{2}SIRACIDE{/}

Siracide \u00e8 il titolo con cui oggi si preferisce designare il libro sapienziale chiamato fino a poco tempo fa Ecclesiastico e che nei principali codici greci \u00e8 intitolato \u00abSapienza di Ges\u00f9, figlio di Sirach\u00bb (da cui il patronimico Siracide). Il titolo Ecclesiastico risale ai primi secoli cristiani (san Cipriano, morto nel 248, \u00e8 il primo autore presso cui lo si trova indicato con questo nome) e sembra motivato prevalentemente dall'uso che si faceva di questo libro nella chiesa antica per l'istruzione morale dei catecumeni, cos\u00ec che sarebbe stato chiamato il libro della chiesa (Liber Ecclesiasticus) per antonomasia. Infatti esso, tra i libri sapienziali, \u00e8 il pi\u00f9 ricco di insegnamenti pratici, presentati in tono paterno e persuasivo, per ogni categoria di persone.
Il libro non manifesta alcuna struttura, salvo una divisione tra una parte pi\u00f9 propriamente sapienziale, sul genere e lo stile dei Proverbi ([Sir_1,1] - [Sir_42,14]), e una parte celebrativa della sapienza di Dio nella natura ([Sir_42,15] - [Sir_43,33]) e nella vita degli uomini illustri della storia della salvezza (cc. 44-50). Una preghiera di ringraziamento e un'ultima esortazione alla sapienza formano un'appendice al libro (c. 51), gi\u00e0 concluso al c. 50 con la firma dell'autore. Nella parte sapienziale i vari argomenti si succedono senza ordine e a pi\u00f9 riprese. Tuttavia, a differenza della frammentariet\u00e0 delle collezioni di Proverbi, il Siracide raggruppa di solito sentenze e aforismi che, pur restando indipendenti, illustrano un tema sotto vari aspetti, rendendo cos\u00ec pi\u00f9 efficace il suo insegnamento.
Il testo ebraico, conosciuto anche da san Girolamo, morto nel 419, and\u00f2 perduto, non essendo stato riconosciuto come ispirato dai rabbini che fissarono il canone della Bibbia ebraica. Si tratta quindi di un libro deuterocanonico. Fortunatamente il nipote dell'autore, trasferitosi in Egitto, tradusse in greco, per gli Ebrei ivi residenti, l'opera del nonno, sembrandogli degna di essere conosciuta pi\u00f9 largamente e quanto mai adatta ad aiutare i suoi connazionali a vivere secondo la legge di Dio e le tradizioni dei padri. Fu questa traduzione a entrare nella Bibbia greca e ad essere accolta dalla chiesa come testo canonico. Alla sua traduzione il nipote ha premesso un prologo (che non fa parte del testo ispirato) da cui si deduce l'epoca della traduzione: anno 38\u00b0 del re Tolomeo VII Evergete, che corrisponde al 132 a.C. Il nonno deve aver composto la sua opera nei primi decenni del secolo II, verso il 180 a.C. Tra il 1896 e il 1900 furono scoperti vari manoscritti ebraici parziali del Siracide, provenienti dalla gheniz\u00e0 (ripostiglio di codici usati) di un'antica sinagoga del Cairo; nel 1930, 1958 e 1960 furono identificati altri brani provenienti dallo stesso luogo; un paio di brevi frammenti sono stati trovati nelle grotte di Qumr\u00e0n e un ultimo rotolo contenente i [Sir_39,27] - [Sir_44,17], con qualche lacuna, \u00e8 stato scoperto nel 1964 nell'antica fortezza di Masada, sulla riva sudoccidentale del Mar Morto. Complessivamente i manoscritti ritrovati corrispondono a due terzi del testo.
Il periodo in cui Ben Sirach compone la sua opera e tiene lezioni nella sua casa, come maestro di sapienza, [Sir_51,23], \u00e8 contrassegnato dall'espansione nel Medio Oriente della lingua, cultura e religione ellenistica. Dopo la battaglia di Panion (198 a.C.), la Palestina era passata dalla dominazione blanda dei Tolomei d'Egitto a quella pi\u00f9 ostile dei Seleucidi di Antiochia di Siria, che sfocer\u00e0 nella lotta aperta, nel 167, con la rivolta capeggiata dai Maccabei, cfr. [1Mac_1,1] - [1Mac_2,1]. Di fronte all'invadenza del mondo greco, Israele ha bisogno di rinsaldare la sua fede, l'attaccamento al suo patrimonio religioso, storico e sapienziale; ha bisogno di riprendere saldamente coscienza della sua inconfondibile identit\u00e0 di popolo dell'alleanza, per restare se stesso e per sopravvivere. La giovane generazione educata anche da Ben Sirach si trover\u00e0 presto al bivio tra l'eroismo e il tradimento.
In sintonia col momento storico in cui vive, il Siracide si fa eco della coscienza del suo popolo: la sua riflessione cerca di mettere in evidenza la specificit\u00e0 della sapienza d'Israele e i modelli cui esso deve ispirarsi. La sua osservazione della vita umana sar\u00e0 quindi illuminata da quella che egli riconosce come la fonte prima delle sue massime e dei suoi consigli: la legge dell'Altissimo, in cui si \u00e8 condensata la vera sapienza, data a Israele come sua eredit\u00e0 particolare, [Sir_24,1] - [Sir_24,22]; [Sir_39,1] - [Sir_39,8]; cfr. [Dt_4,6] - [Dt_4,8]. L'identificazione tra sapienza e legge di Dio \u00e8 l'affermazione pi\u00f9 nuova e caratteristica di Ben Sirach, come \u00e8 nuovo l'inserimento della storia nel genere sapienziale. Una galleria di ritratti, alla fine del libro, ha una stretta connessione col disegno pedagogico dell'autore. Essa ha lo scopo di risvegliare l'orgoglio nazionale di appartenere a un popolo che ha avuto uomini come quelli passati in rassegna. Coloro che hanno seguito con fede e coraggio la parola che Dio loro rivolgeva hanno avuto successo, hanno beneficato il loro popolo, si sono fatti un nome sempre ricordato tra i posteri.
La prospettiva di Ben Sirach resta limitata a questa vita e si colloca sulla linea tradizionale: l'uomo, nella sua vita presa globalmente, trova ci\u00f2 che sceglie. Dio lo ha dotato di tanti doni e della libert\u00e0, [Sir_15,11] - [Sir_15,20]; [Sir_17,1] - [Sir_17,12]: faccia quindi le sue scelte, pensando alle conseguenze. Ben Sirach non \u00e8 tuttavia un ingenuo: anche chi si impegna nell'osservanza della legge incontra sofferenze e difficolt\u00e0 che metteranno a dura prova la sua fedelt\u00e0 e la sua costanza, [Sir_2,1] - [Sir_2,18]. Ma una vita guidata dal timore di Dio godr\u00e0 della sua benedizione: questo gli hanno insegnato la sua esperienza personale e la sua riflessione.
