{2}NUMERI{/}

A causa del censimento delle trib\u00f9 accampate ai piedi del Sinai, che occupa i primi quattro capitoli del libro, quest'opera \u00e8 stata chiamata, dalla traduzione greca della Bibbia, col_titolo poco entusiasmante di Numeri. In realt\u00e0 l'opera risulta un dosaggio calibrato di leggi e narrazioni spesso vivaci e intense anche teologicamente. Il Sinai \u00e8 quasi il grande sfondo costante dei primi dieci capitoli: esso \u00e8 lo spartiacque che divide i due grandi versanti dell'itinerario nel deserto verso la terra della libert\u00e0: dalla schiavit\u00f9 d'Egitto all'intimit\u00e0 con Dio al Sinai, dal Sinai all'orizzonte tanto atteso della terra di Palestina. I cc. 1-10 rappresentano, perci\u00f2, la vigilia della partenza per la seconda tappa lungo le piste che dal Sinai conducono alle soglie della terra promessa. Queste pagine sono accuratamente segnate anche a livello cronologico: la narrazione inizia il primo giorno del secondo mese del secondo anno dall'uscita d'Egitto [Nm_1,1], ma la partenza effettiva per le steppe di Moab avverr\u00e0 il ventesimo giorno del secondo mese del secondo anno dall'uscita d'Egitto [Nm_10,11] dopo che si sar\u00e0 celebrata la grande Pasqua del deserto.
Da quel momento il libro disegna la marcia nel deserto con una sequenza di scene legate alle localit\u00e0 attraversate (il deserto di Paran: cc. 11-12; la ricognizione del territorio di Canaan: cc. 13-14; la via tra Kades e Moab: cc. 20-21) e definite narrativamente da eventi e da norme legislative abilmente mescolate coi racconti (vedi, ad esempio, la rivolta di Core, Datan e Abiram e la relativa sezione legale nei cc. 15-19). Alle soglie della terra tanto attesa e sperata, cio\u00e8 nelle steppe di Moab, si ambienta, invece, l'ultimo grande quadro del volume. Si incontrano qui gli ultimi ostacoli, soprattutto interiori, all'ingresso nella terra della libert\u00e0 (la tentazione dei culti della fertilit\u00e0 proposti dai Madianiti: c. 31), si dispiega nell'antichissima e deliziosa narrazione di Balaam (cc. 22-24) la celebrazione dell'Israele benedetto da Dio e alla fine si traccia un quadro legislativo della futura nazione ebraica che si stanzier\u00e0 nella terra della promessa (cc. 26-30; 32-36).
Connesso allusivamente all'Esodo per la sua anima storica e religiosa e al Levitico per la sua legislazione, il libro dei Numeri \u00e8 l'esaltazione di tre grandi attori della storia esodica. Innanzi tutto il Signore che campeggia con la sua parola fin dalla prima riga del libro: \u00abJhwh parl\u00f2 a Mos\u00e8\u00bb. La sintesi pi\u00f9 essenziale dell'opera potrebbe appunto essere quella proposta in [Nm_15,40] - [Nm_15,41]: \u00abCos\u00ec vi ricorderete e praticherete tutti i miei precetti, e sarete santi per il vostro Dio. Io sono il Signore, vostro Dio, che vi ho fatto uscire dalla terra d'Egitto per essere il vostro Dio. Io, il Signore, sono il vostro Dio\u00bb. Attraverso la sua presenza nell'arca [Nm_10,33] - [Nm_10,35] Dio \u00e8 il vero protagonista della marcia: Israele non \u00e8 mai solo o abbandonato. In questa storia, che per la presenza di Dio \u00e8 santa, emerge, accanto al Signore, un altro personaggio fondamentale, Mos\u00e8, \u00abil servo di Jhwh\u00bb ([Nm_12,8]), cio\u00e8 il mediatore tra Dio e il popolo, appassionato di Dio ma anche visceralmente legato al suo popolo. Il suo ritratto disegnato ampiamente nel libro \u00e8 mirabilmente abbozzato in una sola riga in [Nm_12,3]: \u00abMos\u00e8 era l'uomo pi\u00f9 umile di tutti gli uomini che sono sulla faccia della terra\u00bb.
E infine, ecco il terzo attore, il popolo. Difficile, ribelle, ostinato, esso \u00e8 descritto nei dettagli attraverso i censimenti ed \u00e8 per\u00f2 l'oggetto ultimo della premura e dell'amore di Dio. Per questo l'Israele successivo ha sempre avuto la convinzione di ritrovare in quelle trib\u00f9 la sua radice e la sua identit\u00e0. Il deserto diventa cos\u00ec il paradigma dell'intera vicenda storica e religiosa d'Israele. Al Dio che vince le resistenze cosmiche (acqua, cibo, serpenti), militari (le trib\u00f9 beduine che assaltano Israele), preternaturali (il mago Balaam), si oppone solo la resistenza della libert\u00e0 d'Israele che si lascia conquistare dalla tentazione dello scoraggiamento, dell'idolatria e del peccato: \u00abIl Signore disse a Mos\u00e8: "Fino a quando questo popolo mi disprezzer\u00e0, fino a quando non mi crederanno dopo tutti i segni che ho fatto in mezzo a loro? Lo colpir\u00f2 di peste e lo distrugger\u00f2..." [Nm_14,11] - [Nm_14,12]. Ma, alla fine, pur nel rispetto della libert\u00e0 umana, l'amore di Dio vincer\u00e0 e Israele raggiunger\u00e0 la terra promessa.
