{2}LEVITICO{/}

Il titolo Levitico attribuito dalla traduzione greca dei Settanta a questo libro biblico esprime suggestivamente l'impressione che ancor oggi esso suscita nel lettore. Esso, infatti, si rivela realmente come il libro dei leviti, cio\u00e8 il libro dei preti. Nato dalla riflessione della tradizione Sacerdotale che ha voluto innalzare sul fondale del monte dell'alleanza, il Sinai, l'architettura complessa della legislazione religiosa, sociale e morale d'Israele, il Levitico codifica l'intera esistenza del popolo ebraico centrandola su un concetto teologico fondamentale, quello del sacro.
Il ritornello quasi antifonale che ascoltiamo nel volume \u00e8, infatti, questo: \u00abSiate santi perch\u00e9 io, il Signore, sono santo\u00bb ([Lv_11,44]). Ora, il concetto di santo o sacro sotteso a questa visione teologica \u00e8 contemporaneamente prezioso e rischioso. E' prezioso perch\u00e9, attraverso i simboli e la prassi della purit\u00e0 e della santit\u00e0 personale e materiale, si distingue nettamente la sfera di Dio da quella creata, impedendo le confusioni panteistiche tipiche di molte religioni medio-orientali antecedenti o contemporanee al Levitico. Dio resta autentico e non manipolabile, resta il totalmente Altro, il Santo per eccellenza. Il concetto \u00e8, per\u00f2, anche rischioso perch\u00e9 pu\u00f2 introdurre una separazione eccessiva tra sacro e profano, ritenendo in pratica impuro e inutile tutto ci\u00f2 che si trova fuori dell'area sacra e puro e prezioso solo ci\u00f2 che in essa \u00e8 inglobato. Il rischio dell'integralismo, per cui, al di fuori del culto, c'\u00e8 solo una zona di tenebre e di impurit\u00e0, pu\u00f2 condurre progressivamente ad annullare il valore della storia in cui Dio si rivela, come ha insegnato la teologia biblica soprattutto profetica.
Questo rischio affiora qua e l\u00e0 nel libro del Levitico, che in qualche punto si rivela un'opera pi\u00f9 dell'Antico Testamento che dell'antica alleanza, soprattutto quando si sacralizzano certi tab\u00f9 ancestrali o si giunge ad una specie di sacro materialismo. Tuttavia nella filigrana di tutte queste pagine legali e sacerdotali si pu\u00f2 discernere lo slancio religioso di un popolo in marcia verso l'incontro col_suo Dio, invisibile, misterioso, esigente e trascendente. Alla base c'\u00e8 sempre l'amore di Dio \u00abche ci ha fatti uscire dalla terra d'Egitto per essere il nostro Dio\u00bb. I gesti liturgici sono, perci\u00f2, la risposta dell'uomo a questa sollecitudine di Dio.
Certo, per il lettore profano addentrarsi in questa foresta di norme, di prescrizioni e leggi \u00e8 spesso un'impresa disperata. Nessuna narrazione pittoresca come nell'Esodo: sotto la scorza fredda delle pagine giuridiche non sembra palpitare l'entusiasmo che pervade l'altro libro di leggi, il Deuteronomio. L'aridit\u00e0 del codice pu\u00f2 al massimo offrire uno spaccato sociologico di Israele. E' necessario, allora, leggere questo volume biblico con pazienza cercando di scoprire lo spirito nascosto sotto la superficie grigia e ostica. E' necessario anche identificare le direttrici fondamentali che organizzano in unit\u00e0 questa contorta collezione di leggi. A questo scopo vorremmo suggerire una mappa essenziale che serva a orientare il lettore in mezzo al delta ramificato delle norme, dei precetti, dei comandamenti, delle proibizioni. Escludendo la breve appendice finale del c. 27, il Levitico si articola in quattro grandi leggi. Eccone il tracciato fondamentale:
I. La legge dei sacrifici (cc. 1-7): la vasta gamma dei riti sacrificali \u00e8 unita a un ritratto del sacerdote nelle sue funzioni essenziali.
II. La legge dei sacerdoti (cc. 8-10): la consacrazione e l'investitura del sacerdote ne_prepara la funzione sacrificale nella celebrazione della liturgia.
III. La legge di purit\u00e0 (cc. 11-16): un grandioso affresco della purit\u00e0 richiesta a chi vive nell'interno di una comunit\u00e0 consacrata come \u00e8 Israele. Capitoli fondamentali di purit\u00e0 sono quelli concernenti la sessualit\u00e0, la donna e la lebbra, secondo prospettive tipiche del mondo semitico arcaico. La sezione \u00e8 conclusa dalla presentazione della celebre solennit\u00e0 del Kippur, il Giorno dell'espiazione e del perdono.
IV. La legge di santit\u00e0 (cc. 17-26): la santit\u00e0 che, come dice anche il termine ebraico che la esprime, qad\u00f4sh, indica innanzi tutto separazione, \u00e8 attributo primario di Dio, ma dev'essere acquisita e vissuta anche dal popolo da lui eletto che deve cos\u00ec separarsi da ci\u00f2 che \u00e8 profano o impuro. Si affrontano in particolare tre tipi di santit\u00e0: quella sociale (cc. 18-20), quella cultuale (cc. 21-22) e quella temporale (cc. 23-25).
La pratica scrupolosa delle osservanze che il Levitico prescrive alla comunit\u00e0 e ai sacerdoti ha, per\u00f2, uno scopo: disporre Israele all'intimit\u00e0 con un Dio puro, santo ed esigente. L'incessante appello alla santit\u00e0 e alla purit\u00e0 esteriori e rituali si trasforma sottilmente nella formazione di una coscienza religiosa ed etica che rifiuta il male e non riduce la religione a una mera iscrizione in un registro ufficiale ecclesiastico. La lettura del Levitico \u00e8 anche uno stimolo a ritrovare il gusto della liturgia e della vita comunitaria. Ma, alla luce del monito di Ges\u00f9 e, prima, dei profeti, \u00e8 anche per noi cristiani un invito a non ridurre la religiosit\u00e0 a pratica legalistica, alienata rispetto all'esistenza quotidiana. E' importante, perci\u00f2, leggere questo libro tenendo continuamente presente la parola di Osea: \u00abIo voglio l'amore e non i sacrifici, la conoscenza di Dio non gli olocausti\u00bb ([Lv_6,6]).
