{2}MICHEA{/}

Michea \u00e8 nativo di Mor\u00e8set, un piccolo centro agricolo del regno di Giuda. La sua origine contadina lo equipara negli atteggiamenti e nella modalit\u00e0 della proclamazione del suo messaggio al profeta Amos, di cui \u00e8 contemporaneo. Svolse il ministero profetico durante il regno di Iotam, 740-736 a.C., di Acaz, 736-716, e di Ezechia, 716-687.
Michea \u00e8 un tenace assertore della giustizia sociale. Per comunicare il suo messaggio di richiamo e di condanna si serve del genere letterario del \u00abprocesso\u00bb. Cos\u00ec egli trova, nel popolo biblico, una colpevolezza che investe tutte le classi e gli strati sociali: i ricchi, i commercianti, gli amministratori, i sacerdoti, i giudici, i profeti. Ad essi il profeta rimprovera la ricerca disonesta del profitto, l'ingiustizia nell'esercizio della loro funzione, la dipendenza dal denaro, la corruzione e il conseguente sfacelo a cui conducono la societ\u00e0, la famiglia e la nazione. Per essi Michea annuncia il \u00abgiudizio\u00bb di Dio: Samaria sar\u00e0 distrutta, [Mic_1,6] - [Mic_1,7], Gerusalemme diventer\u00e0 un mucchio di rovine, [Mic_3,12].
Il libro di Michea si pu\u00f2 dividere in tre grandi discorsi introdotti dalla formula \u00abAscoltate\u00bb: il primo, cc. 1-2, \u00e8 un discorso contro Israele e Giuda; il secondo, cc. 3-4, \u00e8 un insieme di minacce, contenente anche un annuncio di salvezza; il terzo, cc. 5-6, sviluppa il genere letterario del \u00abprocesso\u00bb in una disputa tra Dio e il popolo eletto.
