{2}PRIMA LETTERA AI TESSALONICESI{/}

La prima lettera ai Tessalonicesi \u00e8 quasi certamente lo scritto pi\u00f9 antico del Nuovo Testamento, potendosi datare nell'anno 50, pochi mesi dopo che Paolo, Sila e Timoteo avevano portato il vangelo a Tessalonica, durante la seconda spedizione missionaria. Il racconto dell'evangelizzazione di Tessalonica, citt\u00e0 a quel tempo fiorentissima e capitale della provincia romana della Macedonia, si trova in Atti [At_17,1] - [At_17,9], ma il confronto con il c. 2 di questa lettera rivela quale tensione spirituale, quanto ardore, delicatezza d'animo e interiore trasporto animassero l'azione dei primi evangelizzatori. Uno dei pregi maggiori di questa lettera sta proprio nell'essere un documento diretto e immediato, redatto da un protagonista, della prima missione cristiana nel mondo greco-romano.
Paolo ha dovuto interrompere l'evangelizzazione di Tessalonica perch\u00e9 gli Ebrei gli hanno messo contro i politarchi della citt\u00e0, cfr. [At_17,1] - [At_17,4]. Dopo una breve sosta a Berea dovette nuovamente fuggire ad Atene e finalmente approd\u00f2 a Corinto, [At_18,1]. Nel frattempo Paolo ha inviato Timoteo segretamente a prendere notizie di ci\u00f2 che era accaduto a Tessalonica, restando in grande ansia e preoccupazione di spirito durante la sua assenza. Finalmente Timoteo giunse dalla Macedonia, in compagnia di Sila, latore di notizie buone: la comunit\u00e0 aveva retto bene alla prova, la sua fede, carit\u00e0 e speranza \u0096 trinomio emblematico dell'essere cristiano, che compare qui per la prima volta e gi\u00e0 come dato ovvio e qualificante \u0096 brillano come una costellazione luminosa nel buio della notte. La lettera presenta quindi il carattere di una gioiosa ripresa di contatto, condita da qualche ammonimento. C'\u00e8 felicitazione per la buona prova di vita cristiana, [1Ts_1,1] - [1Ts_1,10], rievocazione del tempo fervido dell'evangelizzazione e delle prove trascorse, [1Ts_2,1] - [1Ts_2,17], l'angoscia dell'Apostolo privo di notizie sui suoi figli spirituali, [1Ts_2,17] - [1Ts_3,13].
A questo punto vengono richiamati alcuni punti di catechesi: la necessaria santificazione della vita, [1Ts_4,1] - [1Ts_4,8], l'amore fraterno, [1Ts_4,9] - [1Ts_4,12], la sorte di quelli che sono morti prima del ritorno di Cristo, [1Ts_4,13] - [1Ts_5,10], e una sintesi di condotta cristiana, [1Ts_5,11] - [1Ts_5,28].

{2}SECONDA LETTERA AI TESSALONICESI{/}

La seconda lettera ai Tessalonicesi dev'essere stata scritta non molto tempo dopo la prima: si pu\u00f2 pensare con ogni probabilit\u00e0 da Corinto, nell'anno 51. Si ignora ci\u00f2 che \u00e8 accaduto tra la prima lettera e la seconda; certo \u00e8 che Paolo \u00e8 stato informato che i cristiani di Tessalonica sono sempre in stato di persecuzione, e inoltre ha due motivi di preoccupazione: v'\u00e8 chi, appellandosi a qualche espressione dell'Apostolo, forse della lettera precedente, ha cominciato a insegnare che la fine della storia \u00e8 ormai giunta e che la parusia o venuta di Ges\u00f9 nella gloria \u00e8 imminente; altri, dal canto loro, invece di lavorare, secondo l'insegnamento e l'esempio di Paolo, continuano lo stile di vita oziosa e indisciplinata che tenevano prima della conversione, campando di espedienti e magari sfruttando la carit\u00e0 e la beneficenza dei fratelli di fede.
Da qui l'intervento dell'Apostolo, breve ma autorevole, meno affettuoso e personale che nella prima lettera, ma risentito, con lampeggiamenti profetici. Si deve notare che sia le affinit\u00e0 sia le diversit\u00e0 di tono e di stile tra le due lettere ai Tessalonicesi hanno indotto alcuni critici a sollevare obiezioni circa l'autenticit\u00e0 paolina della seconda lettera, ma sembrano pi\u00f9 forti le ragioni a favore: anche in questo caso la stesura della lettera dev'essere opera d'un discepolo-redattore, ma significativo resta l'intervento autografo che si legge alla fine: \u00abIl saluto \u00e8 di mia mano, di Paolo; questo \u00e8 il sigillo di tutte le lettere. Cos\u00ec io scrivo\u00bb, [2Ts_3,17].
Il contenuto della lettera si pu\u00f2 ripartire nel modo seguente: inizia con un'esortazione a perseverare nella persecuzione, [2Ts_1,3] - [2Ts_1,12]; segue un'istruzione, per noi oscura, su ci\u00f2 che vieta di ritenere che la parusia sia imminente, [2Ts_2,1] - [2Ts_2,12]; segue un'esortazione a perseverare, [2Ts_2,13] - [2Ts_3,5]; e finalmente la nota di biasimo per gli oziosi e gli sregolati, [2Ts_3,6] - [2Ts_3,15].
