{2}GIOSU\u00c8{/}

Il libro porta il nome del personaggio messo in primo piano sulla scena dell'opera, Giosu\u00e8, che significa \u00abJhwh salva\u00bb. Figlio di Nun e collaboratore di Mos\u00e8, [Es_24,13]; [Es_33,11], comandante delle truppe israelite nella campagna contro Amalec, [Es_17,8] - [Es_17,16], Giosu\u00e8 accompagn\u00f2 il grande legislatore d'Israele al monte Sinai, [Es_24,13]; [Es_32,17], fu designato suo successore e investito dei suoi poteri, [Nm_27,15] - [Nm_27,23]. Giosu\u00e8 si trov\u00f2 alla testa del popolo uscito dall'Egitto dopo la morte di Mos\u00e8, [Dt_34,9].
Il libro si divide in tre parti. Nella prima, cc. 1-12, viene narrata l'entrata degli Israeliti in Canaan e le loro prime conquiste. Alcuni discorsi sono redatti nello stile e nello spirito del Deuteronomio. La conquista della Palestina centrale a partire da Galgala \u00e8 narrata in modo ricco e originale con dettagli eroici e miracolosi, come la presa di Gerico e di Ai e la battaglia di Gabaon. La conquista della Palestina meridionale e settentrionale \u00e8 attribuita alla partecipazione di tutte le trib\u00f9.
La seconda parte, cc. 13-21, contiene la ripartizione territoriale di Canaan tra le dodici trib\u00f9 d'Israele con la descrizione dei limiti geografici, una lista di citt\u00e0 di rifugio e di citt\u00e0 levitiche.
La terza parte, cc. 22-24, che serve da epilogo, narra la partenza delle trib\u00f9 transgiordane, riporta l'ultimo discorso di Giosu\u00e8 e descrive la grande assemblea di Sichem, durante la quale le trib\u00f9 strinsero tra loro un patto religioso.
Il libro attuale conobbe un lungo e complesso processo di formazione. Nei cc. 2-10 vengono raccolte tradizioni particolari appartenenti alle trib\u00f9 di Beniamino e di Efraim, situate al centro della Palestina. Queste tradizioni, fissate per iscritto nel secolo X a.C., si distinguono per la loro ampiezza e colorazione epica. La conquista del nord e del sud di Canaan, cc. 10-12, \u00e8 presentata in forma breve e schematica. Dall'insieme si ricava l'impressione che la vittoriosa campagna militare dell'occupazione sia stata concertata sotto l'unico comando di Giosu\u00e8 con la partecipazione di tutto il popolo e con lo sterminio di tutti gli abitanti autoctoni e dei nemici, [Gs_6,21]; [Gs_8,25] - [Gs_8,26]; [Gs_10,11] - [Gs_10,28]. Viene messo in rilievo non solo l'aspetto militare della campagna, ma anche la sua dimensione cultuale e liturgica.
Diversi indizi fanno comprendere che questi capitoli rappresentano una giustapposizione e un collegamento artificiale di tradizioni particolari e diverse, talvolta contemporanee. Raccolte insieme, esse furono rimaneggiate, completate e inserite in uno schema unitario, semplificato ed epicizzato.
Un redattore deuteronomistico, a conoscenza della predicazione profetica dei secoli V-VI, vi aggiunse i cc. 13-21, documento risalente in parte forse al secolo XI e in parte all'epoca monarchica posteriore. Lo stesso redattore vi introdusse i grandi discorsi dei cc. 1 e 23. Preoccupato di sottolineare la fedelt\u00e0 d'Israele al suo Dio, che pu\u00f2 essere compromessa dal contatto con i popoli pagani, il redattore ha insistito sullo sterminio totale dei popoli di Canaan. Questa misura, pi\u00f9 teorica che reale, \u00e8 un fatto immaginato a distanza, frutto dell'esperienza d'Israele sfuggito al pericolo idolatrico.
Gli ultimi capitoli sono dovuti ai circoli sacerdotali. Il libro attuale ricevette la forma definitiva poco prima dell'\u00e8ra cristiana, come \u00e8 provato dalle diverse recensioni della versione greca dei Settanta.
Da quanto appare da [Gdc_1,1] e da diverse indicazioni contenute nel libro di Giosu\u00e8, la conquista di Canaan non fu conclusa al tempo di Giosu\u00e8, non fu l'opera di un movimento unitario coinvolgente tutte le trib\u00f9 sotto la guida di un unico capo. L'occupazione avvenne sotto la forma di un insediamento spesso pacifico, successivo, dovuto a gruppi o a singole trib\u00f9, che s'installarono nei territori desertici e montani disabitati. Questi insediamenti furono spesso contrastati dalle popolazioni autoctone. Non \u00e8 per\u00f2 da escludere agl'inizi dell'occupazione una vigorosa presenza e azione di Giosu\u00e8. La conquista totale del paese di Canaan, da parte degli Ebrei, ebbe luogo sotto Davide alla fine del secolo XI.
Gli scavi archeologici, che rivelano la distruzione di alcune citt\u00e0 nel secolo XIII, come Azor, non sono argomenti del tutto ineccepibili per provare la storicit\u00e0 dei racconti del libro di Giosu\u00e8. Grande imbarazzo crea il fatto che secondo gli scavi archeologici Gerico non esisteva come citt\u00e0 nel secolo XIII. Si devono, quindi, vagliare attentamente tutti i dati offerti dal libro. Infatti il libro di Giosu\u00e8 presenta una versione semplificata, epicizzata, unificata e individualizzata della conquista di Canaan, dovuta in gran parte alla storia e all'immaginazione popolare.
Il messaggio teologico del libro risiede nel fatto che esso mostra la piena realizzazione delle promesse che Dio aveva fatto nel Pentateuco ai patriarchi circa il possesso della terra di Canaan. Il nostro libro \u00e8 la necessaria conclusione del Pentateuco. Canaan diventa il segno della fedelt\u00e0 di Dio verso il suo popolo e, viceversa, del popolo verso Dio. La conquista \u00e8 presentata come opera di Dio, un dono e insieme un impegno per il popolo. Le vittorie idealizzate di Giosu\u00e8 si ripeteranno su una scala pi\u00f9 ampia se il popolo sapr\u00e0 osservare la legge di Dio con tutto il cuore e con tutta l'anima. Su questa terra benedetta si compir\u00e0 il definitivo intervento di Dio nella storia, quando su di essa verr\u00e0 ad abitare un altro Giosu\u00e8, che porter\u00e0 il nome Ges\u00f9.
