{N}1,{/}1 E' sufficiente confrontare questo inizio con quello del Vangelo di Luca per vedere che sono due parti di una stessa opera. "Teofilo" significa: "Che ama Dio". Potrebbe essere soltanto un nome prestato: Luca indirizza il suo libro a chiunque ama Dio.

{N}1,{/}3 Bisognerebbe tradurre: Dava le sue disposizioni grazie allo Spirito Santo e non "che si era scelti nello Spirito Santo". Queste disposizioni sono quelle che da Cristo risorto durante i suoi incontri che diventano manifestazioni spirituali.

{N}1,{/}7 {C}E' questo il tempo in cui tu intendi restituire la potenza regale ad Israele?{/} Qui si riafferma la speranza gi\u00e0 manifestata dai discepoli di Emmaus. Questa domanda tipicamente giudaica, posta all'inizio di un libro la maggior parte del quale \u00e8 occupato dalle missioni di Paolo, aiuta a captare che cambio di prospettiva stava diventando necessario per portare il Vangelo ai Greci.

{N}1,{/}9 Questo testo \u00e8 l'unico che parla di Ges\u00f9 elevato in Cielo in una manifestazione visibile (il testo di Lc 24,51 \u00e8 forse un'aggiunta e gli altri evangelisti non ne fanno alcuna menzione). Dobbiamo allora pensare che Luca abbia materializzato questa ascensione al Cielo che invece fino ad allora non aveva che un significato figurativo? Era normale che fosse concessa agli apostoli una manifestazione sensibile, adatta alla loro immaginazione religiosa, perch\u00e9 restasse impressa nel loro spirito l'esaltazione di Cristo. E' quel che Dio ha fatto anche per altri in molte occasioni.
Deve restare chiaro che tutti gli atti e i gesti di Ges\u00f9  risorto, di cui gli apostoli erano testimoni, erano  modi di cui Egli si serviva per manifestarsi a loro. La sua risurrezione gli ha dato accesso ad un'altra esistenza che non \u00e8 rappresentata nel nostro mondo. Tuttavia, una sola parola non basterebbe per esprimere che cos'\u00e8 la Risurrezione. Per indicarla, la Scrittura utilizzava due parole greche diverse: {C}alzarsi {/}e {C}destarsi,{/} che di solito traduciamo come risuscitare. Per\u00f2, oltre questo {C}destarsi{/} o {C}alzarsi{/}, la Scrittura usa pure il termine {C}esaltare {/}o glorificare: (Gv 12,23; At 3,13). Dobbiamo qui tenere presente Ef 1,20-21 e 4,9-10. La risurrezione e la glorificazione di Ges\u00f9 significano che Lui ha preso nelle sue mani la storia e il cosmo. Indirizzer\u00e0 lui tutti i percorsi perch\u00e9 terminino in questo Uomo Nuovo e in questi Cielo e Terra Nuovi che stanno alla fine della storia.
Pertanto, anche se l'immagine di Ges\u00f9 elevato al Cielo si scontra con la rappresentazione che ci facciamo oggi del cosmo, dobbiamo conservare, con altre parole, il suo significato universale. N\u00e9 dobbiamo rinnegare del tutto questi termini che definiscono il mondo spirituale a partire dal basso e dall'alto, perch\u00e9 esprimono indubbiamente un ordine apparente delle cose. 

{N}1,{/}14 In a Col 1,15 parliamo dell'importanza di questi primi giorni per la riflessione comune della fede.

{N}1,{/}18 I versetti 18-19 sono un inciso non di Pietro, ammesso che tutta la comunit\u00e0 era presente a quello che \u00e8 successo, ma di Luca. Questo particolare aneddotico contraddice in realt\u00e0 la versione di Mt 27,3-10.

{N}1,{/}25 Questo incarico era tanto {C}ministero {/}(nel senso dell'essere responsabile di un servizio) come {C}apostolato{/}, o mandato. La parola che traduciamo con ministero ha la stessa radice di "diacono", per\u00f2 qui si tratta del ministero di un apostolo, testimone ufficiale della Risurrezione e inviato da Cristo.

{N}2,{/}19 Questo non prova che Pietro pensi alla fine del mondo quanto a una crisi apocalittica; in realt\u00e0, la prima Chiesa vi vedeva il compimento nella distruzione di Gerusalemme e del Tempio nell'anno 70. Non si pu\u00f2 tuttavia negare che Pietro esprimesse la convinzione di un prossimo ritorno glorioso di Cristo.

{N}2,{/}22 In questa prima proclamazione, la prima cosa che Pietro vuole spiegare non \u00e8 la dottrina di Ges\u00f9. Cos\u00ec come Ges\u00f9 partiva dai fatti e, parlando a Nazaret, dava un significato ai suoi miracoli (Lc 4,20), anche Pietro spiega qui il senso della morte recente di Ges\u00f9. Questo argomento assai palpitante costituiva un vero scandalo perch\u00e9, qualunque fosse stato il numero di coloro che avevano chiesto la morte di Ges\u00f9 in croce, erano ancora molto pi\u00f9 numerosi tra la gente quelli che non capivano come fosse stato possibile crocifiggere un uomo cos\u00ec diverso dagli altri per la sua statura religiosa e per le guarigioni che aveva operato. "Come Dio ha potuto permetterlo?" Pietro si riferisce a questo scandalo e gli d\u00e0 un primo significato, non tanto pensando alla morte di Ges\u00f9, agli autori della quale egli perdona, ma alla risurrezione che ne segu\u00ec: \u00e8 Ges\u00f9 che dona lo Spirito a coloro che si pentono (2,38). Devono prima pentirsi di essersi stati sordi quando Ges\u00f9 cercava di riunire il popolo di Dio. La promessa di Dio si \u00e8 compiuta comunque, ed \u00e8 solo in questo senso che si pu\u00f2 parlare di redenzione e di redentore.
In quanto a noi che ancora leggiamo questi testi, possiamo solo stupirci dello Spirito che scende sul gruppo che ascolta Pietro e poi su quelli che si uniranno a loro nei giorni seguenti: offrivano loro lo Spirito Santo, e questo li interessava, ed essi credevano.
Luca dice quasi nulla sul modo in cui poterono essere accolte nella Chiesa tremila persone in un giorno (2,41). Non c'\u00e8 dubbio che molte di esse, che erano giunte in pellegrinaggio, se ne ritornarono a casa loro con la fede, senza integrarsi per\u00f2 in una comunit\u00e0 come quella di Gerusalemme. Non \u00e8 impossibile che, dopo averci mostrato l'ampiezza di questo movimento di conversione, nel versetto seguente Luca ci parli di un gruppo diverso, meno numeroso, che, sempre a Gerusalemme, si riuniva nella Chiesa. In questo caso, bisogna intendere e tradurre 2,42: Frequentavano assiduamente.

{N}2,{/}46 Nel v47 si dice: "Il Signore faceva s\u00ec che i salvati si integrassero alla Chiesa". Si veda nota a 4,12.

{N}3,{/}16 Il testo dice: "come se lo avessimo fatto camminare noi, con il nostro potere o piet\u00e0".

{N}3,{/}17 Quest'altra predica di Pietro apporta elementi nuovi rispetto alla precedente (2,17-36) sul tema della salvezza. Il {C}nome{/} di Ges\u00f9 \u00e8 portatore di vita e di guarigione. Ma soprattutto la fede che si appoggia in lui (si veda la nota a 4,12) accelera la venuta di tempi migliori. Pietro abborda in questa maniera il mistero della redenzione; ci crede fermamente anche se non gli \u00e8 facile esprimerlo. 
Egli sostiene che Ges\u00f9, perdonando al suo popolo, d\u00e0 a quanti credono in lui una benedizione che li porta al pentimento e alla remissione dei loro peccati. Questo era precisamente quello che gi\u00e0 annunciava la profezia di Zc 12,10 e 13,1. Ma Pietro non parla ancora di un riscatto dei peccati con il sangue di Ges\u00f9. 

{N}4,{/}12 {N}NON C'E' ALTRO NOME{/}
{C}Siamo destinati a salvarci. {/}Potremmo interrogarci su ci\u00f2 che intende Pietro per salvezza. Dio si era manifestato come l'unico Salvatore del suo popolo e come l'unico Nome per il quale gli uomini dovevano essere salvati. Ma ora, come proclama Pietro, tutta l'opera di Dio in Israele passer\u00e0 per questo Messia gi\u00e0 assiso alla sua destra (Sl 110). La salvezza che non si trova in nessun altro \u00e8 soprattutto la "consolazione di Israele" (Lc 2,25) attesa da molti tra gli uditori di Pietro. E Pietro non vacilla nel promettere tempi migliori (At 3,20).
I profeti per\u00f2 mai separarono la salvezza d'Israele da un rinnovamento interiore dei credenti. E gli apostoli subito accentuano questa salvezza apportata ai credenti; non si parla di cristiani ma di "coloro che accettavano la salvezza" (2,47). Non c'\u00e8 dubbio che essi avevano la coscienza di essere salvati e lo manifestavano nella loro vita quotidiana. Ma potr\u00e0 durare cos\u00ec? Nell'entusiasmo del primo momento chi crede si sente rinnovato e ha l'impressione di aver risolto i suoi problemi. O pi\u00f9 semplicemente qualcuno dice: "Prima questo mi paralizzava, adesso non mi tocca pi\u00f9 di tanto". La presenza di una persona amata che diventa il centro della nostra esistenza basta per darci le ali: Ges\u00f9 era l'amato. Non parliamo poi del dono dello Spirito.
Mai si sarebbe pensato di rinnegare il passato di Israele, la rivelazione fatta ai profeti, le suppliche e la fede della comunit\u00e0 giudaica che ha prodotto apostoli e martiri, senza contare la moltitudine di giusti umili ed anonimi. Ma non \u00e8 la stessa cosa credere in Dio a partire dagli interventi della sua Provvidenza, o credere nell'alleanza di Dio con Israele, iscritta tanto nella storia come nella Scrittura - e di accogliere Ges\u00f9 come il Figlio unico, Dio incarnato venuto tra noi per condividere la nostra condizione. Questo evento unico \u00e8 pi\u00f9 potente di qualunque altra rivelazione per suscitare nel cuore umano la fiducia in Dio Padre, l'umilt\u00e0 e l'amore autentico, a esempio di Ges\u00f9. 
Con Ges\u00f9 la fede aveva acquisito una dimensione nuova. Per questo le lettere di Paolo non parlano solo della fede in Cristo (At 21,21; Ga 2,16...), bens\u00ec della {C}fede di Cristo{/}, cio\u00e8 propria dei cristiani, una fede che si appoggia in Cristo, che \u00e8 secondo Cristo (At 3,16; Rm 3,22; Fil 3,9...). La conferma del fatto che la fede di Cristo ha trasformato il panorama psicologico e spirituale del credente l'abbiamo nel dono dello Spirito che accompagna il battesimo. In esso non solamente si donava un carisma, una grazia sensibile destinata a ricompensare il credente, ma si apriva un mondo nuovo e si apriva in lui.
Questa salvezza personale, che subito occuper\u00e0 il primo posto nella Chiesa, \u00e8 un rinnovamento in profondit\u00e0 dell'anima credente. In primo luogo c'\u00e8 il perdono dei peccati. Poich\u00e9  Ges\u00f9 ha lasciato allo scoperto il peccato come non si era mai fatto prima di lui; basta leggere il Sermone della Montagna. Per alcuni degli uditori di Pietro il peccato consiste anche nell'aver approvato la condanna di Ges\u00f9, e per tutti gli altri il non aver ascoltato i suoi appelli. Ora per\u00f2 Dio offre una riconciliazione molto pi\u00f9 profonda di quella del passato, essenzialmente perch\u00e9 egli ha manifestato il suo immenso amore e il suo potere di perdono, con la croce di Cristo. Anche quando i credenti non riuscivano ad esprimere la loro fede nel Figlio di Dio, erano tuttavia coscienti di averci guadagnato tutto: erano, per riprendere il linguaggio dei profeti, il "resto di Israele" e i "sopravvissuti di Sion" (Is 4,3).
Quando Pietro dice che chi crede si salva, non dice soltanto di sfuggire ad una condanna o ad un'apocalisse imminente (At 2,21). Salvezza \u00e8 pienezza. I salvati sono allo stesso tempo beneficiari e cooperatori del mistero di salvezza che Dio effettua nel cuore della storia umana. E quando si guardano intorno, non possono dubitare di essere entrati con corpo e anima in uno stato, o meglio, in una verit\u00e0 propria di coloro che hanno creduto e sono entrati nella Chiesa.
Quando Pietro dice, non solo per Israele ma per tutti i popoli: {C}"Nessun altro nome infatti sotto il cielo \u00e8 stato concesso agli uomini"{/}, non sta limitando l'opera di salvezza. Non nega l'azione di Dio in quella gran parte dell'umanit\u00e0 che non conosce Cristo; parla piuttosto per quelli che lo stanno ascoltando e per quel popolo che Dio gi\u00e0 si era scelto come portatore dei suoi misteri. Non dice nemmeno che quelli che non credono saranno condannati, bens\u00ec che perdono quella salvezza che era il grande dono di Dio.

{N}6,{/}5 {C}Uomo pieno di fede e di Spirito Santo{/}. Abbiamo incontrato al v3: "pieni di spirito e di sapienza". Il nostro linguaggio religioso ci svia un poco: sapendo che lo Spirito \u00e8 una persona, vogliamo riservargli la maiuscola. Diciamo che \u00e8 "persona" divina, perch\u00e9 ci manca un'espressione migliore, ma lo Spirito \u00e8 anche energia divina, e qui converrebbe dire: {C}pieno di vigore.{/}
Non sappiamo nulla di questi {C}sette{/}, eccetto di Stefano e Filippo. Siccome l'Apocalisse parla dei nicolaiti in Ap 2,6, alcuni hanno pensato, forse con troppa fretta, che debbono essere stati gli imitatori di questo Nicola. La Chiesa latina gli attribu\u00ec persino il matrimonio dei preti.

{N}7,{/}30 Stefano cita qui Es 3,2. Come forse tutti in quel tempo, Stefano ignorava il significato che aveva nei tempi pi\u00f9 antichi "l'angelo del Signore" e pensava ad un angelo. Quindi fa l'associazione con l'angelo di cui si parla in Es 23,20.

{N}7,{/}42 Stefano cita qui Am 5,25-26. Il testo ebraico era danneggiato, e la Bibbia greca, che era stata utilizzata dagli apostoli come anche dai Giudei del mondo greco, non l'aveva restaurato. Il profeta non rimproverava agli Israeliti l'idolatria dei loro padri nel deserto, ma la loro. Stefano tuttavia non si sbaglia di tanto: la Bibbia menziona questa idolatria in diversi luoghi (Nm 25).

{N}8,{/}9 Questo Simone non era sconosciuto. Aveva discepoli in Samaria ed era uno degli ispiratori delle sette gnostiche del secolo seguente.

{N}8,{/}14 {N}BATTESIMO E IMPOSIZIONE DELLE MANI{/}
Questo paragrafo distingue il battesimo dall'imposizione delle mani che conferisce lo Spirito (At 19,6). Le due cose si distinguono nitidamente in Eb 6,2. I vangeli invece parlano di battesimo nello Spirito Santo, cio\u00e8 del battesimo cristiano, e lo oppongono al battesimo di acqua di Giovanni Battista.
Qui bisogna ricordare le parole di Pietro in At 10,47: {C}costoro che hanno ricevuto lo Spirito Santo al pari di noi{/}. Se ci atteniamo alle spiegazioni di Pietro in 11,16, dobbiamo concludere che fin dai primi giorni gli apostoli vollero trasmettere con un'imposizione delle mani (si veda Nm 27,18) il dono ricevuto. Forse Ges\u00f9 aveva loro detto qualcosa a riguardo nei giorni che seguirono la sua Risurrezione e durante i quali li istru\u00ec sullo Spirito Santo: At 1,2. Non parlano invece di battesimo "nello Spirito" come Ges\u00f9 ne aveva parlato. Sembra poi che fin dalle origini l'iniziazione cristiana includesse ambedue i riti e ci si pu\u00f2 domandare solo se si celebravano insieme o se tra loro correva un intervallo di tempo. Dall'altra parte, \u00e8 certo che l'imposizione delle mani divenne, senza alcun cambio di significato o di prassi, la nostra confermazione. 
Le controversie moderne sul battesimo dello Spirito, che sarebbe indipendente dal sacramento della confermazione, sono dovute alla situazione attuale. Siccome il battesimo e la confermazione si amministrano nella maggior parte dei casi senza un ordine normale di conversione e di scoperta di Cristo il Signore, quel che gli da pieno significato, le manifestazioni visibili o carismatiche dello Spirito sono pi\u00f9 rare o pi\u00f9 discrete. Per questo a certi gruppi sembra importante riprendere questo processo, con la speranza spesso ricompensata di ottenere tali grazie. Per\u00f2 pretendere che lo Spirito non sia dato per mezzo della confermazione e che sia necessario aggiungere altri riti, \u00e8 senza dubbio un dispregio del modo comune e tradizionale della vita cristiana.

{N}10,{/}9 Pietro vede {C}il cielo aperto{/}: questa era l'espressione tradizionale per dire che qualcuno aveva una visione, cos\u00ec come in Mc 1,10 e At 7,56. Aveva fame e nella visione Pietro vide ogni tipo di animale da mangiare.

{N}10,{/}37 Questo nuovo discorso di Pietro riprende lo schema del discorso di Pentecoste. Parte dallo scandalo che era stato il supplizio di Ges\u00f9 e mostra come Dio trasforma il male in bene.
Si noti che, rivolgendosi a un non Giudeo, Pietro pone una distanza tra {C}tutto il popolo{/} (v41) e i {C}testimoni da Dio prescelti{/}. Sicuramente intende dimostrare che la risurrezione \u00e8 oggetto di fede, ma anche di pi\u00f9, \u00e8 una maniera di dimostrare che la Chiesa prende le distanze di fronte al popolo giudaico: anch'essa costituisce gi\u00e0 un popolo eletto nel quale il romano Cornelio avr\u00e0 la sua parte.
Altro elemento nuovo: il perdono dei peccati \u00e8 ottenuto grazie al Nome di Ges\u00f9.

{N}14,{/}9 Paolo vide che {C}aveva fede per essere guarito{/}. Si ripete la parola di Ges\u00f9: "La tua fede ti ha salvato". E la parola {C}salvare{/} indica tutte le forme di salvezza, dalla guarigione fino alla fede che giustifica. In realt\u00e0 il fondamento della fede \u00e8 lo stesso in ambedue casi, e non \u00e8 esclusivo del cristianesimo ma si trova in ogni latitudine: chi sa se l'invalido abbia inteso tre parole della bella predica di Paolo in un greco che il popolo non parlava (v11)?

{N}15,{/}22 {N}IL DECRETO DI GERUSALEMME{/}
Nel commento a 15,22 dicemmo che forse Luca fece una stessa relazione dell'incontro di Gerusalemme e del decreto di cui Giacomo fece uso per la sua diocesi con maggioranza giudaica. Notiamo che vari manoscritti del gruppo cosiddetto occidentale hanno una versione diversa dei versetti 20 e 29. L\u00ec le proibizioni sono soppresse parzialmente o totalmente, e in cambio si chiede ai cristiani non giudei di rispettare la grande legge della carit\u00e0 gi\u00e0 suggerita dal Levitico (19,18 e 34): non fate agli altri quello che non volete sia fatto a voi.
Paragonando questo capitolo a Gal 2, particolari vari fanno pensare che l'incontro ebbe luogo durante la festa della consacrazione del tempio. Da questa liturgia provengono il testo di Amos riferentesi alla capanna di Davide, ossia il tempio, agli apostoli come colonne dello stesso (Gal 2,9), e la allusione al giogo che "I nostri padri non furono capaci di sopportare". La chiesa, seguendo l'esempio di moderazione dei giudei in riguardo ai proseliti, andava nonostante pi\u00f9 in l\u00e0, liberandoli dalle leggi sul puro e l'impuro.
Cos\u00ec sembra che il nostro testo venisse ritoccato pi\u00f9 tardi per allinearlo con il decreto menzionato in At 21,25, che manteneva le regole per le regioni vicine alla Palestina.

{N}16,{/}3 Secondo la legge giudaica, il figlio di una madre ebrea e di un padre "impuro" \u00e8 Giudeo. Per questo molti dei cristiani di origine giudaica non perdonavano a Timoteo che non si circoncidesse.

{N}16,{/}13 Quando non c'era sinagoga, i Giudei erano invitati a riunirsi in un altro luogo, come sulla riva di un fiume.

{N}20,{/}28 Numerosi manoscritti antichi hanno un'altra lettura: "la Chiesa di Dio che Lui ha acquisita con il proprio sangue". E' difficile pensare che Paolo abbia parlato del sangue di Dio, perch\u00e9 riserva sempre questo nome, Dio, per il Padre. Dall'altra parte per\u00f2 dice sempre: la Chiesa di Dio. E' probabile che la frase di Paolo abbia seguito il suo pensiero pi\u00f9 che la correttezza dello stile: "la Chiesa che Dio acquist\u00f2 - che fu acquistata dal sangue del Signore". Sembra per\u00f2 abbastanza difficile trarre un argomento da questo testo a favore della divinit\u00e0 di Cristo.

{N}20,{/}30 Qui per la prima volta nel Nuovo Testamento troviamo una preoccupazione per l'eresia, che pot\u00e9 svilupparsi solo dopo la scomparsa degli apostoli. Sar\u00e0 il tema della maggior parte delle avvertenze presenti nelle Lettere di Timoteo e di Tito come pure nelle Epistole Cattoliche.

{N}20,{/}32 La stessa espressione si trova in Lc 4,22 e At 14,3: {C}la parola {/}o il messaggio {C}della sua grazia.{/} Si veda anche At 20,24: la Buona Novella della grazia di Dio. Qui la Parola di Dio \u00e8 potente per formare persone: \u00e8 tutto il senso della lettura biblica considerata come un sacramento.

{N}26,{/}14 {C}E' duro recalcitrare co{/}{C}ntro i pungoli{/}: ossia: \u00e8 inutile resistere ancora, non fai altro che ferirti di pi\u00f9. L'incontro con Ges\u00f9 risuscitato avviene al termine di una lunga lotta. Era impossibile che Paolo non si lasciasse sedurre dalla persona di Ges\u00f9. La sua violenza nella repressione ne era gi\u00e0 un segnale; tanti piccoli fatti della sua attivit\u00e0 persecutoria, e la sua stessa violenza in casi come la morte di Stefano, lo avevano lasciato inquieto e lo straziavano interiormente.

{N}26,{/}15 {C}Il potere di Satana. {/}Qui appaiono gli stessi termini di Col 1,12-13. Nel Vangelo Ges\u00f9 minacciava il potere di Satana quando scacciava i demoni. Qui, l'opera redentrice di Cristo ci libera da un mondo alienato, per introdurci nel suo Regno. Non \u00e8 possibile togliere dalla nostra predicazione questa alienazione e questo potere satanico senza ridurre notevolmente il messaggio cristiano.

{N}27,{/}9 {C}Il giorno del digiuno{/}: cade durante il mese di settembre: Nm 29,7.

