{2}LETTERA DI GIUDA{/}

L'autore si dichiara \u00abfratello di Giacomo\u00bb, che viene comunemente indicato come \u00abfratello di Ges\u00f9\u00bb, quindi n\u00e9 l'uno n\u00e9 l'altro dei Giuda apostoli, poich\u00e9, in caso che lo fosse stato, non avrebbero mancato di indicarlo. Come parente di Ges\u00f9 dovette godere di grande stima nella chiesa primitiva, per cui pot\u00e9 rivolgere autoritativamente, ai fedeli che certo lo conoscevano e che erano con ogni probabilit\u00e0 palestinesi, questo breve scritto.
Non si dice chi fossero questi destinatari, ma erano in pericolo per la loro fede, per l'insorgere del movimento gnostico, che negava la divinit\u00e0 di Cristo e si mostrava piuttosto licenzioso nei costumi, [Gd_4,7]. Considerando che questo movimento doveva ancora essere agli inizi, [Gd_4,12], che la lettera considera come passati gli apostoli e conosce le lettere di san Paolo, 17-19, l'autore dovette scrivere verso gli anni 80, prima della seconda, lettera di Pietro, che pare dipendere da questa. Per la scarsezza di contenuto teologico, l'incertezza del carattere apostolico dell'autore e specialmente per le allusioni e le citazioni di alcuni libri apocrifi, [Gd_1,7], [Gd_1,14], trov\u00f2 qualche difficolt\u00e0 a essere accolta come canonica. Tuttavia, se si escludono le chiese della Siria, si pu\u00f2 affermare che la lettera, sin dalla fine del secolo II e al principio del III, era accolta come Scrittura canonica dalla totalit\u00e0 delle chiese, sia alessandrine che palestinesi e latine. Non deve costituire particolare difficolt\u00e0 la presenza di reminescenze apocrife, comuni ai tempi dell'autore, a cui egli ricorre senza attribuirvi particolare autorit\u00e0, nello stesso modo con cui ricorre a reminescenze anticotestamentarie, utili per l'insegnamento. Lo scritto fu composto in lingua greca piuttosto perfetta; si \u00e8 perci\u00f2 pensato che anche questo scritto, come la prima e la seconda lettera di Pietro, non sia opera letteraria di un palestinese Giuda ma di qualche discepolo o collaboratore d'origine ellenistica.
Il punto principale su cui si ferma \u00e8 la fede, da conservarsi come la si \u00e8 ricevuta dagli apostoli, [Gd_1,3]; [Gd_1,5]; [Gd_1,17], da viversi nello Spirito Santo ed esercitarsi nella carit\u00e0, [Gd_1,20]; [Gd_1,22]. E' pure particolarmente sviluppato l'insegnamento circa gli angeli, chiamati \u00abGlorie\u00bb, [Gd_1,8], distinti in buoni e cattivi, [Gd_1,6]; [Gd_1,9].
