nuovo sommo sacerdote.

{K}L'ESODO A QUMRAN{/}
Dinanzi allo scandalo del tempio profanato da un sacerdote illegittimo e indegno, un piccolo gruppo di cui facevano parte anche dodici laici per simbolizzare le dodici trib\u00f9 di Israele, e tre sacerdoti che rappresentavano i tre clan levitici, si esilia a Qumran tra il 140 e il 130 a.C. Qui, come si esprime al riguardo la regola della comunit\u00e0: {C}"si separeranno dagli iniqui e lasceranno la loro casa per andare nel deserto al fine di preparare l\u00ec la via di Dio secondo quel che sta scritto: "Nel deserto, preparino la via dell'Eterno, traccino nella steppa un sentiero per il nostro Dio" {/}(Regola della comunit\u00e0, colonna VIII).
\u00c8 cos\u00ec che - alla sequela del Maestro di Giustizia, fondatore e formatore del movimento, che per una grazia speciale comprende i misteri nascosti nei Libri Sacri - nasce la comunit\u00e0 di Qumran, basata sull'alleanza, di cui il gruppo si considera unico depositario{C}.{/} Quando si ritirano in questo sito arido sul Mar morto, gli esseni rivivono l'esperienza dei "padri" e la traversata del deserto prima dell'entrata nella Terra promessa. Convinti di rappresentare il vero Israele, il piccolo {C}resto{/}, unico erede delle promesse messianiche, preparano il Nuovo Israele che sar\u00e0 la risposta al disegno di salvezza di Dio. Solo la vita comunitaria, quasi monastica, consacrata alla lettura delle Scritture, all'orazione e alla meditazione della Legge e dei Profeti permetter\u00e0 loro di vivere l'incontro con Dio.
Durante circa tre secoli, questi sacerdoti e laici volontariamente ritirati nelle vicinanze del Mar morto, copieranno e ricopieranno i Libri Sacri al stesso tempo che redigeranno dei loro scritti originali. 

{K}DIVERSE TAPPE NELL'OCCUPAZIONE DEL SITO{/}
Gli scavi archeologici hanno permesso di seguire nei particolari la storia e la vita della {C}comunit\u00e0 dell'alleanza{/}. Quando i "fondatori" giunsero sulle sponde del Mar morto, vi trovarono una torre e una cisterna pi\u00f9 o meno in stato di abbandono: erano per\u00f2 le prove di lavori intrapresi nel secolo VIII a.C. dal re Ozia che {C}"costru\u00ec torri anche nel deserto e scav\u00f2 molte cisterne"{/} (2Cr 26,10) probabilmente per installare piccole guarnigioni in questa regione di frontiera. Attorno sa questi elementi si ebbe verso la met\u00e0 del secolo II a.C. la prima installazione comunitaria.
Attorno all'anno 135 a.C., sotto il regno di Giovanni Ircano I, la comunit\u00e0 si ingrand\u00ec e contemporaneamente si svilupp\u00f2 un sistema idraulico. In quest'epoca il luogo acquista l'aspetto con il quale lo si conosce oggi. Si possono notare anche le orme di una violenta distruzione: senza dubbio, del terremoto del 31 a.C.
Sotto il regno di Archelao (4 a.C. - 6 d.C.), gli edifici danneggiati sono riparati e la torre \u00e8 consolidata con un terrazza in pietra. Settant'anni dopo, i passi cadenzati della decima legione romana riecheggiano minacciosi dalle sponde del Mar Morto. Roma aveva inviato Vespasiano per reprimere la prima rivolta giudaica. Vespasiano, dopo aver terminato la sua missione in Galilea, lancer\u00e0 le sue truppe verso la pianura costiera da una parte e per la valle del Giordano dall'altra. Arrivati a Qumran, i legionari massacreranno la comunit\u00e0 saccheggiandone le costruzioni (68 d.C.).
Una guarnigione romana occuper\u00e0 il posto fino alla fine del secolo. In seguito, i partigiani di Bar Kochba verranno a rifugiarsi qui durante la seconda rivolta giudaica (132-135 d.C.). Sar\u00e0 necessario tuttavia attendere ancora quasi due mila anni perch\u00e9 le pale degli archeologi traggano fuori dal loro sonno le rovine di Qumran e con i loro misteriosi segreti.

{K}UN PIANO FUNZIONALE{/}
Il piano d'insieme rivela la preoccupazione di rispondere a necessit\u00e0 ed esigenze di una vita comunitaria di un importante gruppo di persone desiderose di vivere in autarchia su questa appartata piattaforma del deserto.
Presso l'entrata, sulla strada che sale dal Mar Morto, c'\u00e8 una torre che controlla i vari accessi. La torre si protendeva verso sud a partire da un edificio la cui pianta consisteva di una sala circondata da sedili bassi: forse si trattava di una sala di riunioni o dello "sriptorium" (la sala dove si scriveva). Si \u00e8 infatti ritrovato lo {C}scrittorio {/}degli scribi, che era una lunga tavola di terracotta dipinta con gesso, con calamai di bronzo. Inoltre, in questo complesso, erano disposte sale di servizio con cucina e lavanderia. Una stanza piuttosto allungata era probabilmente adibita a refettorio comune.
I laboratori sono raggruppati: nella parte sud si trovano quelli della ceramica, molto ben conservati: una vasca, un contenitore d'argilla, un tornio e due forni di diverso formato - il maggiore dovette servire per la cottura di quelle giare che hanno conservato cos\u00ec bene i manoscritti. Nel settore ovest, si trovano il mulino, il panificio con i forni, le riserve di grano e di frutta, ma anche una stalla. Il sistema idraulico era come la spina dorsale di tutto complesso: si trovano infatti ovunque cisterne e vasconi di decantazione, oltre i numerosi canali che alimentavano i depositi gi\u00e0 menzionati.

{K}IL CIMITERO E LA FATTORIA{/}
Separato dalla citt\u00e0 dei vivi da un lungo muro di pietre che si innalza sul pendio, il regno dei morti comprende non meno di 1.100 tombe. Nella loro gran maggioranza i morti sono uomini. Si trovano sepolti in "loculi" scavati a meno di un metro di profondit\u00e0, senza traccia di offerte n\u00e9 di monete, come invece esigeva l'usanza giudaica d'allora. Pi\u00f9 in basso sono stati trovati scheletri di donne e bambini, cosa che parrebbe contraddire la regola della comunit\u00e0 e le testimonianze d'epoca, dal momento che la citata regola era diretta a celibi che avevano scelto di vivere in un perfetto stato di purezza rituale. Potrebbe trattarsi allora di donne e bambini di famiglie vicine alla comunit\u00e0, dato che la "Regola Annessa" li suppone nei pressi del "monastero".
A tre km a sud di Qumran, la grande oasi di Ein Feshkha, ricca di piante da frutta, assicurava la sussistenza della comunit\u00e0. Sorgenti abbondanti d'acqua permettevano l'irrigazione delle varie coltivazioni, ed erano ugualmente necessarie per la lavorazione delle pelli che, tagliate e trasformate in {N}pergamene{/}, erano usate dagli scribi.

{K}LA BIBLIOTECA DI QUMRAN{/}
La scoperta dei manoscritti di Qumran costituisce certamente uno dei ritrovati archeologici pi\u00f9 rilevanti del XX secolo. Le grotte hanno restituito la biblioteca di questi uomini che, nei momenti di maggior pericolo, si ritiravano in eremi naturali ancora riconoscibili nella scarpata. Le grotte 1 e 4 contenevano i documenti della comunit\u00e0 che dovettero essere nascosti di fretta, quando il sito fu distrutto e abbandonato. Migliaia di frammenti di tutti i formati sono stati pazientemente riuniti, per\u00f2 solo undici rotoli sono praticamente completi; tra loro, due corrispondono al profeta Isaia e uno ai Salmi. I manoscritti sono generalmente di pergamena, in scrittura ebraica quadrata, specialmente quelli che corrispondono a libri biblici; per\u00f2 si possono anche ammirare esemplari in aramaico o {N}scritti{/} in caratteri ebraici ma in forme pi\u00f9 antiche.
Tutti i circa 400 documenti (in pergamena, papiro e bronzo) del Mar Morto si possono classificare in tre categorie: manoscritti biblici (un centinaio), apocrifi dell'Antico Testamento, e scritti propri della comunit\u00e0. 

{K}I LIBRI DELLA BIBBIA{/}
Se confrontiamo i testi biblici in lingua ebraica scoperti a Qumran con le copie che si possedevano prima - e delle quali le pi\u00f9 antiche non risalgono oltre il secolo IX d.C. - restiamo stupefatti per la loro straordinaria somiglianza, una cosa questa che attesta il lavoro coscienzioso degli scribi che, tramite un lavoro meticoloso, hanno garantito la perfetta conservazione e trasmissione del testo sacro. La scoperta di questi manoscritti ha permesso, inoltre, di confermare il testo ebraico dell'Antico Testamento; dimostra quindi anche che la sua composizione, che noi ancora leggiamo nelle nostre bibbie, era cessata gi\u00e0 praticamente agli inizi del I secolo a.C.
Tutti i libri in ebraico dell'Antico Testamento, salvo Ester, si trovano riprodotti a Qumran. Esistono inoltre quattordici copie del Deuteronomio, dodici di Isaia e una decina del libro dei Salmi. Il libro di Daniele era molto letto a Qumran: se ne sono trovati ben sette esemplari. Questo forse anche per il fatto Daniele era stato composto nel 164 a.C. Le copie sono separate da appena cinquanta anni dall'originale. Riguardo a Qohelet, il manoscritto di Qumran si allontana solo di cento anni dalla sua prima versione.

{K}VARIET\u00c0 DEGLI APOCRIFI{/}
Gli apocrifi dell'Antico Testamento sono libri non inclusi nella bibbia canonica, ma che si muovono all'interno della sua stessa tradizione. La corrente apocalittica ha qui un ruolo particolarmente importante. Per la sua visione d'un mondo sotto il dominio del demonio e d'una storia i cui eventi sarebbero tutti gi\u00e0 descritti nei libri celesti, concorda con le credenze e la teologia della comunit\u00e0. Come il suo esoterismo, che riserva la verit\u00e0 solo agli iniziati, e la sua speranza nella vittoria alla fine dei tempi.
{C}Il Libro dei {N}Giubilei presenta la storia sacra dalla creazione fino alla teofania del Sinai. Il racconto si sviluppa in 49 periodi di 49 anni ciascuno. L'autore s'ingegna a scoprire negli eventi delle origini, e preferibilmente in epoca patriarcale, la giustificazione di leggi e costumi del suo tempo. Quest'ordine, nato dalla legge data al popolo di Israele nel segno dell'alleanza, era, inoltre, garantito da un calendario solare la cui rigorosa osservanza regolava ogni anno nelle loro date proprie, le feste religiose e i sabati.
{C}Il libro di {N}Enoch{/}, uno dei maggiori libri apocalittici giudaici, narra i viaggi nell'al di l\u00e0 di questo patriarca menzionato in Genesi, insieme alle sue visioni del combattimento tra angeli e demoni.
{C}Il {/}{N}Testamento{/}{C} dei dodici {/}{N}Patriarchi {/}riunisce le raccomandazioni dei dodici figli di Giacobbe ai suoi discendenti esortandoli a osservare la legge e a sottomettersi alla trib\u00f9 sacerdotale di Levi, chiamandoli alla santit\u00e0. Questo ideale elevato aveva ispirato il gruppo, autore di questo libro, in cui si trova anche il tema qumraniano dei due Messia.

{K}SCRITTI PROPRI DELLA COMUNIT\u00c0{/}
La letteratura riguardo alla comunit\u00e0 \u00e8 piuttosto abbondante.
La regola della comunit\u00e0, il documento pi\u00f9 importante, fu scoperto nella grotta numero 1 praticamente integro; lo si pu\u00f2 paragonare alle regole monastiche di oggi. Contiene il rituale annuale della rinnovazione dell'alleanza e il codice penale della comunit\u00e0. Una parte dottrinale espone la teoria dei due spiriti. Allegati ci sono la regola per la convocazione di Israele negli ultimi giorni e una serie di Benedizioni.
Nel 1910 furono scoperti due manoscritti dei secoli X e XII d.C., che si rivelarono essere copie di un manoscritto anteriore alla rovina del tempio di Gerusalemme (anno 70 d.C.). I sacerdoti, discendenti di Sadoch, vi occupavano una posizione tutta particolare; nei manoscritti si parlava anche della "Nuova alleanza nel paese di Damasco": fu subito chiaro che la comunit\u00e0 di cui era stata scoperta la regola, era in stretto rapporto con gli esseni conosciuti gi\u00e0 da Filone di Alessandria e da {N}Giuseppe{/} {N}Flavio{/}. I manoscritti di Qumran, e particolarmente la regola della comunit\u00e0, venivano a confermare queste intuizioni.
La regola della guerra deve assicurare la vittoria dei "figli della luce" sui "figli delle tenebre". Spiega la strategia guerriera da seguire per conquistare il mondo.
Il rotolo degli {N}Inni{/} di lode a Dio, \u00e8 un'azione di grazie alla misericordia divina che concede all'uomo la salvezza, nonostante la sua fragilit\u00e0. Tutto il contenuto del libro esprime un desiderio profondo di comunione con Dio.
I commentari (o Pesharim) dei libri di Abacuc, Michea, Naum e Isaia fondono insieme spiegazione e interpretazione minuziosa dei testi in funzione della escatologia e della storia contemporanea della comunit\u00e0.
{C}Il rotolo del{/}{N} Tempio{/} si ispira molto al Deuteronomio; le leggi che erano state trasmesse al popolo per mezzo di Mos\u00e8, sono qui enunciate direttamente da Dio, in prima persona, e dirette alla comunit\u00e0 di questo Nuovo Israele.
{C}I rotoli di{/}{N} Bronzo{/}, finalmente, stabiliscono una lista di rifugi nascosti, in maggioranza attorno a Gerusalemme, che avrebbero custodito un favoloso tesoro, tanto misterioso che ogni ricerca \u00e8 risultata infruttuosa fino ad oggi.
Questa letteratura chiarisce l'evoluzione del mondo giudaico alle soglie dell'era cristiana; serve inoltre, in certo qual modo, da legame tra gli ultimi libri della bibbia ebraica e gli scritti del Nuovo Testamento. D'altra parte, questi manoscritti testimoniano direttamente della vita e delle dottrine di questo gruppo di esseni ritiratosi a Qumran, lontano dal tempio e dalla citt\u00e0 santa.

{K}IL DUALISMO ESSENO{/}
Per raggiungere la comunione con Dio, i membri della comunit\u00e0 devono vincere l'impotenza dell'uomo dinanzi al male. Nel cuore di ogni uomo, s'affrontano infatti i due spiriti che si disputano il mondo: lo spirito delle tenebre e lo spirito della luce, le forze del male e le forze del bene. In tale lotta cosmica, Dio stesso assicurer\u00e0 il trionfo del bene, non senza per\u00f2 il concorso dei figli della luce, che devono coinvolgersi in una guerra di sterminio, la cui strategia si trova minuziosamente spiegata nella "Regola della guerra".

{K}LA LITURGIA DELLA NUOVA ALLEANZA{/}
L'ideale altamente spirituale di tutti i membri era alimentato e sostenuto da un'osservanza stretta delle regole sociali e religiose, da riti di purificazione (attestata dalla grande quantit\u00e0 di vasche ritrovate a Qumran), da riti di conversione del cuore e, in fine, da assemblee liturgiche nel cui sviluppo il convito sacro di pane e vino dolce, rappresentava una "pregustazione" del banchetto escatologico.
Le feste solenni erano regolate dal calendario luni-solare, che assicurava l'armonia della liturgia terrestre con la lode celeste. Questa vita di orazione comunitaria costituiva in s\u00e9 stessa le primizie della vita angelica, promessa per la fine dei tempi.
Alla festa di Pentecoste si attribuiva un'importanza eccezionale. Questa comunit\u00e0 della "Nuova alleanza", i cui membri ricevevano lo spirito di santit\u00e0 e, per esso, l'accesso ai misteri divini, doveva solennizzare infatti il giorno in cui si venerava la consegna della legge a Israele sul Sinai. La liturgia si ispirava alla rinnovazione dell'alleanza, come \u00e8 narrata nel Deuteronomio: {C}"Queste sono le parole dell'alleanza che il Signore ordin\u00f2 a Mos\u00e8 di concludere con i figli d'Israele nella terra di Moab... Mos\u00e8 convoc\u00f2 tutto Israele e disse loro: 'Voi avete visto tutto ci\u00f2 che il Signore fece sotto i vostri occhi nella terra d'Egitto contro il faraone, con tutti i suoi servi e contro tutta la sua terra... Osservate dunque le parole di questa alleanza e mettetele in pratica, affinch\u00e9 abbiate successo in tutto ci\u00f2 che fate. Voi state oggi tutti al cospetto del Signore vostro Dio: ...per entrare nell'alleanza del Signore tuo Dio e nel patto che il Signore tuo Dio stringe con te oggi, per costituirti oggi come suo popolo, e per essere egli Dio per te, come ti ha detto e come ha giurato ai tuoi padri, ad Abramo, a Isacco e a Giacobbe'" {/}[Dt_28,69] - [Dt_29,1], [Dt_29,.8], [Dt_29,11], [Dt_29,12].
Nonostante la sua autentica profondit\u00e0 spirituale e l'ideale di santit\u00e0 che l'animava, questa comunit\u00e0 di "puri" non ebbe quasi alcun influsso n\u00e9 sul giudaismo palestinese, n\u00e9 sul cristianesimo nascente. Erano tanto convinti della loro vocazione superiore che si consideravano il gruppo dei salvati, gli unici abilitati ad interpretare la Scrittura, per cui si chiusero in un orgoglioso isolamento.
Il dualismo settario che costituiva la base della teologia di Qumran e il combattimento senza piet\u00e0 dei figli della luce contro i figli delle tenebre destinati allo sterminio, permettono di captare fino a che punto arrivava la loro intransigenza.
Vari paralleli si possono notare tra gli scritti esseni e i testi del Nuovo Testamento. Questo per\u00f2 non impedisce che la fede cristiana conservi tutta la sua originalit\u00e0 riguardo alle credenze e pratiche della comunit\u00e0 dell'alleanza. Il Messia Figlio di Dio annuncia il regno di Dio gi\u00e0 al presente, sulla terra; la salvezza \u00e8 dono gratuito dell'amore di Dio, e tutti gli uomini sono convocati al banchetto della fine dei tempi.
