{N}1,{/}15 {N}CRISTO PRINCIPIO E FINE DELL'UNIVERSO{/}
Non \u00e8 difficile scoprire che il brano in 1,15-20 \u00e8 un inno. \u00c8 come una parentesi nel testo: senza di essa si passerebbe con naturalezza dal versetto 14 al 21. Non si pu\u00f2 tuttavia essere certi che il passo sia stato inserito qui successivamente in quanto serve da conclusione alla preghiera che precede e si connette bene a quanto segue.
Questa presentazione della posizione eccezionale occupata da Cristo nel piano di Dio merita la nostra attenzione. Il piano di Dio creatore \u00e8 centrato nel Figlio, che \u00e8 gi\u00e0 presente in Dio come immagine del Padre. Dopo la sua risurrezione passa ad essere il capo di quel popolo particolare che \u00e8 la Chiesa; allo stesso tempo per\u00f2 \u00e8 il centro attorno al quale ruota la nostra storia e in lui l'universo conseguir\u00e0 la sua unit\u00e0. 
Si sa che dalla risurrezione in poi la prima comunit\u00e0 cristiana credeva in Ges\u00f9 come Cristo o Messia, il salvatore d'Israele. Da quel momento credette anche che egli era di origine divina. Restava tuttavia difficile da precisare che cosa questo volesse dire, senza avere ancora dei termini capaci di esprimerlo. Perci\u00f2 alcuni cristiani, e specialmente gli apostoli, testimoni ufficiali di Ges\u00f9, vollero chiarire in che senso si credeva in lui e lo si chiamava Figlio di Dio.
Nei giorni che precedettero la Pentecoste, la comunit\u00e0 pregava ma insieme s'interrogava e rifletteva sulla propria fede (Atti 1,14). La testimonianza di Maria sul concepimento verginale di Ges\u00f9 dovette avere il suo peso: \u00e8 per questo che forse Luca la cita per esteso nei due primi capitoli del suo vangelo, probabilmente redatti sulla base di un antico documento delle chiese di Palestina. Ugualmente eloquente era la testimonianza dei tre testimoni della Trasfigurazione di Ges\u00f9, Pietro, Giacomo e Giovanni. Fu per\u00f2 durante tutto il periodo della preparazione dei vangeli che i profeti della prima Chiesa (tra i quali \u00e8 da annoverare Paolo) fecero progredire il vocabolario cristiano, precisando sempre meglio il significato del rango divino attribuito a Ges\u00f9. 
Il primo passo fu fatto quando si diede a Ges\u00f9 il titolo di Signore{N} {/}(si veda il commento a Gv 20,11) e gli si applicarono senza esitare molti testi della Scrittura in cui il Signore altri non \u00e8 che Yahweh-Dio d'Israele (Mt 21,16; 2Cor 3,16). In tal modo si proclamava senza dubbio il suo rango divino. I saluti di Paolo nelle sue lettere citano sempre il Padre e Ges\u00f9, l'uno a fianco all'altro, come autori entrambi di un'unica grazia: il Padre \u00e8 Dio e Ges\u00f9 \u00e8 suo Figlio, il Signore (1Cor 1,3; 2Cor 1,2). Ancora per\u00f2 non si precisava la posizione e la personalit\u00e0 del Figlio dinanzi al Padre. 
Abbiamo al riguardo in Col 1,15-20 un testo molto ricco. Tutto lo sfondo di Paolo \u00e8 biblico. Nel libro dei Proverbi, nella parte pi\u00f9 recente che dovrebbe risalire al secondo o terzo secolo prima di Cristo, si legge un poema (8,22) in cui la Sapienza \u00e8 presentata come una persona. La sapienza designa il piano attivo di Dio sulla creazione, anteriore all'universo, origine di quanto esiste d'ordine, bellezza e armonia nel cosmo. Ella scende negli uomini, perch\u00e9 \u00e8 l\u00ec che si trova pi\u00f9 a suo agio, e s'installa in Israele per ispirarne i saggi. Anche nel libro del Siracide si trova un poema (24,1-29) nel quale la Sapienza \u00e8 personificata. Il senso per\u00f2 qui cambia: la Sapienza designa ora lo spirito della Legge. \u00c8 scesa dal cielo dove celebrava il culto divino nel suo santuario celeste, per piantare le sue radici in Gerusalemme, incarnata nel Libro della Legge.
Questi testi antichi potrebbero essere confrontati con Colossesi. Per\u00f2 anche se qui l'inno deve ad essi la sua struttura, se ne mostra indipendente e pi\u00f9 audace: Cristo ha un rango, una realt\u00e0, una signoria sul mondo che mancava nei testi sulla Sapienza.
{N}15 {C}Egli \u00e8 immagine del Dio invisibile. {/}Dove ha trovato Paolo questa parola {C}immagine {/}che applica a Cristo e che non \u00e8 nei testi sulla Sapienza? Sicuramente avr\u00e0 pensato a Gen 1,27. Ha applicato al Figlio dell'Uomo quanto l\u00ec si dice dell'uomo, come fa Eb 2,6 interpretando il Salmo 8. Quasi in nessun testo della Bibbia si trova la parola {C}immagine {/}associata a Dio, perch\u00e9 le icone di Dio erano escluse. Tuttavia in Num 12,8 Mos\u00e8 contempla l'immagine di Dio, e poi c'\u00e8 il Sal 17,15 ed Ez 1,28. Lo stesso Dt 4,12, che riafferma: "udivate il suono delle parole senza vedere nessuna figura: soltanto una voce" deve aver incoraggiato Paolo a scorgere nel Figlio fatto uomo l'immagine del Padre invisibile.
{N}16{/} {C}Generato prima di ogni creatura. {/}Diciamo {C}generato prima... {/}e non: {C}primogenito di ogni creatura, {/}perch\u00e9 nella Bibbia il primogenito occupa un posto speciale; non \u00e8 solo il primo tra fratelli. Cristo non \u00e8 creato. Paolo \u00e8 pronto nell'affermarlo, mentre la Sapienza \u00e8 "creata" in Prov 8,22 e anche in Sir 24,8 e 9, quantunque sia uscita dalla bocca di Dio. Cristo \u00e8 l'immagine a partire dalla quale tutto \u00e8 stato creato. Non si pu\u00f2 fare di lui una super-creatura anteriore al resto della creazione (come sostengono i Testimoni di Geova) perch\u00e9 prima della creazione non esiste che Dio, e in Dio che pu\u00f2 esserci che non sia eterno e uno con lui? Se quindi egli era il Figlio (Eb 1,2 e 4) \u00e8 perch\u00e9 non era una creatura.{C} 
Tutte le cose sono state create in vista di lui.{/} Altro elemento nuovo. Chi serviva la sapienza otteneva i favori di Yahweh (Prov 8,35), per\u00f2 qui tutto ritorna a Cristo. Come gi\u00e0 si diceva in 1Cor 15,24, lui solo consegner\u00e0 il Regno al Padre quando tutto l'Universo gli sar\u00e0 stato sottomesso.
{N}17{/} {C}Tutto sussiste in lui.{/} \u00c8 qui il principio di unit\u00e0 dell'universo; ricordiamo che per i greci, il tutto comprende anche l'universo.
{N}19{/} (19-20) {C}Tutto \u00e8 riconciliato con Dio {/}dopo che il sangue della sua croce ha ristabilito la pace. La redenzione non \u00e8 solo una riparazione dei peccati da noi commessi ma anche un evento di ordine cosmico. C'\u00e8 qui un punto che ci sfugge, perch\u00e9 l'idea che abbiamo dell'universo ce l'offre la scienza a partire da quel che vediamo; quanto vediamo e misuriamo \u00e8 per\u00f2 d'ordine materiale e fisico: velocit\u00e0, distanza, anni luce... Non sappiamo come uno spirito veda tutto questo, perch\u00e9 per esso le distanze non esistono: e qual \u00e8 la realt\u00e0 dell'universo agli occhi di Dio? Tutte le interpretazioni sono possibili, e Paolo ci dice che l'opera compiuta dal Figlio, morto in Palestina due mila anni fa, perfeziona l'ordine dell'universo.

