{2}PRIMA LETTERA DI PIETRO{/}

La lettera inizia con molta semplicit\u00e0: \u00abPietro, apostolo di Ges\u00f9 Cristo, ai pellegrini della dispersione... eletti\u00bb; senza ampollosit\u00e0, l'autore si presenta come Pietro apostolo molto ben conosciuto dai vangeli e dagli Atti, conscio della propria responsabilit\u00e0 di padre e pastore, testimone delle sofferenze di Cristo, 5,1, predicatore della sua risurrezione, [1Pt_1,21]; [1Pt_3,18], [1Pt_3,21], preoccupato di mantenere nella fedelt\u00e0 i cristiani a cui scrive, pressati da un ambiente ostile e soggetti a molteplici sofferenze.
L'autorit\u00e0 della lettera fu assai presto riconosciuta, e sin dalla fine del I secolo esercit\u00f2 la sua influenza, per esempio su Clemente Romano, che le si ispira scrivendo ai Corinzi, su Policarpo e Papia che l'ammirano, sulla lettera delle chiese di Lione e gli Atti dei martiri scillitani, che la citano. Il primo ad attribuire la lettera espressamente a Pietro \u00e8 sant'Ireneo, seguito poi da Tertulliano, Clemente Alessandrino, Origene e cos\u00ec via. Le difficolt\u00e0 sollevate in seguito da alcuni critici non annullano il peso della tradizione che la collegano con il capo degli apostoli.
Egli scrive per i pellegrini della dispersione, piccoli gruppi di cristiani sparsi in varie province dell'Asia Minore, strettamente uniti in fraternit\u00e0, [1Pt_2,17], di condizione molto ordinaria, formati da una maggioranza di convertiti dal paganesimo, [1Pt_1,14], [1Pt_1,18]; [1Pt_2,9], [1Pt_2,25]; [1Pt_4,2], ma anche da buon numero di persone provenienti dal giudaismo, conoscitori della sacra Scrittura, [1Pt_1,15]; [1Pt_2,5], [1Pt_2,9]; [1Pt_3,20]; [1Pt_5,8], tutti circondati da difficolt\u00e0 e sofferenze, provenienti dall'ambiente ostile circostante, [1Pt_1,6]; [1Pt_2,12]; [1Pt_2,19] - [1Pt_2,21]; [1Pt_3,14] - [1Pt_3,17]; [1Pt_4,12] - [1Pt_4,16]. Non si trovano esposti a difficolt\u00e0 straordinarie, ma a prove quotidiane che possono rendere pesante e difficile la costante fedelt\u00e0, [1Pt_2,11], [1Pt_2,15]; [1Pt_3,1], [1Pt_3,15]; [1Pt_4,4].
Scritta da Roma, qualificata come \u00abBabilonia\u00bb perch\u00e9 pagana e persecutrice, [1Pt_5,12], dove pi\u00f9 facilmente si poterono trovare assieme a Pietro anche Sila e Marco, [1Pt_5,12]; [Col_3,10]; [Fm_1,24], si pu\u00f2 probabilmente datare all'epoca di Nerone, verso l'anno 64. La redazione \u00e8 stata fatta da Silvano (Sila), di cui si parla spesso in Atti 15-18, dietro indicazione di Pietro, [1Pt_5,12]. Vi \u00e8 per\u00f2 chi pensa che la lettera sia stata scritta verso gli anni 80, presumibilmente nell'Asia Minore.
Il contenuto della lettera \u00e8 pratico e tocca gli argomenti principali della catechesi primitiva, quali: Dio Padre, misericordioso e giusto, [1Pt_1,3]; [1Pt_1,17]; [1Pt_2,23]; [1Pt_4,5]; [1Pt_4,17]; Ges\u00f9 Cristo preesistente, [1Pt_1,20], Signore, [1Pt_1,3]; [1Pt_2,3]; [1Pt_3,15], salvatore degli uomini mediante il proprio sangue, [1Pt_1,19]; [1Pt_4,4]; [1Pt_5,1] - [1Pt_5,4], risuscitato e glorificato, [1Pt_3,21]; [1Pt_4,11]; [1Pt_5,20], che verr\u00e0 a giudicare i vivi e i morti, [1Pt_4,5], [1Pt_4,17]; l'uomo peccatore, [1Pt_1,18]; [1Pt_2,24]; [1Pt_3,18]; [1Pt_4,3], salvato mediante il battesimo, che lo impegna a una vita nuova. [1Pt_1,13], [1Pt_2,1] - [1Pt_2,11]; [1Pt_3,13]; [1Pt_4,1], [1Pt_4,15], in unione a Ges\u00f9 Cristo, [1Pt_2,4]; [1Pt_2,9]; [1Pt_5,2], [1Pt_5,12], con cui forma il nuovo popolo santo, tempio spirituale, [1Pt_2,4] - [1Pt_2,9]. Una caratteristica dei cristiani su cui pi\u00f9 volte ritorna la lettera \u00e8 la partecipazione alle sofferenze di Cristo, [1Pt_1,6]; [1Pt_2,19] - [1Pt_2,21]; [1Pt_3,14]; [1Pt_4,13]; [1Pt_5,10], attraverso le quali si diventa suoi collaboratori, tesi verso la felicit\u00e0 e la dimora futura ed eterna. Inoltre, solo in questa lettera troviamo espressa la discesa di Cristo agl'inferi, [1Pt_3,19]; [1Pt_4,6], esaltante l'ampiezza della sovranit\u00e0 di Cristo e l'efficacia universale della redenzione da lui operata: infatti anche i morti sono stati evangelizzati!

{2}SECONDA LETTERA DI PIETRO{/}

Questa lettera si presenta scritta da \u00abSimeone Pietro, servo e apostolo di Ges\u00f9 Cristo\u00bb, [2Pt_1,1]; cfr. [2Pt_3,1], ma, mentre la prima fu assai presto conosciuta e riconosciuta come scritta dal principe degli apostoli, questa si fece strada assai lentamente e non senza difficolt\u00e0: \u00e8 conosciuta da Clemente Alessandrino, Origene, Eusebio, i quali per\u00f2 dubitano della sua autenticit\u00e0 pietrina, e anche quando, dalla seconda met\u00e0 del IV secolo, essa viene sempre pi\u00f9 spesso nominata tra i libri canonici, non \u00e8 attribuita all'apostolo Pietro. D'altra parte, anche nella lettera ci sono elementi che fanno dubitare della sua autenticit\u00e0: la denominazione Simeone, invece dell'ordinario Simone, \u00e8 almeno curiosa; cos\u00ec come l'insistenza a presentarsi come testimone oculare della trasfigurazione, [2Pt_1,16], a cui il Signore ha predetto la morte, [2Pt_1,14], e lo ha reso responsabile della fede della Chiesa, [2Pt_1,12] - [2Pt_1,18]; [2Pt_3,17], lasciano il dubbio che si voglia sostenere una qualifica non evidente! Sembra poi inverosimile che le lettere di san Paolo fossero gi\u00e0 conosciute intorno al 64, data in cui dovrebbe essere stata scritta la lettera, [2Pt_3,16]; come pure l'accenno alla seconda lettera inviata si dimostra sfasato, giacch\u00e9 questa lettera ha ben poco di parallelo al contenuto della prima.
Tuttavia, pur non essendo riconosciuta come di Pietro, questa lettera dovette essere scritta da un suo discepolo che ne interpret\u00f2 fedelmente il pensiero, e lo scritto, per la ricchezza del suo contenuto e l'opportunit\u00e0 delle sue esortazione morali, fu assai usato nelle comunit\u00e0 cristiane e considerato Scrittura sacra. Probabilmente fu composto verso il 90, nella seconda generazione cristiana, [2Pt_3,4], quando alcuni cristiani defezionavano, [2Pt_2,20] - [2Pt_2,22]; [2Pt_3,17], gli erranti crescevano e s'infiltravano nella comunit\u00e0, lasciandosi portare dal pi\u00f9 lascivo libertinismo, [2Pt_2,2]; [2Pt_2,10]; [2Pt_2,12]; [2Pt_2,18], dal disprezzo per ogni autorit\u00e0, [2Pt_2,10], e negavano la divinit\u00e0 di Cristo, [2Pt_2,1]. Si desiderava gi\u00e0 un'esegesi ufficiale della sacra Scrittura, non soggetta a interpretazioni private, [2Pt_1,20], e gi\u00e0 mal interpretata da alcuni, [2Pt_3,16].
L'utilit\u00e0 pratica della lettera \u00e8 notevole. Essa potrebbe intitolarsi: fede e vita cristiana; a Dio che chiama e dona abbondantemente, [2Pt_1,3], il cristiano deve rispondere con la pratica della virt\u00f9, [2Pt_1,5] - [2Pt_1,10], l'accettazione dell'insegnamento vero, [2Pt_1,16]; [2Pt_1,19], non prestando ascolto a falsi profeti e dottori, [2Pt_2,1] - [2Pt_2,3], ma credendo a Dio e vivendo nella speranza [2Pt_3,5] - [2Pt_3,18]. Importante \u00e8 il richiamo alla Scrittura ispirata da Dio, alla quale non si possono dare interpretazioni private, [2Pt_1,19] - [2Pt_1,21].
