{2}PRIMA LETTERA DI GIOVANNI{/}

Oltre al vangelo attribuito a san Giovanni, tre lettere ci sono state tramandate con il suo nome. La prima \u00e8 particolarmente importante e assai simile al vangelo, cui si avvicina per l'uso di molte parole e intere frasi simili, per la rassomiglianza di stile e per molti concetti sviluppati.
L'autore si presenta come uno che \u00e8 conscio della propria autorit\u00e0 rispetto ai lettori e sa di essere portatore della tradizione evangelica. Egli desidera comunicare quanto ha appreso, lungamente meditato e predicato, di cui \u00e8 stato testimone oculare e su cui considera importante ritornare, a causa degli errori incombenti da cui vede minacciati i lettori. La tradizione, fin da Papia, conosce questa lettera, e con Ireneo e Clemente Alessandrino l'attribuisce espressamente a Giovanni apostolo. Egli non si nomina, n\u00e9 indica a chi scrive, cos\u00ec che il suo scritto ha pi\u00f9 l'apparenza di un piccolo trattato di catechesi che di una lettera, ma le varie volte che si rivolge ai lettori chiamandoli figlioli lasciano scoprire il genere letterario e capire come vi fosse reciproca conoscenza e amore fraterno tra scrittore e lettori.
I destinatari sono pagani convertiti, da ricercarsi con probabilit\u00e0 tra le chiese dell'Asia Minore, pi\u00f9 precisamente nella regione di Efeso, persone che gi\u00e0 credono nel nome del Figlio di Dio, [1Gv_5,13], ma che devono ancora riconoscersi peccatrici, [1Gv_1,18], che l'autore vuole illuminare su verit\u00e0 gi\u00e0 conosciute e possedute, [1Gv_2,21], ma ora messe in pericolo da falsi maestri sorti nella stessa comunit\u00e0, [Gd_2,19], chiamati anticristi.
Gli errori che cominciavano a circolare negavano principalmente la realt\u00e0 dell'incarnazione, scalzando cos\u00ec il fondamento stesso della fede in Cristo, che degradavano a un semplice essere intermedio tra Dio e gli uomini. Sostenevano pure l'inutilit\u00e0 della redenzione, affermando che all'uomo basta la scienza, la gnosi, per elevarsi a Dio.
Contro tali errori si scaglia Giovanni, con tutto l'ardore della sua fede e del suo amore per il suo Signore e per i fedeli minacciati. Ne risulta uno scritto in cui gli argomenti, le ragioni, i richiami, gli inviti appassionati s'intersecano, si accavallano, si ripetono, senza un piano logicamente concepito, ma come sprizzanti da un cuore innamorato, desideroso di comunicare ai lettori la gioia di vivere nella comunione con Dio, conosciuto come amore [1Gv_4,16].
La divinit\u00e0 di Ges\u00f9, incarnatosi per la salvezza degli uomini, [1Gv_2,1], \u00e8 ripetutamente richiamata come base della fede, [1Gv_4,2], fede minacciata dall'anticristo personalizzato in molti falsi dottori, fede che unisce con Dio-Amore, [1Gv_1,3]; [1Gv_1,6]: nella comunione con il Padre e il Figlio, nella luce dello Spirito Santo, nella fuga dall'errore, nella fedelt\u00e0 alla dottrina ricevuta, nell'amore fattivo ai fratelli, unica garanzia che si ama Dio.
Dove sia stata scritta la lettera \u00e8 difficile dire: la tradizione presenta Giovanni a Efeso, scelta come centro della sua attivit\u00e0 apostolica, e in questa citt\u00e0 si pu\u00f2 pensare che abbia avuto origine anche la prima lettera.
Pi\u00f9 incerta ancora \u00e8 la data di composizione, su cui tace la tradizione. Data la stretta relazione tra questa lettera e il quarto vangelo, si pu\u00f2 supporre che i due scritti abbiano visto la luce a poca distanza l'uno dall'altro intorno alla fine del I secolo.

{2}SECONDA LETTERA DI GIOVANNI{/}

E' un brevissimo scritto anonimo che un autorevole presbitero indirizza alla \u00abeletta Signora e ai suoi figli\u00bb, chiaro riferimento a una chiesa locale di cui ignoriamo l'identit\u00e0. La lettera ricalca nelle preoccupazioni e nello stile la prima di Giovanni: \u00e8 un appassionato invito ad amarsi a vicenda e a guardarsi dai falsi dottori.
Trattandosi d'un testo tanto breve e poco originale nel contenuto, ebbe qualche difficolt\u00e0 a inserirsi nel canone dei libri ispirati. Ne danno per\u00f2 autorevole testimonianza Ireneo, il Canone muratoriano, Agostino e altri. E' ignota la localit\u00e0 di provenienza. La data di composizione dovrebbe oscillare intorno alla fine del I secolo.

{2}TERZA LETTERA DI GIOVANNI{/}

Come la seconda di Giovanni, anche questa lettera \u00e8 indirizzata dall'anonimo presbitero a un non meglio noto Gaio, di cui viene lodata la fede, la carit\u00e0 e la fedelt\u00e0, e al quale vengono raccomandati i cosiddetti apostoli itineranti, \u00abin cammino per il nome di Ges\u00f9\u00bb, e bisognosi di aiuti e d'assistenza da parte dei fedeli. Per contro si biasima un certo Diotrefe che, geloso del suo potere, vuol fare da padrone nella chiesa.
Identico nella conclusione alla seconda lettera, questo biglietto ne_condivise probabilmente la datazione (fine I secolo), come ne_condivise le difficolt\u00e0 nell'inserirsi nel canone biblico.
